
MONDIALE 1958 - SVEZIA
Le nazioni di tutto il mondo erano impegnate nella ricostruzione delle loro città. Gli anni ’50 furono quelli in cui si manifestarono le più grandi contrapposizioni politiche, filosofiche e finanziarie del nuovo assetto mondiale. Si costituì una prima bozza di Europa unita, nacque il Patto di Varsavia, si riaggiustarono i confini delle nazioni europee (vedasi il caso di Trieste), si consolidò il Patto Atlantico delle nazioni alleate con gli Stati Uniti. Il Sud-america era sconvolto da continui colpi di stato, l’Africa iniziò a scrollarsi di dosso il fardello del colonialismo, ma la tensione in Europa era alle stelle dopo l’invasione di Budapest e le rivolte operaie in Polonia. Per organizzare il prossimo mondiale evitando pericolose rivendicazioni di boicottaggio, era necessario che un paese neutrale si facesse avanti. Si rimase ancora in Europa: fu il momento della civilissima e neutrale Svezia. Già dal 1950, al congresso della FIFA di Rio de Janeiro, il paese si era candidato per l’organizzazione della sesta edizione del campionato del mondo. Il paese scandinavo, inoltre, stava vivendo un grande momento di sviluppo economico e sportivo. Fu il primo mondiale senza Jules Rimet, deceduto nel 1956 e sostituito dal belga Rodolphe Seeldrayers alla guida della FIFA. Si misero in mostra grandissimi campioni del calibro di Liedholm, Hamrin, Skoglund, Simonsson e Gren. La Svezia promise di essere una delle protagoniste di questa edizione che finalmente vide emergere una generazione di giocatori fenomenali tra le file del Brasile, su tutti Pelè e Garrincha. Parteciparono alla fase finale sedici squadre, suddivise in quattro gironi da quattro squadre con formula all’italiana pura, mettendo da parte la cervellotica e poco chiara formula svizzera. Alle qualificazioni presero parte 51 squadre provenienti da tutti i continenti, esclusa l’Oceania. Le squadre britanniche, per la prima e unica volta, riuscirono a qualificarsi tutte, inserite nei gironi continentali e non più nella classica Home British Championship. L’esordiente Irlanda del Nord si qualificò a spese dell’Italia, che mai aveva toccato un livello calcistico così basso. Per la prima volta parteciparono anche l’Unione Sovietica, l’Ungheria, la Jugoslavia e la Cecoslovacchia. Per l’Europa Occidentale, oltre alla Svezia anfitrione, parteciparono la Germania Ovest, detentrice del titolo, le già citate britanniche, Francia e Austria; per il Sudamerica, Brasile, Argentina e Paraguay; non vi furono rappresentanti dei continenti asiatico e africano. Le partite si giocarono in dodici città dislocate nella parte centrale e meridionale della Svezia. Era prevista, se si fosse qualificata, la disputa di alcune gare anche a Copenaghen per la Danimarca. Il mondiale mise in mostra una generazione di fenomeni mai vista fino ad allora. Vinse il Brasile, grazie alle prestazioni di Garrincha, Djalma Santos, Didì e, in particolare, del giovanissimo Edson Arantes do Nascimento, meglio conosciuto come Pelè. La nazionale brasiliana, tuttavia, non si fece notare solo per i risultati sul campo, ma anche per le vergognose risse nello spogliatoio e l’ammutinamento di alcuni giocatori, i quali tentarono di imporsi sulla formazione, facendo allontanare altri compagni durante il torneo. Il mondiale fu una delusione per la Germania Ovest, chiamata a riconfermare il titolo, così come per l’Argentina, che dopo aver vinto due volte il torneo continentale sudamericano, sfigurò anche a causa della non convocazione degli "angeli dalla faccia sporca" Sivori, Maschio e Angelillo. Brutte figure le fecero anche Inghilterra e Ungheria, entrambe eliminate al primo turno. Si sperava meglio anche dall’Unione Sovietica, fresca vincitrice alle Olimpiadi australiane del 1956. Discreta prestazione venne da Svezia, Galles e Irlanda del Nord, ma soprattutto dalla Francia, che arrivò alle semifinali grazie alle reti del suo cannoniere Just Fontaine, autore di 13 gol, ancora oggi record assoluto per una singola edizione iridata. Il mondiale svedese fu il mondiale "di mezzo", quello che segnò il passaggio dal calcio antico a quello moderno del 1962 in Cile, dove tuttavia le tensioni politiche si fecero sentire più che mai.
ARGENTINA 1958
L’avventura mondiale dell’Argentina iniziò con un capitombolo a La Paz, dove venne sconfitta per 2 a 0 dai condor biancoverdi. A fare la differenza fu l’altitudine, che tagliò letteralmente il fiato ai rio-platensi, i quali, dopo aver subito due reti, non riuscirono a reagire. La settimana successiva, il 13 ottobre del ’57, l’albiceleste fu di scena allo stadio Nacional di Santiago, dove la nazionale argentina si impose abbastanza agevolmente per 2 a 0 contro il Cile. Il 20 ottobre, gli argentini ospitarono alla Bombonera i cileni: tramortiti dalle urla dei 70.000 spettatori, i sudamericani furono sotto di tre reti dopo solo un quarto d’ora e cedettero il passo a un secco 4 a 0. Autori delle marcature furono Menendez, Zarate e la doppietta di Corbatta, ma non vanno dimenticati i due portieri, Carizo e Quitral, che pararono un rigore ciascuno. Il 27 ottobre ad Avellaneda, sul livello del mare, gli argentini affrontarono la Bolivia e vinsero 4 a 0, assicurandosi il pass per Stoccolma. Giunti in Svezia senza gli "angeli dalla faccia sporca" e privi di Zarate e Labruna, l’avventura fu più dura del previsto. A fare da cornice all’esperienza scandinava vi furono le bionde valchirie e i locali notturni, più che gli allenamenti. Nella gara inaugurale del mondiale, l’8 giugno del 1958 allo Malmo Stadion, affrontarono i campioni uscenti della Germania Ovest. Privi della seconda divisa, i giocatori argentini dovettero utilizzare la maglia gialla dell’IFK Malmö (non da confondere con gli FF Malmö), ma la camiciola non portò fortuna: persero per 3 a 1. Quattro giorni più tardi, ad Halmstad, i sudamericani incontrarono l’esordiente Irlanda del Nord e vinsero per 3 a 1, ma il successo fu arduo. Gli irlandesi passarono in vantaggio dopo soli tre minuti, e il pareggio arrivò grazie a un generosissimo regalo dell’arbitro svedese Ahlner, che concesse un rigore inesistente. Le altre due reti giunsero poco dopo, sempre in situazioni poco chiare. Sicuri di fare risultato contro la Cecoslovacchia, gli argentini scesero in campo con sufficienza e presunzione, ma i boemi punirono immediatamente la leggerezza: si imposero per 6 a 1. Al ritorno, i tifosi non perdonarono le scappatelle svedesi e attesero i giocatori al loro arrivo all’aeroporto, iracondi.
