Vai ai contenuti

Spagna 1982 - Bibliomax

e-Bibliomax
Subbuteo and Football Tales
Salta menù
Salta menù
Salta menù


MONDIALE 1982- SPAGNA

Il Mondiale spagnolo fu assegnato al paese iberico già nel lontano 1964 durante il 34° congresso della FIFA svoltosi a Tokio. La Spagna al tempo era ancora nel pieno della dittatura franchista e ben pochi avrebbero scommesso che nel 1976 si sarebbe insediata la monarchia parlamentare di re Juan Carlos per avviare il paese ad una transizione democratica. Negli anni che precedettero il Mondiale la Spagna gravava in una pesante crisi economica e il Mondiale sarebbe servito per integrare in parte le casse dello Stato ma anche per mostrare a livello planetario il nuovo volto del paese, un segno dell’immagine della Nuova Spagna. Tuttavia, a pochi mesi dall’apertura del torneo, molte strutture non erano ancora terminate, a meno di un anno la situazione non era delle migliori, dal tentato colpo di stato del Generale Tejero, dai movimenti separatisti dell’ETA e dal rapimento dell’attaccante del Barcellona Enrique Castro Quini, insomma il contesto spagnolo era tutt’altro che sereno, ma sembrava che la FIFA ci fosse abituata a queste situazioni border-line. Il Mondiale del 1982 fu il primo a 24 squadre, si allargarono i posti per il Sudamerica che poteva presentare quattro squadre, dodici compagini europee e due squadre a testa per Asia/Oceania, Africa e Centro America. Anche la formula fu completamente modificata, furono sorteggiati sei gironi all’italiana composti da quattro squadre dove le prime due sarebbero passate alla seconda fase composta da quattro triangolari il cui vincitore sarebbe andato alle semifinali ad eliminazione diretta, nella finale per l'assegnazione del titolo, in caso di parità dopo i tempi supplementari si sarebbe prevista la ripetizione della partita e non l'immediato ricorso ai tiri di rigore. La formula non convinse interamente i vertici della FIFA poiché già nel prossimo Mondiale messicano la formula verrà nuovamente modificata. Al Mondiale grazie all’allargamento si qualificarono cinque squadre debuttanti: due africane, una asiatica, una oceanica e una centroamericana, nessuna di queste superò il primo turno. Le qualificazioni, tuttavia furono entusiasmanti, parteciparono 103 nazioni e a creare le maggiori emozioni furono quelle asiatiche con un inedito spareggio tra Cina e Nuova Zelanda. Il Mondiale fu vinto sorprendentemente dall’Italia di Enzo Bearzot che poté usufruire della splendida vena realizzativa del redivivo Paolo Rossi. Il Mondiale si svolse dal 13 giugno all’11 luglio del 1982, furono utilizzati ben diciassette stadi dislocati omogeneamente in tutto il territorio iberico, le città interessate furono: Madrid, Barcellona e Siviglia con due stadi, le altre a seguire con un impianto, Bilbao, Valladolid, Malaga, Valencia, Saragozza, Elche, Oviedo, Gijon, Alicante, Vigo e La Coruña. Nonostante ciò la kermesse spagnola fu una delle meno seguite dal pubblico presente negli stadi, grazie alla capillare diffusione televisiva i tifosi preferirono gustarsi gli incontri dal divano di casa, poiché la situazione dell’ordine pubblico durante i mondiali prese una brutta piega. Fecero il loro debutto gli hooligan inglesi che cercarono tutte le occasioni per scontrarsi con i tifosi argentini a causa della guerra delle Isole Falkland. A causa di ciò anche il sorteggio fu pilotato, perché le squadre britanniche, Scozia Inghilterra e Irlanda del Nord, non incontrassero l’Argentina. Inoltre ci furono violente proteste della popolazione di origine africana, che non voleva la partecipazione al Mondiale della Nuova Zelanda, unico stato ad intrattenere ancora rapporti sportivi e commerciali con il Sudafrica dell’Apartheid, aggiungendo i continui attentati del gruppo basco dell’ETA e le insofferenze degli emigrati salvadoregni impegnati a far conoscere la causa politica del loro paese impegnato in una sanguinosa guerra civile. Vi furono numerosi e accesi scontri tra tifosi spagnoli e britannici che sostenevano la sovranità di sua Maestà sul territorio di Gibilterra, insomma tanti buoni motivi per gustarsi i mondiali dal salotto di casa.

