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| AUSTRIA
| BELGIO | BRASILE | CECOSLOVACCHIA | CUBA | FRANCIA | GERMANIA | INDIE OLANDESI | ITALIA | NORVEGIA | OLANDA | POLONIA | ROMANIA |SVEZIA | SVIZZERA | UNGHERIA |

L'assegnazione del mondiale di Calcio alla Francia sarà causa di accese polemiche tra i sostenitori dell'alternanza (Europa/Sudamerica) e della meritocrazia (Rimet/Delaunay/Guerin). Il mondiale viene assegnato a Berlino nel 1936, durante le olimpiadi quando si riunì la commissione FIFA, la Francia ottiene 23 voti, 3 l'Argentina e 1 la Germania. Gli argentini ne uscirono furiosi sostenendo che il criterio dell'alternanza dovesse essere rispettato pena il ritiro dal torneo di tutte le squadre sudamericane. Contrariamente la Francia venne premiata per gli sforzi profusi da Jules Rimet e Henry Delaunay ideatori della manifestazione. L'Argentina come promesso si ritirò dal torneo trascinandosi dietro, per solidarietà, tutte le altre federazioni del continente  tranne una, il Brasile che, invece parteciperà alla manifestazione. Oltre alla Francia paese organizzatore e l'Italia detentrice del titolo, le altre partecipanti dovettero sostenere incontri di qualificazione. Alcuni paesi parteciperanno senza sostenere alcun match per il ritiro degli avversari, questo è il caso della prima squadra asiatica, le Indie Orientali Olandesi, della Romania, di Cuba, e del Brasile. Sulla manifestazione spirano venti di guerra, la Spagna rinunciò per le difficili condizioni del paese a causa della guerra civile franchista. Il Giappone venne squalificato dopo aver dichiarato guerra alla Cina. L'Austria si qualificò ma non parteciperà a causa dell'Anschluss tedesco che, oltre al paese alpino si annettè in breve tempo la Saar e la Renania. La Francia parte come una delle favorite, ma non andrà oltre l'ostacolo Italia. La grande sorpresa sarà la nazionale caraibica di Cuba che arrivò ai quarti di finale, il talento dei brasiliani iniziò a fare capolino, la grande delusione fu la Germania eliminata al primo turno. La grande favorita rimase l'Ungheria di Sarosi e compagni che qualche mese prima dei giochi aveva umiliato la forte Cecoslovacchia per 8 a 3. Le città in cui si svolsero gli incontri furono: Antibes, Bordeaux, Le Havre, Lilla, Marsiglia, Parigi, Colombes, Reims, Strasburgo, Tolosa, fu scelta anche Lione per Svezia Austria, ma la partita non venne mai disputata. A Marsiglia e Bordeaux furono costruiti due impianti completamente nuovi. Già nel primo turno si ebbero molte sorprese, ma al termine della competizione la vittoria finale andò ancora una volta agli azzurri di Vittorio Pozzo che, in finale ebbero ragione della fortissima Ungheria. Non mancarono le accese critiche dei francesi quando allo stadio di Colombes  gli italiani scesero in campo vestiti di nero e salutarono il pubblico con il saluto romano. Quando gli sponsor non decidevano il colore della maglia, al tempo, lo decideva la politica. Tuttavia, gli azzurri (neri) questa volta vinsero meritatamente il titolo grazie a campioni come: Olivieri, Rava, Monzeglio, Meazza e il sorprendente astro nascente Silvio Piola.

 

AUSTRIA 1938        
Per partecipare al torneo iridato organizzato dalla  Francia del 1938, l'Austria dovette affrontare in gara unica la vincente tra Lituania e Lettonia. A superare il primo turno furono i lettoni che affrontarono i danubiani il 5 ottobre del 1937 al Prater di Vienna. Gli austriaci non ebbero vita facile ma, riuscirono ad imporsi per 2 a 1 dopo essere addirittura passati in svantaggio, i danubiani recuperarono con le reti di Jerusalem e Binder. Ottenuto il pass per Parigi, gli austriaci dovettero aspettarsi le peggiori sorprese subito dopo aver conosciuto il nome della squadra sfidante, la Svezia. Il 12 maggio del 1938 l'Austria cessò di esistere. La Germania del terzo Reich invase il paese alpino e lo annesse al proprio territorio. Ai migliori giocatori austriaci fu chiesto di partecipare alla competizione iridata  sotto la bandiera tedesca, alcuni si rifiutarono, tra cui il talentuoso fuoriclasse Sindelar, il quale pochi mesi dopo essere rimasto vedovo, si suicidò con il gas, almeno questo raccontano le note ufficiali, ma alcuni attribuiscono la sua morte al rifiuto di scendere in campo con la casacca della Germania. La partita Austria contro Svezia prevista per il 5 giugno del 1938 allo stadio Gerland di Lione, non si svolse, poichè oramai l'Austria non esisteva più e fu assegnata la vittoria a tavolino per 2 a 0 agli svedesi i quali passarono al turno successivo senza colpo ferire. Con questa partita non si decretò solo la fine della nazione austriaca ma, anche, la fine della Wunderteam che da quel momento non sarà mai più quella squadra eccezionale che meravigliò il mondo.