AUSTRIA 1958
L’Austria non era più la grande potenza del calcio mitteleuropeo dell’anteguerra, ma faceva ancora una discreta figura nel gruppo europeo “5” di qualificazione con Olanda e Lussemburgo. Vinse agevolmente la prima sfida il 10 febbraio del ’57 al Prater di Vienna per 7 a 0 contro il Lussemburgo. In primavera, sempre a Vienna, si impose per 3 a 2 sull’Olanda, ma la partita lasciò molti strascichi: gli olandesi erano passati in vantaggio per 2 a 0 dopo soli 31 minuti, e la rimonta austriaca fu favorita dall’arbitro tedesco Schmetzer, che assegnò un rigore inesistente. Nella gara di ritorno, il 25 settembre ad Amsterdam, Olanda e Austria pareggiarono 1 a 1, risultato che valse la qualificazione agli austriaci, i quali tre giorni dopo vinsero 3 a 0 contro il Lussemburgo. Ai mondiali, però, le cose andarono diversamente. L’Austria venne inserita nel gruppo “4” con Brasile, Inghilterra e Unione Sovietica. L’esordio avvenne l’8 giugno del 1958 allo stadio Rimmersvallen di Uddevalla, dove il Brasile di Feola piegò senza fatica l’undici austriaco per 3 a 0. L’11 giugno, allo Ryavallen di Boras, l’Austria fu sconfitta dall’Unione Sovietica per 2 a 0; solo la fortuna e le prodezze del portiere Schmied limitarono la superiorità tecnica dei sovietici. Nella terza gara, il 15 giugno sempre a Boras, l’Austria affrontò l’Inghilterra in una delle più belle partite del mondiale: terminò 2 a 2 con splendide reti di Koller e Korner da oltre trenta metri dalla porta di McDonald. Con questa partita terminò l’avventura austriaca ai mondiali svedesi. Per oltre vent’anni, la nazionale alpina non riuscì più a qualificarsi a nessuna manifestazione calcistica internazionale.
BRASILE 1958
Dopo l’ennesima brutta figura rimediata in Svizzera, il Brasile era deciso a ben figurare in Europa, forte della bella esperienza nella "Copa" sudamericana del ’57 e favorito da una generazione di fenomeni che rispondevano ai nomi di Garrincha, Didì, Bellini, Djalma Santos, Nilton Santos, Roberto e Pelè. I verdeoro erano intenzionati e convinti di conquistare finalmente il titolo iridato. Per giungere in Svezia, il Brasile dovette affrontare un solo avversario, il Perù, in doppia gara di andata e ritorno. La questione qualificazione si risolse nel breve tempo di una settimana. Il 13 aprile 1957 il Perù ospitò il Brasile: la partita risultò più ostica del previsto e terminò 1 a 1. Nella gara di ritorno a Rio de Janeiro non fu una passeggiata per i carioca, che superarono gli andini solo per 1 a 0. Iniziarono a manifestarsi alcuni malcontenti nello spogliatoio e, per evitare altre figuracce al mondiale, l’allenatore Osvaldo Brandao venne sostituito dall’accomodante Vicente Italo Feola, voluto sulla panchina verdeoro da alcuni giocatori brasiliani. Nella gara d’esordio dell’otto giugno 1958 a Uddevalla, il Brasile ebbe comodamente ragione dell’Austria, imponendosi con un facile 3 a 0 grazie a Nilton Santos e a una doppietta di "Mazola", alias José Altafini, al tempo pedatore brasiliano. Nella seconda gara, disputata l’undici giugno, le cose non andarono come previsto: allo stadio Ullevi di Göteborg il Brasile affrontò l’Inghilterra e la partita terminò 0 a 0, la prima volta che in un mondiale una gara si chiuse a reti inviolate. Per il Brasile fu una mezza vergogna e iniziarono ad emergere attriti nello spogliatoio. Infatti, nella terza gara contro l’Unione Sovietica, l’allenatore Feola cedette alle pressioni della stampa e di alcuni giocatori, rischiando l’ammutinamento. Alcuni calciatori chiesero la testa di Dino Sani, Joel e Altafini, e l’ingresso in squadra di Garrincha e Pelè si rivelò azzeccatissimo. Contro l’Unione Sovietica, il Brasile vinse 2 a 0 grazie a una doppietta di Vavà, ma i veri protagonisti furono Garrincha e Pelè. Ai quarti di finale, il 19 giugno, il Brasile incontrò il Galles: fu una partita difficile, e i verdeoro vinsero di misura per 1 a 0 con la prima rete mondiale di Edson Arantes do Nascimento, detto Pelè. Per la semifinale, il Brasile si trasferì a Stoccolma, allo stadio Råsunda, casa dell’AIK Solna, dove affrontò la Francia del goleador Just Fontaine. La partita rimase in equilibrio fino al quarantesimo sul 1 a 1, quando un’entrata di Vavà fratturò la tibia al difensore francese Vincente. Da lì in poi il Brasile ebbe vita facile, vincendo 5 a 2 con reti di Vavà, Didì e una tripletta di Pelè, consacrato a diciassette anni come quello che sarebbe diventato il più grande calciatore di tutti i tempi. La finale si disputò il 29 giugno allo stadio Råsunda di Stoccolma, davanti a circa 50.000 spettatori. Per la prima volta la Svezia arrivò a una finale. In campo vi era il meglio del calcio mondiale: da una parte l’estro e la fantasia dei brasiliani, dall’altra la solidità e l’agonismo degli svedesi. Il Brasile scese in campo con una maglia azzurra inedita, mentre gli svedesi indossarono la classica maglia gialla. La partita si giocò sotto una pioggia insistente, su un campo pesante. Gli scandinavi passarono subito in vantaggio dopo soli quattro minuti con una rete di Niels Liedholm; dopo cinque minuti il Brasile pareggiò con Vavà. La gara terminò 5 a 2 per i carioca, ma furono Pelè e Garrincha a fare la differenza, proclamando il Brasile campione del mondo per la prima volta.
CECOSLOVACCHIA 1958
Il cammino verso Stoccolma della Cecoslovacchia iniziò a Cardiff il primo maggio del 1957 con un’inaspettata sconfitta contro il Galles, 1 a 0, dei fratelli Charles. Il 26 maggio si disputò la partita di ritorno a Praga, dove i boemi si imposero per 2 a 0, un risultato stretto rispetto alla mole di gioco e alle occasioni create da Masopust e compagni. A giugno arrivarono le due gare contro la Germania Orientale: all’andata la Cecoslovacchia vinse 3 a 1 a Brno, mentre al ritorno si impose 4 a 1 allo Zentralstadion di Lipsia. La Cecoslovacchia concluse al primo posto il proprio girone, assicurandosi un posto in Scandinavia, mentre il Galles dovette affrontare lo spareggio interzona contro Israele. Al mondiale, l’otto giugno del 1958, la squadra di Masopust e Novák incappò in un’imprevedibile sconfitta, 1 a 0, contro gli esordienti dell’Irlanda del Nord. Nella gara successiva, dell’undici giugno a Helsingborg, la Cecoslovacchia offrì invece un’ottima prestazione, riuscendo a bloccare sul 2 a 2 i campioni del mondo in carica della Germania Ovest, dopo essere stata a lungo in vantaggio di due reti. A determinare le sorti della partita ci pensò però l’arbitro inglese Arthur Ellis, che chiuse più di un occhio sui falli commessi dai tedeschi. La larga vittoria per 6 a 1 contro l’Argentina, giocata il 15 giugno all’Olimpiavallen di Helsingborg, non fu sufficiente per il prosieguo nel torneo: i cechi giunsero secondi a pari merito con l’Irlanda del Nord e fu necessario uno spareggio contro i britannici. La gara del 17 giugno non fu favorevole ai cecoslovacchi, che dovettero cedere il passo ai sorprendenti nordirlandesi di Peter Doherty, sconfitti 2 a 1 dopo i tempi supplementari.