ALGERIA 1982

Quello che accade all’Algeria nel Campionato spagnolo del 1982 fu una delle più grandi vergogne del calcio Mondiale. Tutti si ricorderanno della famosa partita tra Germania Ovest e Austria, vinta dai tedeschi per 1 a 0, un risultato che premiava entrambe le squadre europee a discapito dei nordafricani. Austria e Germania che giocarono il loro incontro conoscendo già il risultato tra Algeria e Cile, dunque poterono organizzare la grande truffa, in tutta comodità, di fronte a migliaia di spettatori dello stadio El Molinon di Gijon. L’Algeria nazione giovanissima del panorama calcistico mondiale aveva preso vita solo una ventina di anni prima nel 1962, quando cessò di esistere la squadra del FLN (Fronte di Liberazione Nazionale), una squadra di calcio che fu creata nel 1957 per far conoscere la questione algerina agli occhi del mondo. I “Fenech”, cosi come sono soprannominati, si qualificarono superando i turni di qualificazione africana con partite di andata e ritorno. Nella prima fase pareggiarono 0 a 0 con la Sierra Leone, vincendo successivamente in casa ad Orano per 3 a 1, nel secondo turno ebbero la meglio sul Sudan, battendolo in casa per 2 a 0 e pareggiando 0 a 0 a Khartoum. Ad attendere gli algerini nel terzo turno vi erano le gazzelle “Mena” del Niger, vittoria per 4 a 0 a Costantina e sconfitta indolore per 1 a 0 a Niamey. Nell’ultimo turno contro la Nigeria, in quella partita in cui la nazionale algerina sfoggiò una magnifica divisa rossa con maniche bianche, l’Algeria vinse 2 a 0 in trasferta a Lagos e si replicò 2 a 1 a Costantina nel tripudio generale di tutto il popolo algerino per l’ottenuta qualificazione ai Mondiali. La squadra algerina pareva appagata del successo continentale, ma tuttavia, il meglio doveva ancora avvenire. Il meglio, il sorprendente, il meraviglioso accade il 16 giugno a Gijon nella partita d’esordio dei “Fenech”, i quali ricchi di una generazione di fenomeni senza pari, tra i quali, Rabah Madjer, detto il tacco di Allah, Lakhdar Belloumi e Djamel Zidane, riuscirono a sconfiggere la titolata Germania Ovest per 2 a 1, stabilendo un record, la prima squadra africana a battere una squadra europea ai Mondiali di calcio. Nella seconda partita contro l’Austria la squadra nordafricana fu meno brillante e rimediò una sconfitta per 2 a 0. Nella terza gara ad Oviedo contro il Cile l’Algeria giocò un'altra sontuosa partita vinse 3 a 2 con una doppietta di Salah Assad in forza ai francesi del Mulhouse e Tedj Bensaoula attaccante del MC Oran, per i cileni andarono a segno Neira e Latelier. Il peggio, tuttavia, doveva ancora accadere, in vista dei risultati tutti consideravano l’Algeria già qualificata al turno successivo, solo una lontana ipotesi poteva avverarsi a danno dei nordafricani, e purtroppo fu quello che accade o, fecero accadere. La squadra africana non aveva fatto i conti con quello che sarebbe successo poche ore più tardi in quella gara tra Germania Ovest e Austria che diverrà famosa come la “vergogna di Gijon” Eliminati ingiustamente dal torneo gli algerini fecero ritorno a casa dove ad attenderli c’era un bagno di folla a rendergli merito come se avessero vinto il Mundial.

ARGENTINA 1982

L’Argentina giunse in Spagna come campione uscente e di conseguenza anche per questa edizione non dovette affrontare le qualificazioni, tuttavia, nel 1980 disputò in Uruguay il “Mundialito” con le altre nazionali che nel tempo si laurearono Campione del Mondo, parteciparono oltre all’Argentina: Uruguay, Germania Ovest, Italia, Brasile e Olanda, quest’ultima in sostituzione dell’Inghilterra la quale declinò l’invito della federazione uruguayana. L’albiceleste fu inserita nel gruppo “B” con Germania Ovest e Brasile, vinse la partita contro la Germania Ovest per 2 a 1 e pareggiò 1 a 1 contro i verde-oro, raccogliendo tre punti che tuttavia non furono sufficienti per raggiungere la finale. Al Mondiale, quello vero, i sudamericani non iniziarono proprio bene, nella partita inaugurale del 13 giugno 1982 al Camp Nou di Barcellona furono sconfitti per 1 a 0 dal Belgio. Nella seconda partita le cose andarono molto meglio e l’albiceleste superò l’Ungheria con un perentorio 4 a 1 con le reti di Bertoni, Ardiles e le prime reti mondiali di Diego Armando Maradona che in quell’occasione siglò una doppietta. Nella terza e ultima gara del round robin l’Argentina incontrò la nazionale di un piccolo paese centroamericano El Salvador contro il quale vinse 2 a 0, ma nonostante il divario tecnico tra le due squadre, per sbloccare il risultato fu necessario un generoso calcio di rigore, a siglare le reti degli argentini furono Daniel Passarella su penalty e Daniel Bertoni. Per la prima e ultima volta nella storia dei Mondiali, il secondo turno seguì una formula del tutto particolare, con un girone all’italiana composto da tre squadre. L’Argentina capitò in un gruppo granitico dove ad attenderla c’erano l’Italia e il fortissimo Brasile di Zico e Socrates. L’Argentina giocò la prima partita allo stadio Sarrià di Barcellona, al tempo casa dell’Espanyol, avversario di turno l’Italia contro la quale perse per 1 a 0, la partita rimase nella memoria per l’estremo agonismo con cui fu giocata, epico rimase il duello tra Maradona e Claudio Gentile, ricordato in quell’iconica immagine in cui “El Pibe de Oro” mostra all’arbitro la maglietta strappata. Nella seconda gara le cose per l’Argentina andarono ancora peggio, di fronte al Brasile vennero a galla tutti i difetti della “Seleccion” che, nonostante avesse tra le propria fila il fuoriclasse Maradona, il resto era una squadra appagata e un po' avanti con l’età. Il Brasile si impose con un pesante 3 a 1 firmato da Zico, Serginho e Junior per l’albiceleste non rimase altro la consolazione della rete della bandiera realizzata dal napoletano Ramon Diaz. Partita con tante attese l’Argentina dovette ripartire per Buenos Aires priva del prezioso trofeo lasciato in terra iberica per i futuri Campioni del Mondo.