BELGIO 1938        
Il Belgio giunse ai mondiali dopo aver superato il classico girone "Benelux" composto oltre ai fiamminghi anche da Lussemburgo e Olanda. I posti per Parigi erano due e ben fugurava che i ducali sarebbero stati la vittima sacrificale del gruppo. Nella prima gara di qualificazione i diavoli rossi, il 13 maggio del 1938 sconfissero in trasferta il Lussemburgo per 3 a 2. Maggiore "impegno" prevedeva la sfida contro l'Olanda dove il 3 aprile 1938 ad Anversa, le due squadre decisero di dividersi furbescamente la posta ai danni del Lussemburgo. In Francia, il Belgio venne eliminato al primo turno dai padroni di casa che, si imposero per 3 a 1 allo stadio Yves du Manuar di Colombes, difronte a ben 30mila paganti. Sotto per 2 a 0 subito dopo un quarto d'ora di gioco, i belgi riuscirono ad accorciare le distanze al 38° con il centravanti Isenborgsh. Al 69° i francesi, con Nicolas, chiusero la pratica degli ottavi di finale. Ai fiamminghi non restò che intrapprendere la breve via di casa. Con questa eliminazione i belgi dovettero constatare che, su tre partecipazioni iridate, in tutte le occasioni uscirono al primo turno, riducendo la loro esperienza ad una sola partita per torneo. Molto meglio fece l'esperto arbitro belga, John Langenus che, diresse un totale di 7 partite in tre edizioni, tra cui la prima finalissima tra Uruguay e Argentina. In quell'occasione il direttore belga pretese un'assicurazione sulla vita e un piroscafo, pronto a partire appena fischiata la fine del match, ormeggiato al porto di Montevideo.

BRASILE 1938        
A causa della rinuncia argentina di partecipare al mondiale francese, per la mancata assegnazione, e nel contesto ove tutti gli altri paesi sudamericani parteciparono alla causa platense di boicotaggio, il Brasile ottenne il pass per i mondiali senza giocare alcuna partita di qualificazione. A differenza delle due precedenti edizioni questa volta i carioca si presentarono in Francia con una squadra molto competitiva. Guidata dall'esperto fuoriclasse Leonidas, presentava tra le propria file i talentuosi Romeu, Josè Peracio e il difensore Da Guia. Nella prima gara i brasiliani affrontarono il 5 giugno 1938, allo stadio Meinau di Strasburgo i sorprendenti polacchi. La partita termino 6 a 5 in favore dei sudamericani dopo i tempi supplementari. Mai i brasiliani avrebbero ipotizzato di incontrare un avversario così ostico negli esordienti polacchi, ma nemmeno di trovare tra i propri passi un grandissimo goleador dal nome Otto Willimowsky autore di un poker. Passati in vantaggio al 16° con Leonidas, furono raggiunti su rigore dal polacco Scherfke. Di nuovo in avanti per 3 a 1 ecco l'incontro con Willimosky che segno ben 4 reti nella stessa partita, stabilendo un record per l'epoca. Poi la partita fu radrizzata dal solito Leonidas che grazie al suo talento portò i brasiliani al turno successivo. Ai quarti di finale furono necessarie ben due partite per superare l'ostacolo Cecoslovacchia. La prima gara del 12 giugno 1938 pareggiarono 1 a 1 anche dopo i tempi supplementari. Solo nella ripetizione del 14 giugno, sempre al nuovissimo stadio Municipal di Bordeaux, i brasiliani ebbero ragione dei boemi per 2 a 1. Giunti in semifinale ad attendere i biancoazzurri sudamericani a Marsiglia vi erano i campioni del mondo in carica dell'Italia. Sicuri di passare il turno ed assicurarsi un posto in finale, i brasiliani prenotarono in anticipo i posti sull'aereo per Parigi. All'interno del rettangolo di gioco del Velodrome, le cose non andarono come avevano previsto e vennero sconfitti per 2 a 1 dall'Italia con le reti di Colaussi e Meazza, i brasiliani riuscirono ad accorciare le distanze solo all'87° con Romeu. Giunti all'aeroporto di Marsiglia salirono sull'aereo per Rio de Janeiro tra pianti e rimorsi, cedendo i biglietti per Parigi ai più forti e concreti italiani.