FRANCIA 1958
La sesta edizione del campionato iridato rappresentò per la Francia un’ottima occasione per mettere in luce il momento positivo del calcio transalpino, in particolare il talento di Just Fontaine. Attaccante dello Stade Reims e della nazionale, Fontaine fu il miglior goleador di quell’edizione dei Mondiali: il suo record di tredici reti in una sola competizione rimane imbattuto. Nel girone di qualificazione europeo “2” la Francia affrontò Belgio e Islanda. La nazionale transalpina era multietnica, composta da giocatori polacchi, italiani e molti nordafricani. Nella prima gara, l’undici novembre del 1956 allo Stadio Olimpico di Les Colombes a Parigi, la Francia si impose 6 a 3 sul Belgio. Nella seconda partita, quasi un anno dopo, contro l’Islanda, vinse 8 a 0. Le due gare di ritorno furono pura formalità: i Bleus vinsero 5 a 1 in Islanda e pareggiarono 0 a 0 in Belgio, in un match ormai senza significato se non quello storico: fu l’ultima volta in cui i giocatori algerini furono considerati totalmente francesi, prima delle rivolte per l’indipendenza. Al mondiale non furono più presenti Mekhloufi, Zitouni e Brahimi, passati a difendere i colori dell’Algeria, ma entrò a far parte dei Bleus il già citato Just Fontaine, calciatore di origini marocchine con grande vena realizzativa. Naturalizzato e già impiegato in nazionale, sembrava destinato a un ruolo di riserva, ma un infortunio del compagno René Bliard gli aprì la strada da titolare. Grazie agli assist di Kopaszesky, meglio noto come "Kopa", Fontaine segnò in tutte le partite disputate dalla Francia: 3 gol al Paraguay, 2 alla Jugoslavia, 1 alla Scozia, 2 all’Irlanda del Nord, 1 al Brasile in semifinale e 4 alla Germania Ovest nella finale per il 3° posto. Nella prima gara del Mondiale, contro il Paraguay all’Idrottsparken di Norrköping, la Francia vinse 7 a 3. A Västerås, nella seconda partita del girone “B”, affrontò la Jugoslavia: era il terzo incontro mondiale tra le due squadre e per la terza volta la vittoria arrise ai balcanici, vincenti 3 a 2. Il 15 giugno a Örebro andò di scena Francia-Scozia: i francesi vinsero 2 a 1, dominando la metà campo scozzese; il portiere Brown salvò il risultato per i misurati scozzesi. Ai quarti di finale la Francia incontrò la sorprendente Irlanda del Nord, che però, il 19 giugno, aveva esaurito le proprie energie tra infortuni e una massacrante trasferta in treno di oltre 400 chilometri. I transalpini vinsero senza difficoltà per 4 a 0. In semifinale affrontarono il Brasile. Il 24 giugno a Stoccolma, davanti a 27.000 spettatori, si assistette a uno spettacolo incantevole fino a quando l’arbitro britannico Benjamin Griffiths prese il controllo della partita. Di fronte a Fontaine e Pelé, vinse il brasiliano con tripletta a 1: al 39° Vavà entrò duro su Jonquet, fratturandogli tibia e perone, e Didì segnò la rete del vantaggio verdeoro, vanificando le proteste francesi. La partita, di fatto, si chiuse lì: la Francia fu sconfitta immeritatamente 5 a 2. Nella finalina per il 3° posto, disputata a Göteborg il 28 giugno, i transalpini travolsero la Germania Ovest per 6 a 3. Protagonista fu ancora Just Fontaine, autore di un poker di reti che lo consacrò capocannoniere indimenticabile con 13 reti nella storia dei Mondiali. Ci si può solo chiedere come sarebbe finita senza l’arbitraggio di Benjamin Griffiths, ma questo, purtroppo, fece parte del gioco.
GALLES 1958
Per la prima volta, nel 1958, il Galles riuscì a qualificarsi a un campionato del mondo di calcio. Il paese, nonostante la sua consolidata tradizione rugbistica, ottenne l’impresa di arrivare sorprendentemente in Svezia insieme a tutte le altre formazioni britanniche. Durante le qualificazioni del gruppo “4” europeo, affrontò Cecoslovacchia e Germania Est. Nella partita d’andata contro la Cecoslovacchia, a Cardiff, il Galles si impose per 1 a 0 con una rete di Vernon al 72° minuto. Alcuni giorni dopo, i gallesi si recarono al Zentralstadium di Lipsia, dove furono sconfitti 2 a 1 dalla D.D.R. Anche nella gara di ritorno a Praga contro la Cecoslovacchia, i gallesi subirono una battuta d’arresto. Per conquistare l’insperato biglietto per Stoccolma, fu necessario il 25 settembre 1957, a Cardiff, battere la Germania Est per 4 a 1 grazie a una tripletta di Des Palmer, prolifico attaccante dello Swansea. Tuttavia, per accedere ai mondiali, i Dragoni dovettero compiere un ulteriore sforzo affrontando la nazionale israeliana nello spareggio intercontinentale euroasiatico. Israele si trovò a giocare contro il Galles senza aver mai disputato una partita, poiché nel girone afroasiatico Turchia, Indonesia e Sudan rinunciarono a sfidarla. La nazionale mediorientale si sarebbe qualificata senza colpo ferire, ma durante la riunione del consiglio FIFA del 1° novembre 1957 si decise di far giocare Israele in un doppio incontro con la migliore non qualificata europea, in questo caso il Galles. La partita d’andata si svolse il 15 gennaio 1958 allo stadio Ramat Gan di Tel Aviv, dove i gallesi vinsero agevolmente 2 a 0. Poco meno di un mese dopo, il 5 febbraio, le due squadre si rincontrarono a Cardiff, e il Galles replicò il risultato dell’andata, 2 a 0, staccando così il pass per Stoccolma. Al mondiale, il Galles superò le più rosee aspettative, praticando un calcio sobrio e difensivo. Inserito nel gruppo “C” con Svezia, Ungheria e Austria, i Dragoni erano inizialmente considerati la vittima sacrificale del girone. Nella prima gara, l’8 giugno 1958 a Sandviken, i gallesi ottennero un inatteso pareggio 1 a 1 contro l’Ungheria, lontana parente della meravigliosa Aranycsapat, grazie a una rete di John Charles. Pochi giorni dopo, al Rasundastadion di Stoccolma, il Galles impattò 1 a 1 contro il Messico, che ottenne così all’ultimo minuto il primo punto mondiale della sua storia. L’impresa gallese si concretizzò il 15 giugno, sempre allo stadio Rasunda, contro i padroni di casa della Svezia: il Galles ottenne un sorprendente 0 a 0. La partita si giocò quasi interamente nella metà campo gallese, la cui difesa si eresse a muro invalicabile per gli attaccanti scandinavi. La classifica del gruppo “C” promosse la Svezia come prima, ma per decidere la seconda qualificata fu necessario uno spareggio tra Ungheria e Galles, disputato il 17 giugno sul campo dell’AIK Solna. La gara, fin dai primi minuti, fu un elogio alla violenza: John Charles fu costretto a uscire per infortunio, e l’Ungheria, passata in vantaggio, favorì involontariamente il Galles con due papere colossali del portiere Grosics, regalando ai gallesi un’inattesa vittoria per 2 a 1 e l’incredibile accesso ai quarti di finale. Il 19 giugno, allo stadio Ullevi di Göteborg, il Galles affrontò il Brasile dei funamboli Garrincha e Pelé. Ne uscì una partita brutta e priva di emozioni: il Brasile attaccava, il Galles si arroccava in difesa, e solo una prodezza di Pelé al 66° minuto decise la gara, chiudendo l’apprezzabile esperienza mondiale dei Dragoni Rossi, che superarono di gran lunga le loro aspettative iniziali.