AUSTRIA 1982

Se non fosse stato per la pessima figura rimediata a Gijon nella partita contro la Germania Ovest diventata famosa come la “Vergogna di Gijon” questa squadra sarebbe stata ricordata come la più talentuosa dal dopo guerra ad oggi. L’Austria si qualificò al Mondiale arrivando seconda nel gruppo “1” di qualificazione europea composto da Germania Ovest, Finlandia Bulgaria e Albania. Nella prima partita L’Austria vinse 2 a 0 ad Helsinki contro la Finlandia, si ribadì a Vienna con un largo 5 a 0 ai danni dell’Albania e si impose con un più stretto 1 a 0 a Tirana. Il 29 aprile del 1980 incappò nella prima sconfitta per 2 a 0 con la Germanio Ovest in trasferta e ribadita in ottobre quando subì un pesante 4 a 1 al Prater di Vienna. L’anno successivo si aprì con due vittorie casalinghe su Bulgaria e Finlandia e a chiudere uno 0 a 0 a Sofia a qualificazione già acquisita. Dopo aver staccato il pass per la Spagna la nazionale austriaca giocò una sola amichevole a Jaffa contro Israele persa per 1 a 0. Al Mondiale l’Austria fu inserita nel gruppo “2” con ancora la Germania Ovest, Algeria e Cile. Esordì il 17 giugno ad Oviedo contro i sudamericani nella quale ottenne una vittoria per 1 a 0 grazie alla rete del cesenate Walter Schachner. Nella seconda gara i bianconeri vinsero per 2 a 0 contro la sorprendente Algeria che nel turno precedente aveva sconfitto la Germania Ovest, questo risultato creò una situazione imbarazzante. Per passare il turno la Germania aveva bisogno di vincere contro l’Austria e questa stessa non avrebbe dovuto perdere con più di una rete di scarto, poiché erano già a conoscenza del risultato tra Algeria e Cile conclusasi 3 a 2 per i nordafricani. Le due squadre europee misero in atto un piano di non belligeranza Il 25 giugno a Gijon, come volevasi dimostrare, Germania Federale 1 Austria 0 e addio Algeria in una delle più sporche e organizzate truffe dello sport di tutti i tempi. Tre squadre a quattro punti, passarono le due che parlavano la stessa lingua tedesca, che vivevano lo stesso football professionistico. La differenza reti infatti disse: Germania a più 3, Austria più 2, Algeria zero (cinque fatte e cinque subite). All’Algeria non servì a nulla avere battuto la Germania. l’Austria, di fronte al rischio di uno 0 a 3 che l’avrebbe messa fuori, preferì uno 0 a 1 di sicurezza. La Germania stette al gioco. Il tragico, o il triste, è che probabilmente le due squadre, che nel passato si erano nutrite di una fiera rivalità, non ebbero bisogno di mettersi d’accordo. Tutto automatico, come si conviene tra veri esperti professionisti. La partita praticamente fu inesistente, i quarantacinquemila delle stadio “Molinon” iniziarono a fischiare di fronte ad una melina vergognosa. Tifosi algerini, sventolavano bandiere bianco-verdi con la mezzaluna, tentarono più volte l’invasione, respinti e picchiati dalla polizia. Anche le tifoserie tedesche e austriache si unirono al coro spagnolo: “Algeria, Algeria”. La partita passerà alla storia come la “Vergogna di Gijon”, dove bandiere tedesche e austriache furono bruciate sugli spalti dai tifosi inferociti, da allora tutte le partite dell’ultima giornata dei gironi eliminatori mondiali verranno giocate in contemporanea, per evitare altre figuracce sui generis. L’Austria, comunque, passò al turno successivo dove nell’insolito triangolare incrociò la Francia contro cui perse per 1 a 0 e l’inaspettata Irlanda del Nord contro la quale colse un pareggio per 2 a 2 con le reti di Pezzay e Hintermaier alle quali rispose il britannico Hamilton con una doppietta. L’avventura dell’Austria terminò giustamente in questa fase, non perché lo meritasse, ma per espiare certe colpe che non saranno mai dimenticate dagli appassionati di calcio.

BELGIO 1982

L’avventura del Belgio al Mondiale spagnolo iniziò con un colpo di scena, i Diavoli rossi riuscirono nella partita inaugurale ad avere la meglio sugli uscenti campioni del mondo dell’Argentina. Il 13 giugno a Barcellona, il Belgio sconfisse la “Seleccion” per 1 a 0 con una rete di Erwin Vandenbergh, lanciato da Ceulemans in piena area di rigore e completamente dimenticato dalla difesa sudamericana, pose il sigillo in quella partita che fu anche l’esordio iridato di Diego Armando Maradona. Nella gara successiva contro El Salvador i belgi si imposero con uno striminzito 1 a 0, grazie alla rete di Ludo Coeck che con una punizione da centrocampo sorprese il portiere salvadoregno Mora, tuttavia, il Belgio fece molta fatica a riprova che la squadra centroamericana, la quale, aveva incassato 10 goal dall’Ungheria non era poi così sprovveduta. A qualificazione già ottenuta il Belgio non andò oltre l’1 a 1 contro i magiari, rete di Alex Czerniatynski che rispose ad una rete dell’ungherese Varga. Nella seconda fase il Belgio non fece grandi cose, venne pesantemente sconfitto 3 a 0 dalla Polonia e per 1 a 0 dall’Unione Sovietica. Terminò qui l’avventura dei Diavoli rossi che non giocarono un torneo secondo le loro aspettative, quelle che, alle qualificazioni fecero ben sperare la nazionale fiamminga. Il Belgio si qualificò vincendo il gruppo “2” europeo davanti alla Francia di Platini, con cinque vittorie: la prima contro i cugini dell’Olanda e a seguire con Cipro due volte, una con Eire e Francia, l’unico pareggio fu con l’Eire a Dublino, a seguire due sconfitte con Francia e Olanda.