CECOSLOVACCHIA 1938        
A Praga dopo quattro anni dalla delusione del precedente mondiale, in molti erano ancora convinti di essere stati defraudati dagli italiani durante la finale di Roma. Per poter accedere alla fase finale di Francia 1938 e riprendersi il maltolto, la Cecoslovacchia dovette superare in gara di andata e ritorno la Bulgaria. Nella prima gara disputata a Sofia il 7 novembre del 1937 i boemi non andarono oltre il pareggio per 1 a 1. Nella seconda partita giocata a Praga allo Sparta Stadion, il 28 aprile 1938, i cecoslovacchi vinsero largamente per 6 a 0 con la tripletta del boemo Ladislav Simunek.Giunti ai mondiali, nella prima partita degli ottavi di finale, il 5 giugno del 1938 la Cecoslovacchia incontrò l'Olanda allo stadio di Le Havre. La partita si concluse per 3 a 0 infavore dei boemi ma solo dopo aver disputato i tempi supplementari, poichè i tempi regolamentari terminarono 0 a 0. Ai quarti di finale giocati il 12 giugno a Bordeaux, incontrarono il Brasile, squadra completamente rinnovata rispetto a quattro anni prima, ma sempre guidata dal fuoriclasse Leonidas. La partità termino 2 a 1 in favore dei sudamericani che eliminarono a sorpresa Planicka e compagni ai quali non restò che prendere la via di casa con preoccupazioni più serie ad una partita di calcio. Infatti, pochi mesi dopo il 15 marzo 1939, l'esercitò tedesco invaderà i Sudeti boemi decretando la scomparsa dello Stato cecoslovacco.

CUBA 1938        
La nazionale di Cuba fu la prima squadra caraibica a partecipare ad una fase finale di un mondiale. Cuba in realtà si ritrovò in tasca il biglietto per Parigi senza colpo ferire. Inserita nel girone di qualificazione n.13 con Stati Uniti, Messico, El Salvador, Colombia, Costa Rica e Suriname, non giocò nessuna partita per rinuncia di tutte le avversarie che, solidali abbracciarono la tesi del boicottaggio in favore dell'Argentina. Gli Stati Uniti, invece, rinunciarono ufficialmente per problemi finanziari, ma in realtà perché non riuscirono ad imbastire una squadra all’altezza. Alla nazionale di Cuba, tuttavia, una volta giunta sul suolo europeo gli fu imposto, per poter partecipare al torneo, di giocare uno spareggio con i ripescati statunitensi, i quali pochi giorni prima della gara rinunciarono definitivamente alla partecipazione. Di fatto, una volta resa ufficiale la rinuncia degli USA, la federazione del Suriname chiese di sostituire gli Yankees nello spareggio ed essere reinserita nel gruppo di qualificazione precedentemente declinato. La FIFA diede parere negativo e Cuba fu ufficialmente ammessa alla competizione iridata. Fin da subito, i caraibici furono abbinati agli ottavi di finale contro l'Argentina, miracolosamente riammessa per motivi politici, questo la dice lunga sulla confusione organizzativa che vigeva al tempo. Dopo pochi giorni i rioplatensi diedero la loro disdetta risolutiva e Cuba dovette scontrarsi con l'esperta Romania. Il 5 giugno del 1938 allo stadio municipale di Tolosa, Cuba fece l'impresa prima pareggiando per 3 a 3 la prima gara e tre giorni più tardi il 9 giugno, sempre nello stesso terreno di gioco, i caraibici si imposero per 2 a 1 sulla formazione balcanica, con le reti di Socorro e Fernandez. Fu subito grande festa sia per le strade di L'Avana sia nella sede della nazionale cubana che, festeggio fino a tarda notte tra salsa, merengue e rum, tanto rum … … Non avevano calcolato che di li a soli tre giorni dai bagordi avrebbero dovuto affrontare i ben più abili svedesi. Il 12 giugno, allo stadio Fort Carrè di Antibes, i latinoamericani affogarono nel rum.... anzi furono sommersi da un mare di reti dagli scandinavi che, si imposero per 8 a 0 e mandarono mestamente a casa gli sprovveduti cubani con un pesante cerchio alla testa, ma fieri di aver scritto una curiosa pagina nella storia del calcio mondiale e felici di godersi una vacanza premio a New York prima di rimpatriare.