GERMANIA OVEST 1958
Qualificata di diritto come detentrice del titolo vinto quattro anni prima nella discussa edizione svizzera, la Germania Ovest non disputò partite di qualificazione, limitandosi a incontri amichevoli. Inserita nel gruppo “A” con Argentina, Cecoslovacchia e Irlanda del Nord, superò il primo turno, ma non senza difficoltà, mostrando che questa Germania era lontana parente della Mannschaft campione del mondo del 1954. Nella partita d’esordio, l’8 giugno a Malmö, ebbe vita facile contro l’Argentina, che scese in campo con la maglia dell’IFK Malmö. La Germania Ovest si impose per 3 a 1 grazie a una doppietta di Rahn e a una rete di Seeler. Nella gara successiva affrontò la Cecoslovacchia: i cechi, sconfitti dall’Irlanda del Nord nel turno precedente, vendettero cara la pelle. La Germania Ovest riuscì a pareggiare 2 a 2 solo nel finale, complice anche l’arbitro inglese Arthur Ellis. La terza partita fu una mezza delusione contro l’Irlanda del Nord: pareggio 2 a 2 in una partita combattuta e avvincente, con vantaggi che durarono pochi minuti e pareggi raggiunti sulle ali di un ritrovato entusiasmo. La Germania passò il turno e ai quarti di finale affrontò la Jugoslavia, considerata la sorpresa del torneo. Fu Rahn a segnare l’1 a 0 decisivo, mentre i talentuosi slavi cercarono invano di sfondare l’impenetrabile difesa tedesca. In semifinale a Göteborg, la Germania Ovest incontrò la Svezia: geometria svedese contro fisicità tedesca, con gli scandinavi vittoriosi per 3 a 1 grazie alle reti di Skoglund, Gren e Hamrin, a cui rispose Schafer. La Germania si dovette accontentare della finale per il terzo posto contro la Francia di Kopa e Fontaine, che il 28 giugno vinsero 6 a 3 all’Ullevi con una quaterna dello straordinario Just Fontaine. La Germania Ovest tornò a casa profondamente delusa, incapace di difendere con onore il titolo mondiale.
INGHILTERRA 1958
Il mondiale svedese del 1958 fu una vera delusione per l’Inghilterra, eliminata al primo turno, suscitando polemiche e spingendo a un rinnovamento generale di un calcio incapace di successi fuori dall’Albione. L’avventura inglese iniziò il 5 dicembre 1956 allo stadio Molyneaux di Wolverhampton contro la Danimarca: gli inglesi vinsero 5 a 2, ma il risultato fu bugiardo, poiché faticarono più del previsto contro i vichinghi danesi. In primavera, a Wembley, affrontarono l’Eire, surclassata 5 a 1 grazie alla tripletta del centravanti Taylor. Il 15 maggio 1957, a Copenaghen, l’Inghilterra vinse 4 a 1 contro la Danimarca, con due reti di Tommy Taylor, ultime della sua carriera nazionale prima del tragico incidente aereo di Monaco di Baviera. Il 19 maggio, al Dalymount Park di Dublino, inglesi e irlandesi si giocarono un posto ai mondiali: gli irlandesi passarono in vantaggio dopo tre minuti e resistettero fino a un minuto dalla fine, quando John Atyeo segnò, qualificando l’Inghilterra. Ai mondiali, però, gli inglesi non riuscirono a rispettare le aspettative. Nella gara d’esordio a Göteborg contro l’Unione Sovietica, la partita terminò 2 a 2: i russi, in doppio vantaggio, furono raggiunti da una rete di Kevan e da un rigore di Finney. Pochi giorni dopo, sempre a Göteborg, l’Inghilterra affrontò il Brasile: un pareggio a reti bianche, primo nella storia dei mondiali. Il 15 giugno, a Boras, Inghilterra e Austria impattarono 2 a 2, con reti inglesi di Haynes e Kevan. In classifica, Inghilterra e Unione Sovietica finirono a pari punti: nello spareggio, i sovietici vinsero grazie a una rete di Anatoly Ilyn. L’avventura inglese terminò senza vittorie, ma con molte critiche al ritorno in patria.