BRASILE 1982

La squadra brasiliana che partecipò al Mondiale del 1982 e forse stata una delle più forti di tutti i tempi, ma la presunzione e la sufficienza con cui scesero in campo contro l’Italia in quella partita del Sarrià di Barcellona che rimarrà famosa per la tripletta di Paolo Rossi diede una severa lezione ai brasiliani che non riusciranno mai a dimenticare quell’evento, quasi come fosse un nuovo “Maracanazo”. Valdir Peres, Leandro, Junior, Cerezo, Oscar, Luisinho, Socrates, Falcao, Serginho (Paulo Isidoro), Zico, Eder, basta leggere i nomi della Seleçao per rendersi conto della forza e del talento dei brasiliani, nessuno avrebbe immaginato un altro nome scritto nell’albo d’oro del 1982, invece le cose andarono per un altro verso. Si qualificò aggiudicandosi il gruppo “1” sudamericano vincendo tutte le partite contro avversari molto modesti, Venezuela e Bolivia. Giunse al Mondiale iberico come principale candidato alla vittoria finale. Inserito nel girone eliminatorio numero “6” con sede a Siviglia e Malaga fece il proprio esordio il 14 giugno 1982 con l’Unione Sovietica contro la quale vinse per 2 reti a 1, la partita non fu cosi semplice per i brasiliani che passati in svantaggio nel primo tempo con una rete segnata dall’ucraino Andrij Bal riuscirono a recuperare e poi a rimontare solo ad un quarto d’ora dalla fine grazie ad un potentissimo tiro da fuori area di Sócrates e di Eder pochi minuti dopo, tuttavia, allo scadere alla CCCP fu annullato per fuorigioco inesistente un goal regolarissimo di Shengelija. Nella seconda gara i verdeoro affrontarono la Scozia, vincendo in questa occasione in modo convincente e persuasivo per 4 a 1, i moschettieri furono: Zico, Oscar, Eder e Falcao per gli scozzesi David Narey del Dundee UTD. Nell’ultimo match del 23 giugno al Villamarin di Siviglia i brasiliani incrociarono la debuttante Nuova Zelanda contro la quale fecero un'altra splendida partita vincendo per 4 a 0: doppietta di Zico poi ancora Falcao e Serginho. Superato senza difficoltà il primo turno al Brasile capitò un triangolare sulla carta abbastanza semplice con una spenta Argentina e una ancor più indecifrabile Italia. Nella gara del 2 luglio di Barcellona il Brasile fece una sontuosa partita stendendo sia sul piano del gioco sia del risultato una frastornata Argentina per 3 a 1, in quell’occasione a firmare il tabellino per i verdeoro furono Zico, Serginho e Junior. La partita del 5 luglio contro l’Italia sembrava solo una proforma tanto pareva il divario tecnico tra le due squadre. Il Brasile sicuro di una facile vittoria scese in campo con sufficienza e presunzione al punto tale da rimediare una memorabile sconfitta, seconda per delusione solo al “Maracanazo” del 1950. A fare la partita furono gli italiani che andarono per tre volte in rete con Paolo Rossi, i brasiliani intrappolati dal catenaccio difensivo della squadra azzurra ed in particolare dal libico Claudio Gentile che, mise la museruola al “Galinho” Zico, chiusero tutti i varchi per gli attaccanti in maglia gialla i quali, tuttavia riuscirono ad acciuffare il pareggio in due occasioni al 17° con Sócrates e al 89° con Falcao, il tutto non fu sufficiente perché quel giorno il “Pablito” italiano era stato baciato dagli dei del calcio. Con questa inaspettata sconfitta il Brasile fu sorprendentemente eliminato dal “Mundial” e fece ritorno in patria dove all’aeroporto ad attenderli c’era una folla di tifosi inferociti che non volle sentire scuse in merito alla loro prestazione.

CAMERUN 1982

Finalmente dopo otto anni da Monaco ’74 si ripresenta al Mondiale una squadra a rappresentanza dell’africa continentale, il Camerun, una squadra ricca di talentuosi giocatori che nella maggioranza militavano nel campionato francese, uno su tutti Roger Milla del Bastia e il portiere Thomas N’Kono futuro guardiano dell’Español di Barcellona. Gli africani si qualificarono dopo un lungo tour de force, iniziato il 29 giugno del 1980 ad Yaounde nella partita del primo turno eliminatorio africano, quando il Camerun sconfisse per 3 a 0 il Malawi e pareggiò 1 a 1 nel ritorno a Blantyre. Ad ottobre contro lo Zimbabwe vinse 2 a 0 a domicilio mentre venne sconfitto per 1 a 0 ad Harare. Nel terzo turno furono proprio i leopardi dello Zaire ad ostacolare il cammino dei Leoni camerunesi, il Camerun fu sconfitto per 1 a 0 a Kinshasa, ma vinsero con un largo 6 a 1 a Yaoundé. Il barrage finale per la conquista del pass Mondiale fu giocato in doppia sfida contro il Marocco, la prima partita fu giocata a Kenitra nel Magreb il 15 novembre del 1981, dove il Camerun si impose con un secco 2 a 0, il ritorno giocato quattordici giorni dopo nella capitale camerunense terminò sempre con la vittoria del Leoni d’Africa per 2 a 1, il Camerun era per la prima volta ai Mondiali. In Spagna il Camerun fu inserito nel gruppo “1” con Italia, Perù e Polonia, esordì il 15 giugno 1982 a La Coruna contro il Perù, la partita terminò in parità per 0 a 0 ma furono i Leoni ad amministrare la gara. Il 19 giugno era la volta della Polonia, che tuttavia venne, anche lei, bloccata sullo 0 a 0 da un ottima squadra che giocava a memoria con una difesa granitica. Il 23 giugno a Vigo ad attendere gli africani c’erano gli azzurri di Bearzot che una volta passati in vantaggio con Graziani vennero subitamente raggiunti un minuto dopo da un colpo di testa di Gregoire M’Bida che condusse la squadra al pareggio definitivo di 1 a 1. Il Camerun, tuttavia, senza perdere una partita venne eliminato dalla competizione a causa della differenza reti, un goal  in meno nei confronti dell’Italia. Nonostante l’ingiusta eliminazione i giocatori del Camerun furono accolti in patria come degli eroi e molti dei giocatori si accasarono in Europa, su tutti si distinse il capitano Roger Milla che ancora molto, farà parlare di se nei successivi campionati del mondo.

CECOSLOVACCHIA 1982

Dotata di calciatori di grande talento come Zdenek Nehoda, Antonin Panenka e Jan Berger, la Cecoslovacchia fece un torneo anonimo ed infelice venendo eliminata al primo turno e faticando oltre misura contro il debuttante Kuwait. Qualificata al Mondiale come seconda classificata del gruppo “3” europeo, arrivata alle spalle dell’Unione Sovietica, giunse a pari punti con il Galles, la squadra boema la spuntò sui gaelici grazie alla differenza reti. Al Mondiale, il 17 giugno 1982 contro il Kuwait non andò oltre il pareggio per 1 a 1, alla rete di Panenka, naturalmente su calcio di rigore, rispose il kuwaitiano Al Dakhil. A seguire nelle partite successive ci fu la sconfitta per 2 a 0 contro l’Inghilterra e un altro pareggio per 1 a 1 contro la Francia che, con un altro penalty di Panenka, rispose alla rete del francese Didier Six. La Cecoslovacchia uscì dal torneo iridato, tra l’indifferenza dei propri tifosi i quali non si aspettavano grandi risultati da quella squadra partita per Spagna ’82 con poche credenziali, nel quale riuscì a racimolare soli 2 punti e a segnare solo due reti realizzate entrambe su calcio di rigore.