FRANCIA 1938        
Qualificata di diritto come paese organizzatore la Francia pochi mesi prima della manifestazione giocò alcune amichevoli contro; Belgio, Bulgaria e Inghilterra, la più significativa però rimaswe quella del 5 dicembre 1937 contro l’Italia, terminata 0 a 0 ma che, in quell’occasione fu inaugurato il nuovo stadio “Parc des Princes” di Parigi deputato ad ospitarre le partite più importanti della chermesse mondiale. I padroni di casa esordirono il 5 giugno del 1938 allo stadio olimpico de Colombes di Parigi contro i vicini di casa del Belgio.  I transalpini prima di scendere in campo  erano fortemente preoccupati per la situazione degli infortunati, quasi metà della squadra. all’inizio del torneo, era ancora in infermeria. Una volta in campo, tuttavia, i belgi non si resero assolutamente pericolosi, anzi evidenziarono un’assoluta inferiorità tecnica rispetto ai francesi che, ebbero vita facile e portarono a casa il risultato pieno per 3 a 1 con le reti di Veinante e una doppietta di Nicolas. Ai quarti di finale il 12 giugno al Colombes, alla Francia non poté capitare peggiore avversario, incontrarono gli azzurri di Vittorio Pozzo. La partita oltre che a rivestire importanza agonistica, rivestiva anche un importantissimo valore politico, tra repubblicani francesi e fascisti italiani. In quell’occasione l’Italia scese in campo interamente vestita di nero e al saluto romano fu sommersa all’unisono dai fischi del pubblico francese. I Bleus, nonostante, l’incessante supporto dei sostenitori di casa fu sconfitta per 3 a 1 dagli azzurri, che inaspettatamente uscirono dal campo tra gli applausi per la superiorità tecnico e tattica mostrata dagli uomini in campo. L’esperienza francese finì con una grande delusione, iniziata con ampie aspettative di grandeure transalpina terminò con una cocente frustrazione di non aver nemmeno raggiunto la piazza d’onore.


GERMANIA 1938        
Arrivata a Parigi come una delle squadre favorite, la nuova Germania del III° Reich farà una figura meschina. Ammessa dopo aver vinto il gruppo 1 di qualificazione europea con Svezia, Estonia e Finlandia. I tedeschi terzi al torneo del 1934, iniziarono la loro marcia di avvicinamento al mondiale partendo da Helsinki, affrontando la non proibitiva Finlandia. La Germania si impose per 2 a 0. Nel secondo match i teutonici ebbero vita facile contro l'’Estonia trionfando per 4 a 1, dopo essere stati in svantaggio per tutto il primo tempo. La partita decisiva per ottenere il visto per Parigi si svolse il 21 novembre del 1937 ad Amburgo, dove i tedeschi si imposero con un perentorio 5 a 0 sulla Svezia, con le reti di Szepan una doppietta di Siffling e un doppio di Sch
Ön, si proprio colui che nel 1974 guiderà la Germania Ovest alla conquista del titolo iridato. Giunti in Francia con ottime attese la Germania giocò il 4 giugno 1938, al Parco dei Principi, la partita inaugurale del mondiale contro la Svizzera. La gara fu molto dura a tratti violenta, anche a causa di latenti motivi politici, il pubblico francese era tutto dalla parte rossocrociata. La Germania scese in campo con una maglia raffigurante sul petto il simbolo del III° Reich “l'Aquila con svastica”, inoltre, nella squadra tedesca erano presenti i “cooptati” austriaci che dopo l’annessione del loro stato furono costretti a difendere i colori degli invasori. La partita terminò 1 a 1 anche dopo i tempi supplementari è fu necessaria la ripetizione alcuni giorni dopo. Il 9 giugno alle ore 18.00 sempre al Parc des Princes, Svizzera e Germania erano ancora di fronte l’una a l’altra. Dopo essere passata in vantaggio di ben due reti la Germania considerò chiusa la pratica elvetica, ma i redivivi confederati non si persero d’animo e nella ripresa rivoltarono il punteggio con un clamoroso 4 a 2 finale in loro favore. I tedeschi tentarono di invalidare la partita, poiché tra gli svizzeri fu schierato Eugene Waleschek,autore della rete della rimonta svizzera che, per i teutonici essendo nato in Russia non avrebbe potuto scendere in campo. La discussione cadde nel nulla e i tedeschi fecero subito ritorno a casa a testa bassa. Un anno dopo con l’invasione di Danzica la Germania di Hitler iniziò una partita ben più difficile.

INDIE ORIENTALI OLANDESI 1938       
Le Indie Orientali Olandesi furono la prima squadra del continente asiatico a partecipare ad un mondiale di calcio. Inserita nel dodicesimo gruppo di qualificazione con il Giappone, non disputò mai la sfida con nipponici, poiché quest’ultimi vennero esclusi  dalla competizione dato che alcuni mesi prima invasero militarmente la Cina. La partita avrebbe dovuto disputarsi sul campo neutro di Saigon in Vietnam. Vista la confusione organizzativa pre-mondiale, la FIFA decise di organizzare uno spareggio il 26 maggio del 1938, contro la vincente di Stati Uniti Cuba. Per prepararsi la nazionale batava organizzò alcune partite amichevoli contro squadre locali dell’isola di Giava. La spedizione indonesiana partì alla volta di Genova il 27 aprile 1938 dal porto di Tandijok Priok a bordo della nave Balorean. Giunsero a destinazione tre settimane più tardi e una volta arrivati nel capoluogo ligure salirono su un treno per Roosendaal  e successivamente per L’Aia. Giunti in Olanda gli asiatici furono informati del ritiro degli Stati Uniti e dell’Argentina, cosi lo spareggio previsto non fu necessario e la squadra fu ammessa direttamente alla fase finale di Francia 1938 assieme a Cuba. In terra d’Orange i batavi disputarono due amichevoli, una contro l’H.B.S. di Houtrust terminata 2 a 2 e l’altra contro il VV Haarlem vinta per 5 a 3. Questo successo fece ben sperare alla delegazione asiatica, che tuttavia, il 5 giugno a Reims, dovette affrontare un ostacolo ben più ostico, i fortissimi ungheresi di quella che sarà l’Aranycsapat. Le Indie Orientali Olandesi scesero in campo con molti oriundi di origine cinese e olandese, ma il dislivello tecnico si mostrò subito enorme. Gli asiatici incassarono 6 reti e neppure il cane portafortuna sceso a bordo campo del portiere Bing Mo Hang pose rimedio allo strapotere magiaro. I giocatori ritornarono in Olanda dove rimasero ancora qualche mese per poi far ritorno nel lontano oriente.