IRLANDA DEL NORD 1958
È sempre stato piacevole raccontare favole meravigliose e storie sorprendenti, solo che questa volta a farne le spese furono gli azzurri di casa nostra, estromessi sul campo per la prima volta dalle qualificazioni mondiali. Fu l’Irlanda del Nord a presentarsi in Scandinavia come vincitrice del gruppo “8” europeo. L’avventura irlandese iniziò il 16 gennaio del 1957 allo stadio Josè Alvalade di Lisbona, dove in una partita senza particolari velleità pareggiò 1 a 1 contro il Portogallo. Il 25 aprile, a Roma, si festeggiava la Liberazione e la vittoria azzurra contro l’Irlanda del Nord per 1 a 0. La federazione italiana, tuttavia, era in pieno marasma, e con grande difficoltà si riuscì a nominare un tecnico, che alla fine rispose al nome di Alfredo Foni. In Italia era ancora festa: il 1° maggio, l’Irlanda, capitanata da Blanchflower, asfaltò per 3 a 0 il Portogallo. In Italia si continuava a celebrare… sino al 26 maggio, quando gli azzurri furono sconfitti per 3 a 0 dai lusitani. Qualcosa cambiò: l’Ulster iniziava a far paura. La partita di ritorno a Belfast, prevista per il 4 dicembre del 1957, fu rinviata a causa della mancanza del direttore di gara, bloccato a Budapest dalla nebbia; Zsolt non poté partire. Tuttavia, la partita si giocò lo stesso: l’arbitro Mitchell, un irlandese, diresse l’incontro davanti a uno stadio gremito di festanti tifosi nordirlandesi. Il risultato di 2 a 2, però, non venne omologato: la federazione italiana non considerò valida quella partita senza arbitro ufficiale e non accettò il risultato. La gara ufficiale voluta dagli italiani si disputò il 15 gennaio al Winsor Park di Belfast. Questa volta l’arbitro Istvan Zsolt era regolarmente in campo, ma metaforicamente a non scendere in campo furono gli azzurri, offrendo una prestazione indecente. L’Irlanda del Nord vinse per 2 a 1, rispedendo a casa gli arroganti italiani. Per la prima volta, l’Irlanda britannica si qualificò ai mondiali a spese della nazionale italiana. Anche al mondiale i britannici sorpresero l’opinione pubblica: con in porta l’eroico portiere Harry Gregg, scampato al disastro di Monaco di Baviera in cui persero la vita molti calciatori del Manchester United, sconfissero all’esordio per 1 a 0 la più esperta Cecoslovacchia. Nulla poterono fare gli irlandesi l’11 giugno a Helsingborg contro l’Argentina, che si illuse vincendo 3 a 1. La partita successiva fu un susseguirsi di colpi di scena: il teatro fu lo stadio di Malmö, quello dei celesti dell’F.F., e l’antagonista sulla scena fu la Germania dell’Ovest. La gara terminò in parità sul 2 a 2, con McParland, alfiere nordirlandese, autore delle due reti britanniche. L’Irlanda del Nord si classificò a pari punti con la Cecoslovacchia e fu necessario uno spareggio per decretare chi sarebbe passato ai quarti di finale. Questo si disputò il 17 giugno a Malmö di fronte a poco meno di 7.000 spettatori. L’Irlanda, tra infortuni e indisponibili, aveva gli uomini contati: durante la gara Robert “Bertie” Peacock si strappò i legamenti. Le due squadre terminarono al novantesimo sull’1 a 1 e furono necessari i tempi supplementari. I boemi erano sfiniti, mentre gli irlandesi avevano ancora quel poco di carburante che permise a Peter Parland di segnare due volte. L’Irlanda del Nord vinse 2 a 1 e, sorprendentemente, passò ai quarti di finale. Il 19 giugno, all’Idrottsparken di Norrkoping, la Nord Irlanda affrontò la Francia. L’allenatore Peter Doherty non aveva più cambi e schierò dal primo minuto anche giocatori infortunati e provati dalla fatica dello spareggio. La Francia ebbe vita facile e si impose con un rotondo 4 a 0. Per i britannici l’avventura mondiale terminò ai quarti, ma al loro rientro furono accolti come eroi dai festanti tifosi, uniti per una volta, cattolici e protestanti, sotto l’unica bandiera degli Shamrock.
JUGOSLAVIA 1958
La Jugoslavia, per accedere ai campionati del mondo svedesi, dovette superare nelle qualificazioni Grecia e Romania. Nella partita di andata contro gli ellenici, gli slavi impattarono stranamente per 0 a 0 sul campo del Panathinaikos; al ritorno, in Serbia, si imposero per 4 a 1. All’inizio dell’autunno del 1957, ben 110.000 spettatori allo stadio di Bucarest incitarono la squadra romena per ottenere una vittoria che li avrebbe qualificati al torneo mondiale. Le due squadre giocarono a viso aperto e nessuna delle due prevalse sull’altra: la gara terminò 1 a 1. Nel match di ritorno, a Belgrado, gli slavi si imposero per 2 a 0, e a regalare il biglietto per Stoccolma fu Milos Milutinovic, fratello del famoso allenatore giramondo Bora Milutinovic. La Jugoslavia si presentò al mondiale come una delle squadre favorite per la vittoria finale. Ricca di talenti come Breara, Veselinovic, Milutinovic, Sekularac e Boskov, avrebbe fatto tremare chiunque, ma non la Scozia, che nella gara d’esordio riuscì a bloccare gli slavi sull’1 a 1. La seconda sfida era ormai un classico della World Cup: a Vasteras si affrontarono Jugoslavia e Francia. Non bastarono le due reti di Just Fontaine ai francesi: la Jugoslavia si impose per 3 a 2, con una doppietta di Veselinovic e una rete di Petkovic. Il 15 giugno, a Eskilstuna, fu la volta del Paraguay, che sorprendentemente conquistò un rocambolesco pareggio per 3 a 3. Non fu la Jugoslavia a cedere il passo, ma il portiere Vladimir Breara, che in tutte e tre le occasioni dei gol combinò altrettanti pasticci. Nonostante la disgraziata giornata del portiere croato, la Jugoslavia si qualificò per i quarti di finale, dove il 19 giugno, a Malmö, venne sconfitta dalla Germania Ovest per 1 a 0, grazie a una rete del solito Rahn. La Jugoslavia creò molte occasioni fin dal primo minuto, ma Herkenrath e compagni difesero con efficacia. Uscì così immeritatamente dal mondiale, amareggiata e inveendo contro l’arbitro svizzero Wyssling, accusato di condotta pro-Germania e di aver negato almeno un paio di evidenti rigori.
MESSICO 1958
La qualificazione al mondiale svedese fu agevole per i calciatori messicani. Inseriti nel girone nordamericano, si sbarazzarono degli Stati Uniti con un 6 a 0 in casa e un 7 a 2 in trasferta; anche contro il Canada vinsero 3 a 0 a domicilio e 2 a 0 fuori casa. Nello spareggio inter-caraibico il Messico eliminò la Costa Rica, vincendo 2 a 0 a Città del Messico e pareggiando 1 a 1 a San Josè. In Scandinavia, tuttavia, le avversarie furono più coriacee. Inserito nel gruppo “C”, il Messico affrontò l’8 giugno la Svezia, subendo un sonante 3 a 0. L’11 giugno pareggiò 1 a 1 contro il Galles, ottenendo così il primo punto iridato dopo tre partecipazioni mondiali precedenti, nelle quali uscì sempre sconfitto. L’avventura svedese si chiuse il 15 giugno contro l’Ungheria, dalla quale subì 4 reti a 0. Ai centroamericani non restò il piacere di godersi una meritata vacanza in Europa prima di fare ritorno nelle Americhe.