CILE 1982

Il campionato Mondiale spagnolo rappresentò una delle peggiori prestazioni per la squadra cilena che, fu eliminata dalla competizione al primo turno dopo tre sconfitte consecutive. La squadra andina si qualificò vincendo il gruppo “C” sudamericano, contro l’Ecuador, pareggiò 0 a 0 a Guayaquil e vinse 2 a 0 a domicilio, contro il Paraguay sconfisse i Guaranì sia in casa sia in trasferta. La squadra cilena che prese parte ai Mondiali del 1982 era una squadra molto avanti con l’età, tra le proprie fila vi erano ancora calciatori che avevano partecipato al Mondiale tedesco del 1974, tra di essi l’iconico baffuto Carlos Caszely. Battuta di misura per 1 a 0 dall'Austria nella partita d’esordio ad Oviedo, venne successivamente sconfitta dalla Germania Ovest per 4 a 1, per i cileni andò a segno l’attaccante Gustavo Moscoso. La Roja allenata da Luis Santibáñez concluse il girone all'ultimo posto perdendo anche l’ultima gara con l'Algeria per 3 a 2, i sudamericani andarono in rete su calcio di rigore con l’attaccante del Cobreloa Juan Carlos Letelier e su punizione con Miguel Angel Neira. La nazionale cilena fece subito ritorno in patria nell’indifferenza totale e per anni cadrà nell’oblio del calcio Mondiale facendo parlare di sé solo in grottesche occasioni come quella della “lametta di Rojas”, ma questa è tutta un'altra storia.

EL SALVADOR 1982

Dopo otto anni di assenza l’El Salvador ritornò ai mondiali di calcio qualificandosi grazie al secondo posto ottenuto al Campionato CONCACAF 1981, precursore dell’odierna Gold Cup centroamericana che metteva a disposizione due posti iridati, per le partecipanti della coppa continentale in cui la nazionale salvadoregna arrivò sorprendentemente seconda ai danni del Messico. La squadra di El Salvador o meglio conosciuta come la “Selecta” giunse ai Mondiali durante un periodo molto travagliato per il paese, una feroce guerra civile si combatteva da circa due anni. Le forze dell’esercito regolare sostenute dal governo statunitense e il “Fronte Farabundo Martì” per la liberazione nazionale si affrontano in una sanguinosa lotta senza quartiere. La federazione calcistica del paese centroamericano era disseminata da funzionari corrotti che vedevano nella nazionale e nella qualificazione al Mondiale più un’opportunità di lucro che di un traguardo sportivo. Il cammino dei ragazzi de la “Selecta”, trascinati fino a quel momento da un certo “Magico Gonzalez”, iniziò subito in salita: Il viaggio verso l’Europa fu un’odissea di scali e ritardi: la nazionale impiegò più di due giorni per arrivare ad Alicante. Qui ad attenderli c’era un pullman con i colori del Messico: probabilmente gli organizzatori, vista la situazione in patria, non credevano che i salvadoregni alla fine avrebbero partecipato. I problemi legati all’organizzazione si fecero subito vedere, la federazione portò solamente venti giocatori, adducendo come scusa l’elevato costo della trasferta intercontinentale. In realtà molti funzionari portarono in Europa le proprie famiglie, anziché i giocatori. Come se non bastasse, i responsabili della squadra salvadoregna si resero conto che delle sette mute ufficiali che l’Adidas aveva inviato alla nazionale ne erano sparite ben quattro, oltre a tutti i venticinque palloni “Tango”. Rimasti senza palloni dovettero chiederli in prestito all’Ungheria. I ragazzi centroamericani non riuscirono nemmeno a prepararsi tatticamente, non conoscevano nessun avversario europeo, visto che la federazione mesi prima aveva rifiutato di fare una tournée in Europa a discapito di una molto più lucrosa in centro e sud America. La prima partita della “Selecta” avvenne il 15 giugno 1982 allo stadio Martinez Valero di Elche, gli ignari spettatori non immaginavano di assistere ad uno degli spettacoli più celebri del calcio Mondiale. Nonostante, la stella in campo fosse Jorge Alberto Gonzalez Barilla meglio noto con il nomignolo di “Magico Gonzalez” giocatore dal talento straordinario e di una velocità impressionate, lo stesso Maradona definirà il salvadoregno più forte di lui stesso <<un giocatore di un'altra galassia>>. El Magico era davvero un grandissimo fuoriclasse, peccato che la sua abilità in campo si contrapponeva alla vita privata, sregolata e senza freni, al limite di ogni eccesso lo avesse fortemente penalizzato nella carriera. In Europa giocò nel Cadice dove ancora si ricordano delle funamboliche giocate del campione venuto dal Centro America. La partita contro l’Ungheria si rivelò un vero tiro a segno, il povero portiere salvadoregno Luis Ricardo Guevara Mora dovrà raccogliere per ben dieci volte il pallone dal fondo della rete. Mora aveva appena compiuto vent’anni fece dell'agilità il piatto forte della casa: merito delle esperienze maturate nel baseball e nel basket, ma quel giorno passerà alla storia come il portiere che prese più goal ad una partita dei Mondiali, record ancora imbattuto. Mora diventò lo zimbello del Mundial. Fece peggio di un altro collega entrato nella storia dalla parte sbagliata: il sudcoreano Hong Dook-Jong, bucato nove volte in un colpo solo, dalla grande Ungheria il 17 giugno 1954 a Zurigo. Fece la figura dell’acchiappa-fantasmi, ma non fu tutta colpa sua. Come spesso capita, il portiere pagò l’assoluta insipienza di tutti gli altri: compagni, tecnici e dirigenti. El Salvador perse 10 a 1 e l’unica rete della “Selecta” venne realizzata da Ramirez Zapata attaccante entrato nei minuti iniziali della partita per sostituire un difensore infortunato. Questo rimase l’unico goal realizzato dalla formazione centroamericana ai mondiali di calcio. Le altre due partite furono ulteriori sconfitte, rimediando un onorevole 1 a 0 dal Belgio e un 2 a 0 dall’Argentina. Il Mondiale di El Salvador terminò qui a zero punti tuttavia, il peggio doveva ancora venire. Una volta ritornati in patria i giocatori vennero paradossalmente umiliati pubblicamente, per non essere stati all’altezza della situazione e la maggior parte di loro, ripudiati dai propri club. Alcuni dirigenti proposero addirittura l’impiccagione nello stadio della capitale, mentre l’allora portiere Luis Guevara Mora, l’angelo custode delle qualificazioni, nonché bersaglio favorito della gogna popolare, uscì miracolosamente illeso da un attentato in cui gli crivellarono l’auto con mitra. L’avventura dell’El Salvador al Mondiale spagnolo diventò addirittura un film realizzato dalla televisione spagnola “Uno – La Historia de un Gol”.