ITALIA 1938        
Per la prima volta la squadra campione in carica venne qualificata di diritto al successivo torneo iridato. L'Italia giunse in Francia giocando solo una serie di amichevoli, le più significative furono quelle contro il Belgio e la Jugoslavia, vinte rispettivamente 6 a 1 e 4 a 0. Arrivata oltr'alpe con i favori del pronostico, l'Italia esordi il 5 giugno a Marsiglia contro la debuttante Norvegia che, tuttavia aveva appena concluso un torneo olimpico di tutto rispetto. Gli italiani non furono accolti in modo amichevole dal pubblico francese che, travolse di fischi e insulti la nazionale italiana al momento del saluto romano. Anche l'inno fu motivo di aspre critichre, giacchè venne sostituito dal motivo propagandistico "Giovinezza". Una volta iniziata la gara gli azzurri incotrarono più difficoltà del previsto, la partita terminò ai i tempi supplementari dopo essersi conclusa al 90° in parità sull'1 a 1. Solo al 94° Silvio Piola riuscì a siglare la rete della definitiva vittoria. Ai quarti di finale, 12 giugno 1938, l'Italia affrontò a Colombes i padroni di casa della Francia. Gli azzurri in quest'occasione scesero in campo con un completo interamente nero e il pubblico li  accolse malamente. L'Italia passo in vantaggio dopo soli 9 minuti con Colaussi, ma solo un minuto più tardi i bleus trovarono il pareggio con Heisserer. L'Italia tuttavia, giocò una partita straordinaria, su tutti Silvio Piola che, in quell'occasione realizzò una doppietta al 52° e al 72°. Gli uomini di Vittorio Pozzo vinsero per 3 a 1 e questa volta uscirono dal rettangolo di gioco tra gli applausi del pubblico francese, talmente fu evidente la superiorità tecnica e il bel giocoespresso dagli italiani. In semifinale il 16 giugno al Velodrome di Marsiglia, gli azzurri affrontarono i funambolici brasiliani, guidati dal fuoriclasse Leonidas. I carioca già sicuri di accedere alla finalissima acquistarono in anticipo i biglietti aerei per la capitale, considerando il match contro gli italiani solo una formalità, invece l'undici azzurro dimostrò, anche in quella occasione, di essere la squadra più forte del torneo ed ebbe facilmente ragione dei brasiliani imponendosi per 2 a 1, le reti furono realizzate da Colaussi e Meazza il quale, realizzo il goal decisivo della vittoria su calcio di rigore, mantenendosi con una mano i pantaloncini ai quali si ruppe l'elastico, pochi istanti prima del tiro. I brasiliani a malincuore dovettero cedere i loro posti sull'aereo per Parigi. Per la seconda volta, consecutiva, l'Italia si trovò in finale, questa volta a contendere il titolo agli azzurri ci furono i fortissimi ungheresi di Karoly Dietz. il 19 giugno allo stadio Olimpico di Les Colombes davanti ad oltre 45.000 spettatori e agli ordini dell'arbitro francese Georges Capdeville, italiani e ungheresi scesero in campo per il titolo iridato. La partita durò solo quindici minuti, poichè al 6° Colaussi portò in vantaggio gli azzurri e solo un minuto dopo il magiaro Titkos ristabilì il pareggio. Bisognò aspettare solo una manciata di minuti che al 16° Piola riportò in vantaggio l'Italia e al 35 ancora Colaussi chiuse la pratica ungherese. Al fischio finale il risultato decretava un 4 a 2 in favore degli uomini di Pozzo che siglarono la quarta rete ancora con il pavese Silvio Piola. L'Italia bissò il successo di quattro anni prima, questa volta convincendo pienamente dimostrò di essere la squadra più forte del mondo.