PARAGUAY 1958
Il Paraguay giunse in Svezia dopo aver superato la Colombia e, sorprendentemente, un irriconoscibile Uruguay. Contro i “cafeteros” colombiani, il Paraguay vinse sia in trasferta per 3 a 2, sia in casa per 3 a 0. Di fronte alla “Celeste”, i biancorossi s’imposero per 5 a 0 ad Asunción e furono sconfitti a Montevideo con un ininfluente 2 a 0. Giunto in Svezia, il girone del Paraguay non era certo il più morbido: con Jugoslavia, Scozia e Francia, i sudamericani dovettero vendere cara la pelle. L’8 giugno a Norrköping, di fronte alla Francia, non ci fu partita: i transalpini vinsero per 7 a 2, tanto era il divario tecnico sul terreno di gioco. Di tutt’altra fattura e determinazione fu la squadra paraguayana, che scese in campo l’11 giugno contro la Scozia e ne uscì vittoriosa per 3 a 2. Ancora meglio fece tre giorni dopo contro la Jugoslavia, alla quale impose un clamoroso pareggio per 3 a 3, grazie anche alle sventure dell’esperto portiere slavo Vladimir Breara. Non furono sufficienti, tuttavia, i tre punti in classifica per ottenere il passaggio ai quarti di finale: i paraguayani presero prontamente la strada del ritorno, soddisfatti e sicuri di aver fornito un’ottima prestazione.
SCOZIA 1958
Indecisa fino all’ultimo momento se partecipare o no alla manifestazione iridata, la Scozia si qualificò sul campo superando brillantemente un girone di ferro composto da Spagna e Svizzera. Gli scozzesi, il 19 maggio del 1957, uscirono vittoriosi dal Sankt Jakob di Berna, dove superarono la nazionale confederata per 2 a 1 anche senza un allenatore ufficiale. La squadra era autogestita e a fungere da allenatore c’era Dawson Walker, finché non si trovò un degno sostituto in Matt Busby, passato, ahimè, allo sfortunato Manchester United della tragedia di Monaco di Baviera. Busby si salvò miracolosamente dall’incidente aereo e tornò ad allenare i “Red Devils” nella stagione 1970-71. Qualche mese dopo, nella gara al Bernabeu di Madrid, la Scozia fu mestamente sconfitta per 4 a 1 dalla Spagna dei “galácticos”. Agli spagnoli, tuttavia, fu fatale un pareggio contro la Svizzera, che li escluse dal mondiale. Nelle gare di ritorno in terra britannica, la Scozia ebbe ragione per 3 a 2 della Svizzera e per 4 a 2 della Spagna. In Svezia, la squadra di Walker fu meno brillante rispetto alle qualificazioni. Dopo aver ottenuto un lusinghiero pareggio per 1 a 1 contro la Jugoslavia nella gara d’esordio, la Scozia fu sconfitta per 3 a 2 a Norrköping dal Paraguay e per 2 a 1 dalla Francia a Örebro. Gli scozzesi, amareggiati, fecero prontamente ritorno in patria dopo il primo turno, a braccetto con i cugini inglesi, lasciando a Galles e Irlanda del Nord la scena principale del torneo.
SVEZIA 1958
La squadra che partecipò al mondiale nel 1958 era figlia di quella che dieci anni prima vinse le Olimpiadi di Londra. Tra le sue file spiccavano nomi d’indiscusso valore come Liedholm, Skoglund, Simonsson, Hamrin, Gustavsson e Gren, già da qualche anno militanti in importanti club europei. Questi presupposti fecero considerare la Svezia come una delle squadre favorite alla vittoria finale. Partecipò al mondiale come paese organizzatore, pertanto non giocò le qualificazioni ma solo amichevoli di lusso, incontri del campionato di calcio delle nazioni nordiche e l’esclusivo torneo commemorativo dei cinquant’anni della federazione finlandese. L’8 giugno, nella gara d’esordio contro il Messico, guidata dalla panchina dall’inglese George Raynor, la Svezia non ebbe problemi a disfarsi dei centroamericani per 3 a 0. Anche nel più severo impegno contro l’Ungheria, priva del suo uomo di spicco Hidegkuty, gli svedesi s’imposero per 2 a 0 grazie a una doppietta del padovano Kurt Hamrin. Il 15 giugno, nella terza partita contro il Galles, i padroni di casa, già qualificati al secondo turno, decisero di far riposare qualche elemento in vista di sfide più impegnative. La gara terminò 0 a 0, accontentando entrambe le squadre: Svezia avanti e Galles allo spareggio. Ai quarti di finale, il 19 giugno allo stadio Råsunda di Stoccolma, gli svedesi affrontarono i sorprendenti sovietici, freschi vincitori delle Olimpiadi di Melbourne. Da una parte il gioco svedese, basato su un tiki-taka ante litteram; dall’altra quello sovietico, fondato sulla velocità e il dinamismo. La partita fu gradevole e rimase in equilibrio per tutto il primo tempo, fino a quando Hamrin e Simonsson ruppero gli equilibri. In semifinale, all’Ullevi Stadion di Göteborg, la brillante Svezia affrontò l’ostica Germania Ovest. Dopo dieci minuti dall’inizio, l’interista Skoglund realizzò la rete del vantaggio svedese, raggiunta al 28° da Schäfer. La Svezia rimboccò le maniche e prese il largo: al 31° segnò Gren e all’88° Hamrin, per il 3 a 1 finale. I padroni di casa raggiunsero fiduciosi la finale di Stoccolma, sulle ali dell’entusiasmo di un vivace e caloroso pubblico. L’avversario fu il Brasile di Pelé, che già da alcune partite aveva messo in luce una forza e un talento straordinari. Liedholm, dopo soli tre minuti, illuse il pubblico sugli spalti, che si diede alle più allegre espressioni di gioia; a riportare l’equilibrio ci pensò Vavá dopo sei minuti di gioco. La Svezia ne fu tramortita: a fare la differenza fu la classe cristallina di Vavá e Pelé, che misero a segno entrambi una doppietta, tagliando le gambe ai maestosi giocatori scandinavi. Al fischio finale di Guigue, la partita terminò 5 a 2 in favore dei sudamericani, che finalmente riuscirono a mettere le mani sulla coppa dell’orafo parigino Lafleur. Il Brasile, in onore del paese ospitante, fece il giro del campo tra gli applausi dello sportivissimo pubblico svedese, portando in trionfo la bandiera della nazione scandinava.