FRANCIA 1982

La nazionale francese che partecipò al Mondiale spagnolo era figlia di quella che nel 1978 fece intravvedere buone prospettive di una emergente generazione di fenomeni. Si qualificò al Mondiale giungendo seconda nel gruppo “2” continentale ad una sola lunghezza dalla capolista Belgio. Vinse 5 partite, ne perse 3 e non ne pareggiò nemmeno una. Le vittorie furono ai danni di Cipro con un 7 a 0 in trasferta e un misurato 4 a 0 al Parco dei Principi; 2 a 0 contro l’Eire, 3 a 2 contro il Belgio e 2 a 0 contro i Paesi Bassi tutte vittorie casalinghe, in trasferta invece venne sconfitta, dai Diavoli Rossi e dagli Orange per 2 a 0 e battuta per 3 a 2 a Dublino dall’Irlanda. In Spagna la nazionale transalpina fece un ottimo Mondiale venendo eliminata in semifinale dalla Germania Ovest ai calci di rigore, stabilendo tuttavia, un record, quello di essere la prima nazionale ad essere estromessa ai calci di rigore in una manifestazione iridata. Nella prima gara del 16 giugno al San Mames di Bilbao la Francia venne sconfitta per 3 a 1 dall’Inghilterra, l’unica rete dei “Bleus” fu opera di Gerard Soler che, nel primo tempo illuse i tifosi transalpini. La seconda partita quella contro il Kuwait fu quella che scrisse una delle pagine più stravaganti del calcio Mondiale, la partita divenne famosa per l’invasione di campo del sultano Fahad Al Ahmed Al Jaber Al Sabah il quale scese dalla tribuna per far annullare la rete dei francesi realizzata da Alain Giresse, poiché i giocatori arabi si fermarono a causa di un fischio arrivato dalle tribune, scambiato per una decisione arbitrale. La squadra che scese in campo dopo la sconfitta contro l’Inghilterra era inoltre scossa dalle sgradevoli questioni di gossip, che divennero di dominio pubblico sulla relazione extra-coniugale tra madame Platini e il mediano Jean-François Larios, con quest’ultimo che, dopo essere stato schierato contro gli inglesi, non vedrà più il campo fino alla fine dei Mondiali. I “Bleus” segnarono tre gol, con Genghini, Platini e Six subendo al 75° minuto l’indolore rete del kuwaitiano Al Buloushi. A dieci minuti dalla fine Platini imbeccò Alain Giresse con un delizioso lancio che tagliò a metà la difesa araba e mise la palla alle spalle di Al Tarabulsi. L’arbitro sovietico Mirolslav Stupar indicò il centrocampo, ma l’attenzione dei presenti venne catturata dal folle gesticolare di un uomo in tribuna d’onore. Questi il presidente della Federazione kuwaitiana nonché membro del CIO riuscì a raggiungere il campo in barba ai controlli di sicurezza della Guardia Civil. Dopo qualche minuto di surreale conciliabolo Al-Sabah imputò la passività della difesa kuwaitiana sul gol del 4 a 1 ad un fischio malandrino proveniente dagli spalti. <<Il gol va annullato!>> Stupar si piegò al volere dello sceicco, il più arrabbiato di tutti fu ovviamente Alain Giresse, ancora non consapevole di essere diventato autore della più ridicola storia del calcio. A rendere la scena ancora più grottesca, era un misterioso bagaglio a mano esibito da Al-Sabah durante il suo tragitto dagli spalti al campo, una specie di valigetta, nessuno mai saprà cosa conteneva. La pantomima durò sei minuti che furono tra i più mortificanti della storia della competizione, l’arbitro Stupar annullò il gol e decise di scodellare il pallone, avallando dunque la tesi del fischio inesistente. Questa disavventura non impedirà alla Francia di segnare poco più tardi il quarto gol con Maxime Bossis. Nella terza gara contro la Cecoslovacchia i francesi non andarono oltre l’1 a 1, gol di Didier Six, tanto bastò per accedere al turno successivo dove a far compagnia vi erano Austria e Irlanda del Nord. Nella prima gara del 28 giugno allo stadio Calderon di Madrid, la Francia affrontò  l’Austria contro la quale vinse per 1 a 0, grazie ad una rete di Genghini. Austria e Nord Irlanda pareggiarono nella partita successiva e alla Francia bastava così pareggiare contro i britannici per assicurarsi il passaggio in semifinale, tuttavia, i transalpini giocarono una partita meravigliosa e si imposero con un perentorio 4 a 1 con le doppiette di Alain Giresse e Dominique Rocheteau. La chiameranno la “Notte di Siviglia”, questo è il soprannome che fu dato alla semifinale dell’8 luglio 1982 tra Germania Ovest e Francia, fu una partita molto avvincente che tenne incollati milioni di telespettatori allo schermo, ad aggiungere fama all’incontro, il fatto che, fu la prima nella storia dei Mondiali ad essere decisa dai tiri dal dischetto. La partita terminò 3 a 3 dopo i tempi supplementari, per i francesi andarono a segno Michel Platini, Marius Tresor e Alain Giresse, dal dischetto Maxim Bossis sbagliò il rigore decisivo che mandava in finale la Germania Ovest. L’incontro passò alla storia anche per l’incidente occorso al centrocampista francese Patrick Battiston, che nel corso del secondo tempo, si scontrò con il portiere tedesco Harald Schumacher il quale con un’uscita scomposta lo travolse, provocandogli la frattura di alcune vertebre e un grave trauma cranico. Il direttore di gara, l’olandese Charles Corver, non prese alcun provvedimento disciplinare ritenendo lo scontro fortuito, tanto che il gioco riprese con una rimessa da fondocampo per i bianchi di Germania. La Francia dovette accontentarsi della finalina per il terzo posto, contro la Polonia e nella quale venne sconfitta per 3 a 2  con il rammarico e il dubbio che, se fosse entrato quel rigore di Bossis contro la Germania Ovest si sarebbe potuto scrivere un'altra storia.