NORVEGIA 1938        
La Norvegia giunse al suo primo mondiale con un ottimo biglietto da visita, due anni prima salì sul terzo gradino del podio olimpico dietro Italia e Austria, il meglio cui allora si poteva esprimere come calcio mondiale. In quell'occasione gli scandinavi ebbero ragione per 3 a 2 dei pari polacchi. Inserita nel giorone di qualificazione con la Repubblica Unita d'Irlanda, il 10 ottobre del 1937, vinse il primo match a domicilio per 3 a 2, mentre la gara di ritorno disputata al Dalymount Park di Dublino il 7 novembre dello stesso anno, si concluse con uno scoppiettante 3 a 3, protagonista dei due incontri fu l'attacante norvegese Reidar Kvammen del Viking Stavanger autore di due doppiette nelle rispettive gare. Purtoppo il sorteggio non fu molto benevolo con i norvegesi che furono abbinati agli ottavi di finale contro gli uscenti campioni del mondo dell'Italia e che si riconfermeranno tali. La gara disputata il 5 giugno del 1938 al nuovo Velodrome di Marsiglia, non fu una passeggiata per gli uomini di Pozzo. La norvegia costrinse gli azzurri ai tempi supplementari dopo aver bloccato il punteggio sull'1 a 1 al 90°. Per i Troll che in panchina avevano ben tre allenatori: Asbjørn Halvorsen , Kaare Lilleberg , Einar Gundersen, riuscì a pareggiare Arne Brustad a pochi minuti dal fischio finale, costringendo gli azzurri agli straordinari, decisi poi dal solito Silvio Piola, che rispedì i meritevoli norvegesi sul drakkar ormeggiato al viex port di Marsiglia con destinazione Oslo.

OLANDA 1938       
Era necessario far meglio dei cugini delle Indie Orientali, ma il fato vollè che anche i maestri colonizzatori uscissero agli ottavi di finale. Senza mostrare particolari referenze pedatorie. La nazionale dei Paesi Bassi giunse in terra franca dopo aver vinto agevolmente il solito gironcino BENELUX. Inizia la marcia allo Feyenoord Stadion di Rotterdam il 28 novembre 1937 regolando il Lussemburgo con un severo 4 a 0, dove l'attacante De Boer realizzò una tripletta. La seconda partita di qualificazine non aveva più nulla da dire, poichè le due contendenti Olanda e Belgio erano già matematicamente qualificate ai danni dei granducali lussemburghesi. La gara giocata il 3 aprile del 1938 ad Anversa terminò 1 a 1 accontentando entrambe le squadre di un posto sulla banlieu parigina di Saint Germain. Partite per le Havre un sol giorno prima della partita gli olandesi affrontarono i vice-campioni in carica della Cecoslovacchia. I Boemi vincono la partita per 3 a 0, ma solo dopo i tempi supplementari. Gli Orange tuttavia, devono recriminare molto alla dea bendata, oltre ad un gioco spumeggiante e ben organizzato i nederlandesi non poterono schierare per infortunio il loro uomo migliore Beb Bakhuys del VVV Venlo rimasto in patria, e al 68° minuto dovettero rinunciare anche all'attacante dell'Heracles Frits Van der Venn. Alla ripresa della gara bastarono 2 minuti a cechi per dimostrare la loro supremazia, in breve tempo Nejedly e compagni siglarono tre reti accompagnando i tulipani gentilmente all'uscita.

POLONIA 1938       
Sono ancora lontani i fasti degli anni '70 quando il mondo protrà godersi il gioco frizzante della grande Polonia di Lato e Deyna, tuttavia, quella che nel 1938 arrivò in riva all’Ill non è da meno. Tra le proprie fila, la squadra polacca esibì il fuoriclasse Ernst Otto Pradella Wilimowsky attaccante del Ruch Chorzow e all’occorrenza ottimo giocatore di hockey. L’attaccante riuscì a segnare ben quattro reti in una sola partita al Brasile di Leonidas e Romeu. Dopo l’Invasione tedesca del 1939, Wilimowsky andò a rafforzare le fila dell’attacco teutonico, segnando 13 reti in solo 8 partite. I connazionali non lo perdoneranno mai di aver tradito i colori della bielo-czerwoni. Già il 10 ottobre del 1937 a Varsavia si era intravvisto che la squadra polacca era di buon spessore nel 4 a 0 rifilato ai talentuosi jugoslavi che nella gara di ritorno non riuscirono ad andare oltre l’1 a 0 consegnando il pass per il mondiale ai sorprendenti polacchi. Solo la sorte arrestò i mitteleuropei, fin da subito in debito con la fortuna che gli abbinò il Brasile agli ottavi di finale. Il 5 giugno del 1938 nell’acquitrino di Strasburgo si assistette ad una delle più memorabili partite dei mondiali. Brasile e Polonia al termine dei 90 minuti erano sul punteggio di 4 a 4. I carioca passarono in vantaggio con Leonidas, subito raggiunti da Scherfke al 23° su calcio di rigore, poi al 25° Romeu riporta avanti i bianco-azzurri e al 44° prendono il largo con una rete di Peracio. Nel secondo tempo si svegliò un certo Wilimowky che al 53° e al 59° riacciuffò il pareggio. Al 71° e ancora Peracio a segnare il 4 a 3 per il Brasile, ma ad un minuto dalla fine Wilimowsky replicò per il 4 a 4 finale. Sono necessari i tempi supplementari. A passare in vantaggio sono ancora i brasiliani con una doppietta di Leonidas, ormai le cose sono fatte, ma c’è ancora il tempo per scrivere la storia, Wilimowsky segnò la quarta rete personale ed fu record per quel tempo almeno fino al 1994.