UNGHERIA 1958
Erano passati meno di due anni dall’invasione sovietica di Budapest, ma sembrava che la nazione magiara fosse precipitata in un inaspettato medioevo. Anche la squadra nazionale, erede della magnifica Aranycsapat, sembrò aver perso l’innato talento dei suoi giocatori. Quella giunta in Svezia era orfana dei migliori calciatori, perlopiù fuggiti in Occidente in cerca di condizioni di vita migliori. Un debole raggio di luce di ciò che era stata l’Aranycsapat brillò attraverso le gesta dell’Hungaria, una squadra sovranazionale costituita da dissidenti ungheresi fuggiti oltre cortina. Per qualificarsi al mondiale, l’Ungheria dovette superare Norvegia e Bulgaria. Nella gara di Oslo, gli ungheresi subirono una disonorevole sconfitta per 2 a 1 contro i dilettanti norvegesi. Bastò il rientro in nazionale di Bozsik e Toth per sostenere Hidegkuti e battere la Bulgaria per 4 a 1 davanti ai 60.000 del Nepstadion. Nelle gare di ritorno, l’Ungheria vinse per 2 a 1 in trasferta a Sofia e per 5 a 0 in casa contro la Norvegia. Giunti in Svezia pochi giorni prima dell’inizio della manifestazione, gli ungheresi scesero in campo a Sandviken contro il Galles: fu una brutta partita, terminata sull’1 a 1, con gli unici acuti firmati dal magiaro Bozsik e dallo juventino John Charles. Hidegkuti non riuscì a recuperare per la partita contro la Svezia, e la sua assenza in campo si fece pesantemente sentire. La luce non si accese e gli ungheresi furono sconfitti per 2 a 1 dai padroni di casa. Il 15 giugno, contro il Messico, l’Ungheria non poteva fallire: sarebbe stata una vera indecenza sportiva. Fu solo l’orgoglio degli uomini in maglia rossa a permettere loro di superare l’ostacolo e vincere per 4 a 0, giusto per agganciare il Galles al secondo posto in classifica e giocarsi lo spareggio di Stoccolma il 17 giugno contro i draghi rossi di Sua Maestà britannica. Vista con gli occhi della storia, la vittoria gallese contro l’Ungheria potrebbe sembrare un’inattesa sorpresa; in realtà, fu il Galles a dominare la partita. Niente di straordinario: da una parte, vecchi calciatori sul viale del tramonto; dall’altra, la vigoria e la disinvoltura di chi sapeva di compiere un’impresa. Il Galles vinse per 2 a 1, facendo perdere la testa ad alcuni giocatori ungheresi, espulsi dall’arbitro russo Latyshev. La partita non fu solo una gara persa, né solo un’eliminazione dal mondiale: segnò la fine di una delle più grandi e forti squadre di calcio di tutti i tempi.
UNIONE SOVIETICA 1958
Dalla costituzione dello stato sovietico nel 1917, la squadra di calcio russa non aveva mai partecipato a un torneo internazionale. La prima presenza dell’Unione Sovietica avvenne alle Olimpiadi di Helsinki del 1952, seguita da quella di Melbourne nel 1956, dove vinse l’oro mostrando un calcio atletico e dinamico che attirò l’attenzione di tutta Europa. Per qualificarsi al Mondiale svedese, l’U.R.S.S. dovette affrontare Polonia e Finlandia. Nei match contro i finlandesi vinse 2 a 1 all’andata e travolse gli avversari 10 a 0 al ritorno. Contro la Polonia, si impose 3 a 0 nella prima sfida, ma subì un’inaspettata sconfitta per 2 a 1 nella seconda. Poiché entrambe le squadre conclusero il girone di qualificazione al primo posto, fu necessario uno spareggio a Lipsia, dove l’U.R.S.S. vinse 2 a 0 davanti a centomila spettatori, conquistando il pass per la Svezia. Il debutto mondiale avvenne a Göteborg contro l’Inghilterra, maestri del football. Fu una gara emozionante, terminata 2 a 2: da una parte la velocità e la disinvoltura dei sovietici, dall’altra il metodismo compassato degli inglesi. L’Unione Sovietica si portò in vantaggio per 2 a 0 con Simonyan e Ivanov, ma Kevan e Finney su rigore ristabilirono la parità. Tre giorni dopo, l’11 giugno, al Ryavallen Stadium di Borås, i sovietici affrontarono l’Austria e vinsero 2 a 0. Il risultato avrebbe potuto essere più ampio, dato il divario tecnico tra le due squadre. Protagonista dell’incontro fu il portiere Lev Jašin, che parò un rigore all’austriaco Buzek. Nella terza gara, disputata all’Ullevi di Göteborg, l’Unione Sovietica subì una sconfitta per 2 a 0 contro il Brasile, ma l’attenzione mondiale si concentrò su un altro evento: il debutto al Mondiale di un giovane talento, Edson Arantes do Nascimento, detto Pelé. In quell’occasione, anche tra i sovietici si mise in luce un futuro immortale del calcio: Lev Jašin, destinato a diventare il miglior portiere di tutti i tempi. Per accedere ai quarti di finale, la squadra sovietica dovette affrontare uno spareggio contro l’Inghilterra di Winterbottom. In quella partita, Jašin si rivelò decisivo con interventi straordinari e parate spettacolari. Poi, un tiro inaspettato di Anatolij Il’in finì alle spalle del portiere inglese, siglando la vittoria sovietica e il passaggio del turno. Il 19 giugno, a Stoccolma, ad attendere l’U.R.S.S. nei quarti c’era la Svezia, fresca e sostenuta dal tifo di casa, mentre i sovietici apparivano stanchi e provati dallo spareggio. La Svezia si impose per 2 a 0, rispedendo oltre cortina la squadra sovietica. Tuttavia, il meglio per gli uomini dell’U.R.S.S. doveva ancora arrivare.
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Qualificazioni Campionato Svezia 1958
Gruppo 1 [Inghilterra]
03.10.56 Dublino Eire Danimarca 2-1
05.12.56 Wolverhampton Inghilterra Danimarca 5-2
08.05.57 Londra Inghilterra Eire 5-1
15.05.57 Copenaghen Danimarca Inghilterra 1-4
19.05.57 Dublino Eire Inghilterra 1-1
02.10.57 Copenaghen Danimarca Eire 0-2
Gruppo 2 [Francia]
11.11.56 Parigi Francia Belgio 6-3
02.06.57 Nantes Francia Islanda 8-0
05.06.57 Bruxelles Belgio Islanda 8-3