GERMANIA OVEST 1982

La Germania Ovest giunse al Mondiale spagnolo vincendo il girone “1” di qualificazione europea. Il percorso dei tedeschi iniziò con una vittoria a Sofia per 3 a 1 contro la Bulgaria, continuò con un 2 a 0 a Tirana contro l’Albania, proseguì battendo l’Austria per 2 a 0 ad Amburgo, e a seguire le vittorie in Finlandia per 4 a 0 e 7 a 1 nel ritorno di Bochum, un'altra vittoria a Vienna per 3 a 1 a chiudere in bellezza con due roboanti successi a domicilio contro Albania 8 a 0 e Bulgaria 4 a 0. Un percorso perfetto il quale non fece altro che proiettare la Germania tra le favorite per la vittoria finale. In Spagna, la Germania Ovest incontrò nuovamente l’Austria per scrivere una delle pagine più tristi dei Mondiali di calcio, quella che passera alla storia come la “Vergogna di Gijon”, ma andiamo con ordine. Il 16 giugno al Molinon di Gijon accade quello che non ti aspetti, l’esordiente Algeria, del C.T. francese  Rachid Mekloufi sconfisse per 2 a 1 la blasonata Germania, reti di Rabah Madjer e Lakhdar Belloumi il quale rispose un solo minuto dopo al pareggio di Rummenigge. Era la prima volta che una squadra africana aveva la meglio su una compagine europea ad un Mondiale. Il 20 giugno contro il Cile, la Germania Occidentale pareva essersi ripresa dalla sconfitta con i nord-africani, vinse 4 a 1 con una tripletta di Karl Heinz Rummenigge e una rete di Uwe Reinders. A questo punto la classifica diceva: Austria 4 punti Algeria e Germania Ovest 2 Cile 0. Ai tedeschi per passare il turno sarebbe bastata una vittoria con un goal di scarto contro l’Austria la quale anche lei con il minimo scarto sarebbe stata ammessa al secondo turno a spese dell’Algeria, che nel frattempo aveva vinto 3 a 2 contro il Cile. Già a conoscenza del risultato dell’altra gara le due compagini europee si accordarono per uno scialbo 1 a 0 in favore dei tedeschi, dopo la rete di Hrubesch le due squadre fecero una vergognosa melina, al punto da indignare talmente il pubblico che iniziò a fischiare ed urlare <<Algeria… Algeria…>> e a bruciare le bandiere tedesche e austriache, quella gara passo alla storia come la “vergogna di Gijon”, da allora si convenne che tutte le partite dell’ultimo turno del girone eliminatorio sarebbero state giocate in contemporanea. Al turno successivo toccò alla Germania: Spagna e Inghilterra. Gettatasi alle spalle le critiche della partita con l’Austria, la “Mannschaft” pareggiò a reti bianche contro l’Inghilterra e vinse per 2 a 1 contro i padroni di casa con le marcature di Littbarski e Fischer, per la bandiera Josè Maria Zamora. L’8 luglio allo stadio Pizjuan di Siviglia la Germania incrociò la sorprendente Francia. Fu una partita indimenticabile un incontro che passò alla storia come una delle più belle partite di calcio di tutti i tempi, ricordata come la “Notte di Siviglia” Fu la prima partita della storia dei Mondiali a concludersi ai rigori, visse momenti di vero dramma sportivo e non solo. Nei tempi regolamentari la partita terminò con un consueto e poco scenografico 1 a 1, il vero sussulto avvenne all’ottavo minuto del secondo tempo quando il portiere tedesco Harald Schumacher disinteressandosi della palla colpì alla testa l’attaccante  francese Patrick Battiston. Nello scontro il giocatore transalpino rimase a terra per più di un minuto, privo di sensi, completamente immobile. In seguito riprese conoscenza ma il portiere tedesco tenne un comportamento riprovevole disinteressandosi completamente del calciatore che aveva violentemente colpito. Battiston venne portato fuori in barella riportando la caduta di due denti, l’incrinatura di tre costole e la frattura di due vertebre. Il direttore della gara l’olandese  Charles Corver fece finta di non vedere e non sanzionò il fallo di Schumacher. Nei tempi supplementari la partita si infiammò la Francia si portò sul 3 a 1 ma la Germania nei minuti finali dei tempi supplementari rimontò lo svantaggio, prima con il neo entrato Rummenigge, giacché infortunato, infine con una rete di Klaus Fischer costrinsero la gara ai rigori. Dai tiri dal dischetto la Germania Ovest ebbe la meglio 5 a 4, decisivo fu il penalty sbagliato dal nantoise Maxime Bossis. La Germania Ovest era in finale con l’Italia. La partita venne disputata l’11 luglio 1982 allo stadio Santiago Bernabéu di Madrid, l’Italia al 7° minuto ottenne la concessione di un calcio di rigore per atterramento di Bruno Conti in area di rigore, il rigorista Cabrini sbagliò dal dischetto, la partita sembrò volgere in favore dei tedeschi finché nel secondo tempo, il bomber italiano Paolo Rossi non ruppe gli equilibri portando in vantaggio gli azzurri che da quel momento salirono in cattedra mortificando la squadra tedesca che dovette accontentarsi del secondo posto. La partita si concluse 3 a 1 per l’Italia e l’unica rete dei tedeschi fu per piede del capelluto Paul Breitner.