ROMANIA 1938       
Per la Romania il torneo francese fu la terza partecipazione consecutiva, anche se nelle precedenti edizioni non riuscì mai a superare il primo turno. Arrivò a qualificarsi per il campionato mondiale senza giocare alcuna partita, poiché, inserita nel gruppo quattro e da sorteggio contrapposta all'Egitto, quest'ultima dopo pochi mesi ritirò la propria iscrizione lasciando strada libera agli europei. In Francia la squadra balcanica fu protagonista di una memorabile figuraccia calcistica. Abbinata contro la debuttante Cuba, servirono ben due partite per essere mestamente estromessa dal mondiale. Il 5 Giugno del 1938 a Tolosa, Cuba e Romania furono interpreti di un incredibile pareggio per 3 a 3 dopo i tempi supplementari. I romeni tuttavia, dovettero imprecare contro il portiere caraibico Benito Carvajales, che parò l’impossibile e ciò che non fece lui lo fecero i pali e le traverse. Si rese necessaria la ripetizione della gara avvenuta qualche giorno dopo, il 9 giugno 1938 sempre a Tolosa. Tra i cubani non era presente il portiere Benito sostituito dal secondo Juan Ayra, i daci tirano un respiro di sollievo e si rilassarono. Al 39° Dobay  segnò per la Romania … … è fatta pensarono i balcanici, ma non è così! Quello che non fece Benito lo fece Ayra, stregando letteralmente la porta e spendendosi in autentici miracoli sportivi, alcuni sostennero che il portiere in realtà fosse un artista circense. La partita si innervosì a tal punto da trarre in inganno l’arbitro svedese Eklind che convalidò due reti dei cubani in evidente fuorigioco. La partita terminò con l’incredibile sconfitta romena per 2 a 1 costretta a lasciare per la terza volta un mondiale al primo atto.

SVEZIA 1938       
Se si può parlare di fortuna, la Svezia fu proprio la squadra più fortunata del torneo, raggiunse le semifinali in modo alcuanto semplice. Ottenne il pass per Parigi giocando un girone di qualificazione molto agevole, con quattro squadre e due posti disponibili per il mondiale. A fare da sparring partner tra scandinavi e tedeschi ci furono l'Estonia e Finlandia. La Svezia il 16 giugno del 1937 a Stoccolma sconfisse la Finlandia vincendo con un rotondo 4 a 0. Quattro giorni più tardi sempre al Rasunda stadium di Stoccolma i padroni di casa ebbero ragione di un inconsistente Estonia sconfitta con un roboante 7 a 2. Ininfluente fu la partita del 21 novembre contro la Germania dove gli svedesi vennero sonoramente sconfitti per 5 a 0. Una volta giunta a Lione per affrontare l'Austria agli ottavi di finale, la Svezia si trovo senza avversasrio poichè, pochi mesi prima l'Austria fu cancellata dalla carta geografica europea e venne annessa al III° Reich tedesco. Ammessa direttamente ai quarti di finale gli scandinavi affrontarono la sorprendente nazionale cubana, che dopo due incontri eliminò a sorpresa la Romania. La Svezia si trovò di fronte un avversario spossato e appagato dal risultato raggiunto. Scese in campo il 12 giugno ad Antibes, i gialloblù svedesi travolsero i caraibici con un pesante 8 a 0. In quella gara si registrarono due triplette una realizzata dall’esordiente Harry Andersson l’altra dall’attaccante Gustav Wetterstrom. Il 16 giugno in semifinale al Parco dei Principi di Parigi, la fortuna non fu più compagna degli scandinavi che, affrontarono i maestri danubiani dell’Ungheria. In questa occasione furono gli svedesi ad essere travolti da un pesante 5 a 1, nonostante essere passati in vantaggio con Nyberg dopo un solo minuto di gioco. Alla Svezia toccò accontentarsi della finalina per il terzo posto, disputata il 19 giugno a Bordeaux contro il Brasile di Leonidas persa per 4 a 2. Giunti quarti al mondiale francese gli svedesi dovettero considerarsi molto soddisfatti di questo piazzamento, ottenuto più per coincidenze che per talento.