01.09.57 Reykjavik Islanda Francia 1-5
04.09.57 Reykjavik Islanda Belgio 2-5
27.10.57 Bruxelles Belgio Francia 0-0
Gruppo 3 [Ungheria]
22.05.57 Oslo Norvegia Bulgaria 1-2
12.06.57 Oslo Norvegia Ungheria 2-1
23.06.57 Budapest Ungheria Bulgaria 4-1
15.09.57 Sofia Bulgaria Ungheria 1-2
03.11.57 Sofia Bulgaria Norvegia 7-0
10.11.57 Budapest Ungheria Norvegia 5-0
Gruppo 4 [Cecoslovacchia]
01.05.57 Cardiff Galles Cecoslovacchia 1-0
19.05.57 Lipsia Germania Est Galles 2-1
26.05.57 Praga Cecoslovacchia Galles 2-0
16.06.57 Brno Cecoslovacchia Germania Est 3-1
25.09.57 Cardiff Galles Germania Est 4-1
27.10.57 Lipsia Germania Est Cecoslovacchia 1-4
Gruppo 5 [Austria]
30.09.56 Vienna Austria Lussemburgo 7-0
20.03.57 Rotterdam Paesi Bassi Lussemburgo 4-1
26.05.57 Vienna Austria Olanda 3-2
11.09.57 Rotterdam Lussemburgo Paesi Bassi 2-5
25.09.57 Amsterdam Paesi Bassi Austria 1-1
29.09.57 C/d.Lussemburgo Lussemburgo Austria 0-3
Gruppo 6 [Unione Sovietica]
23.06.57 Mosca Unione Sovietica Polonia 3-0
05.07.57 Helsinki Finlandia Polonia 1-3
27.07.57 Mosca Unione Sovietica Finlandia 2-1
15.08.57 Helsinki Finlandia Unione Sovietica 0-10
20.10.57 Chorzów Polonia Unione Sovietica 2-1
03.11.57 Varsavia Polonia Finlandia 4-0
Spareggio:
24.11.57 Lipsia Unione Sovietica Polonia 2-0
Gruppo 7 [Jugoslavia]
05.05.57 Atene Grecia Jugoslavia 0-0
16.06.57 Atene Grecia Romania 1-2
29.09.57 Bucarest Romania Jugoslavia 1-1
03.11.57 Bucarest Romania Grecia 3-0
10.11.57 Belgrado Jugoslavia Grecia 4-1
17.11.57 Belgrado Jugoslavia Romania 2-0
Gruppo 8 [Irlanda del Nord]
16.01.57 Lisbona Portogallo Irlanda del Nord 1-1
25.04.57 Roma Italia Irlanda del Nord 1-0
01.05.57 Belfast Irlanda del Nord Portogallo 3-0
26.05.57 Lisbona Portogallo Italia 3-0
22.12.57 Milano Italia Portogallo 3-0
15.01.58 Belfast Irlanda del Nord Italia 2-1
Gruppo 9 [Scozia]
10.03.57 Madrid Spagna Svizzera 2-2
08.05.57 Glasgow Scozia Spagna 4-2
19.05.57 Basilea Svizzera Scozia 1-2
26.05.57 Madrid Spagna Scozia 4-1
06.11.57 Glasgow Scozia Svizzera 3-2
24.11.57 Losanna Svizzera Spagna 1-4
Gruppo 10 [Brasile]
Il Venezuela si è ritirato
13.04.57 Lima Perù Brasile 1-1
21.04.57 Rio de Janeiro Brasile Perù 1-0
Gruppo 11 [Argentina]
22.09.57 Santiago Cile Bolivia 2-1
29.09.57 La Paz Bolivia Cile 3-0
06.10.57 La Paz Bolivia Argentina 2-0
13.10.57 Santiago Cile Argentina 0-2
20.10.57 Buenos Aires Argentina Cile 4-0
27.10.57 Buenos Aires Argentina Bolivia 4-0
Gruppo 12 [Paraguay]
16.06.57 Bogotà Colombia Uruguay 1-1
20.06.57 Bogotà Colombia Paraguay 2-3
30.06.57 Montevideo Uruguay Colombia 1-0
07.07.57 Asunción Paraguay Colombia 3-0
14.07.57 Asunción Paraguay Uruguay 5-0
28.07.57 Montevideo Uruguay Paraguay 2-0
Centro e Nord America – Gruppo 13 [Messico]
1° round – sottogruppo A
07.04.57 C. del Messico Messico USA 6-0
28.04.57 Los Angeles USA Messico 2-7
22.06.57 Toronto Canada USA 5-1
30.06.57 C. del Messico Messico Canada 3-0
03.07.57 C. del Messico Canada Messico 0-2
06.07.57 Saint Louis USA Canada 2-3
1° round – sottogruppo B
10.02.57 Cd. Guatemala Guatemala Costarica 2-6
17.02.57 San José Costarica Guatemala 3-1
03.03.57 San José Costarica Curaçao 4-0
14.03.57 Cd. Guatemala Guatemala Curaçao 1-3
04.08.57 Willemstad Curaçao Costarica 1-2
Curaçao si ritira e Guatemala non si presenta in campo
2° round
20.10.57 C. del Messico Messico Costarica 2-0
27.10.57 San José Costarica Messico 1-1
Gruppo 14 [Galles]
1° round – sottogruppo 1
12.05.57 Giacarta Indonesia Cina 2-0 [dts]
02.06.57 Pechino Cina Indonesia 4-3
Spareggio:
23.06.57 Rangoon Indonesia Cina 0-0
1° round – sottogruppo 2
Turchia ritirata, Israele passa al turno successivo
1° round – sottogruppo 3
Cipro ritirato, Egitto passa al turno successivo
1° round – sottogruppo 4
08.03.57 Khartoum Sudan Siria 1-0
24.05.57 Damasco Siria Sudan 1-1
2° round
Indonesia, Egitto e Sudan si ritirano, Israele passa allo spareggio contro il Galles
3° round
15.01.58 Ramat Gan Israele Galles 0-2
05.02.58 Cardiff Galles Israele 2-0
Mondiali 1958 (Svezia, 8 giugno – 29 luglio)
Gruppo A
08.06.58 Halmstad Irlanda del Nord Cecoslovacchia 1-0
08.06.58 Malmö Germania Ovest Argentina 3-1
11.06.58 Halmstad Argentina Irlanda del Nord 3-1
11.06.58 Helsingborg Germania Ovest Cecoslovacchia 2-2
15.06.58 Helsingborg Cecoslovacchia Argentina 6-1
15.06.58 Malmö Germania Ovest Irlanda del Nord 2-2
Spareggio:
17.06.58 Malmö Irlanda del Nord Cecoslovacchia 2-1 [dts]
Gruppo B
08.06.58 Vasteras Jugoslavia Scozia 1-1
08.06.58 Norrkoping Francia Paraguay 7-3
11.06.58 Norrkoping Paraguay Scozia 3-2
11.06.58 Vasteras Jugoslavia Francia 3-2
15.06.58 Örebro Francia Scozia 2-1
15.06.58 Eskilstuna Jugoslavia Paraguay 3-3
Gruppo C
08.06.58 Stoccolma Svezia Messico 3-0
08.06.58 Sandviken Galles Ungheria 1-1
11.06.58 Stoccolma Galles Messico 1-1
12.06.58 Stoccolma Svezia Ungheria 2-1
15.06.58 Stoccolma Svezia Galles 0-0
15.06.58 Sandviken Ungheria Messico 4-0
Spareggio:
17.06.58 Stoccolma Galles Ungheria 2-1
Gruppo D
08.06.58 Uddevalla Brasile Austria 3-0
08.06.58 Göteborg Unione Sovietica Inghilterra 2-2
11.06.58 Boras Unione Sovietica Austria 2-0
11.06.58 Göteborg Brasile Inghilterra 0-0
15.06.58 Boras Inghilterra Austria 2-2
15.06.58 Göteborg Brasile Unione Sovietica 2-0
Spareggio:
17.06.58 Göteborg Unione Sovietica Inghilterra 1-0
Quarti di finale
19.06.58 Stoccolma Svezia Unione Sovietica 2-0
19.06.58 Malmö Germania Ovest Jugoslavia 1-0
19.06.58 Norrkoping Francia Irlanda del Nord 4-0
19.06.58 Göteborg Brasile Galles 1-0
Semifinali
24.06.58 Stoccolma Brasile Francia 5-2
24.06.58 Göteborg Svezia Germania Ovest 3-1
Gara per il terzo posto
28.06.58 Göteborg Francia Germania Ovest 6-3
Finale
29.06.58 Stoccolma Brasile Svezia 5-2