SVIZZERA 1938       
Non si saprà mai il motivo per cui Svizzera e Portogallo si contesero in gara unica il posto ai mondiali francesi. Le due squadre scesero in campo il 1° maggio del 1938 allo stadio San Siro di Milano al cospetto di Benito Mussolini e Adolf Hitler. Gli elvetici vinsero la gara per 2 reti a 1 lasciando molto amaro in bocca ai lusitani che, fallirono il rigore del possibile pareggio. Giunta in Francia, alla Svizzera toccò l'onore di giocare la gara inaugurale, il 4 giugno al Parco dei Principi contro la Germania che, già aveva iniziato il suo percorso bellico di annessione degli stati confinanti. Tra i tedeschi figurano anche alcuni giocatori "cooptati" da quella che fu la Wunderteam, non è da dire che il pubblico francese fosse tutto dalla parte dei rossocrociati. L'arbitro delle grandi occasioni è sempre il belga Langenus, testimone dell'insperato pareggio che costrinse le due squadre alla ripetizione dell'incontro. La prima gara terminò 1 a 1 con le reti del tedesco Gauchel e dello svizzero Andrè Abegglen III°. Nella ripetizione del 9 giugno sempre al Parc des Princes, accadde di tutto. La Germania dopo appena 22 minuti era già in vantaggio di due reti, per di più la Svizzera perse il suo miglior attaccante Georges Aeby per infortunio, a quel tempo le sostituzioni non erano previste . Gli elvetici non si scoraggiarono, anzi spinti dal pubblico sulle gradinate, presero le redini del gioco e poco avanti del termine del primo tempo accorciarono le distanze con Eugene Walaschek, protagonista delle recriminazioni tedesche poiché essendo nato a Mosca non avrebbe dovuto giocare con gli svizzeri, ma Walaschek era già naturalizzato elvetico da molti anni. Nel secondo tempo i rosso-crociati fecero l'impresa segnando altre tre reti con Bickel e una doppietta del solito Abegglen III°. La partita si concluse con un insperato successo svizzero per 4 a 2 che rispedì a casa quella che doveva essere la grande Germania simbolo di forza e purezza. Ai quarti di finale, il 12 giugno allo stadio Victor Boucquey di Lilla, una stanca Svizzera, provata dalle due precedenti intense partite, cedette il passo di fronte ai maestri ungheresi che si imposero per 2 a 0. Gli svizzeri uscirono dal mondiale, ma coscienti di aver fatto la loro impresa nelle partite precedenti.


UNGHERIA 1938       
Il cammino degli ungheresi sino alla finalissima di Parigi fu molto agevole, fin dalla qualificazione ottenuta con partita secca contro la Grecia, la quale per l'occasione fu travolta per 11 reti a 1. Visto il risultato gli ellenici rinunciarono a disputare il match di ritorno previsto alcuni giorni dopo ad Atene. Per la cronaca la Grecia in precedenza aveva eliminato la Palestina. Anche in Francia, agli ottavi di finale, l'Ungheria si trovò a disputare un incontro particolarmente agevole contro le Indie Orientali Olandesi. Il 5 giugno 1938 allo stadio di Reims i magiari si imposero per 6 a 0, il divario tecnico e tattico si rivelò subito enorme e gli ungheresi passarono ai quarti senza alcuna fatica. Ugualmente nel turno successivo la fortuna sorrise ai granata di Schaffer i quali, a Lille, affrontarono una Svizzera stremata e menomata dagli infortuni reduce dal doppio incontro con la Germania. L'Ungheria si impose facilmente per 2 a  0 accedendo alla semifinale di Parigi, ove incontrarono una poco consistente Svezia, anche lei arrivata cosi avanti solo per fortunati crocevia di calendario. Gli ungheresi vinsero con il largo punteggio di 5 a 1, la partita si rilevò una vera passerella se non un allenamento. Passati inverosimilmente in svantaggio dopo un solo minuto gli ungheresi giocarono a porta unica, l'eroe della giornata fu Gyula Zsengeller dello Ujpest che, realizzo una fantastica tripletta. In finale l'Ungheria affrontò l'Italia, ma questa volta dinanzi trovarono una squadra ben organizzata e sicuramente la più forte del torneo. In questa occasione i magiari non ottennero alcun favore da Tiche e vennero sconfitti per 4 a 2 dagli azzurri che, si confermarono campioni del mondo. Gli ungheresi, tuttavia, uscirono dal campo consapevoli che fin a quel punto la sorte gli offrì avversari inconsistenti e al primo vero ostacolo caddero con l'onore delle armi, tuttavia, arricchiti da questa esperienza  dopo la guerra l’Ungheria darà vita ad una squadra fortissima meglio conosciuta con il nome di Aranycsapat.


 
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