HONDURAS 1982

Andare per la prima volta ad un Mondiale in compagnia degli odiati cugini di El Salvador non era molto apprezzato dalla federazione honduregna, tuttavia, era l’occasione di dimostrarsi migliori degli odiati vicini di casa, e così avvenne. L’Honduras giunse in Spagna dopo aver vinto il campionato CONCACAF 1981 giocato a Tegucigalpa dove ottenne 5 vittorie e 2 pareggi. Al Mondiale i centroamericani esordirono il 16 giugno a Valencia contro i padroni di casa della Spagna, l’Honduras giocò una partita splendida andarono addirittura in vantaggio con Ramon Zelaya, ma purtroppo come nelle tristi storie, l’arbitro argentino Ithurralde si inventò a cinque minuti dalla fine un vergognoso calcio di rigore a favore della Spagna e realizzato da Lopez Ufarte, il risultato finale fu 1 a 1 ma l’Honduras fu il vincitore morale del match. Anche la seconda partita contro l’Irlanda del Nord l’Honduras gioco una brillante gara terminata anche questa volta con un pareggio per 1 a 1 passati in svantaggio per il piede di Armstrong riuscirono a pareggiare con l’attaccante del Platense Antonio Eduardo Laing. Nell’ultima gara del girone alla Romareda contro la Jugoslavia bastava un pareggio per essere sicuri di passare il turno, per tutta la partita l’Honduras si difese molto bene, ma ad un minuto dalla fine uno sciagurato fallo di Villegas in piena area di rigore franò sull’attaccante jugoslavo Milos Sestic. Calcio di rigore! questa volta netto decretato dall’direttore di gara cileno Castro e realizzato da Vladimir Petrovic infranse i sogni di un intera nazione. Al termine della gara rimangono nella mente le lacrime del portiere Julio Cesar Arzù che fecero il giro del mondo, mentre il pubblico di Saragozza urlava <<Honduras Honduras>>. L’Honduras usciva immeritatamente dal Mondiale ma fu certamente la squadra che espresse il miglior gioco del girone, in patria ad accoglierli migliaia di tifosi che li portarono in trionfo come se avessero vinto loro il Mundial.

INGHILTERRA 1982

Arrivata seconda nel girone di qualificazione  europeo dietro una non trascendentale Ungheria, l’Inghilterra stava per ripetere le sciagurate eliminazioni di quattro e otto anni prima. La nazionale britannica, nonostante gli ottimi giocatori in rosa; Kevin Keegan, Trevor Francis e Tony Woodcock riuscì ad ottenere la qualificazione per il rotto della cuffia, raggiungendola vincendo l’ultima partita del girone europeo a Wembley contro la già qualificata Ungheria. Dopo le prime partite in cui gli inglesi vinsero agevolmente contro Norvegia, Svizzera e Ungheria, questi si complicarono terribilmente il cammino infilando una serie di risultati negativi che parve compromettere gravemente la partecipazione al torneo iridato. Sconfitta nelle gare di ritorno da Svizzera, Norvegia e dai pareggi contro la Romania, gli inglesi riacciuffarono in corsa la qualificazione solo nell’ultima chance vincendo 1 a 0 contro l’Ungheria, partita di cui ho parlato inizialmente. Nella prima gara del Mondiale, la nazionale inglese affrontò a Bilbao la Francia contro la quale vinse per 3 reti a 1, per i britannici segnarono Bryan Robson una doppietta e Paul Mariner. Nella seconda partita non ebbero particolari difficoltà ad avere la meglio sulla Cecoslovacchia, battuta per 2 a 0 con una rete del futuro sampdoriano Trevor Francis e un’autorete di Jozef Barmos. Nell’ultimo match contro il già eliminato Kuwait, l’Inghilterra colse il massimo risultato con il minimo sforzo vincendo per 1 a 0 grazie ad ancora una rete di Francis. Il secondo turno riservò all’Inghilterra un girone molto consistente, con Germania Ovest e Spagna. In entrambi gli incontri giocati al Santiago Bernabeu la nazionale britannica pareggio 0 a 0, risultati che non consentirono di conquistare la semifinale. L’Inghilterra uscì dal Mondiale con un po' di rammarico venendo eliminata senza mai essere sconfitta.

IRLANDA DEL NORD 1982

La presenza dell’Irlanda del Nord ai Mondiali rappresenta quasi una sorpresa, i britannici parteciparono una sola volta al campionato del mondo, nel 1958 in quella occasione che riuscirono a qualificarsi ai danni dell’Italia. In questa occasione ci riuscirono arrivando secondi nel gruppo “6” con un punto di vantaggio sulla più quotata Svezia. Il girone fu vinto dalla Scozia con 11 punti, l’Ulster riuscì a qualificarsi vincendo tre partite contro: Svezia, Portogallo e Israele, ne pareggiò altrettante con la Scozia in entrambi i match di andata e ritorno e con Israele nella gara di esordio a Ramat Gan. Le uniche due sconfitte avvennero per mano di Portogallo e Svezia. Al Mondiale l’Irlanda del Nord, venne inserita in un gruppo abbastanza complicato con la Spagna paese ospitante, la forte Jugoslavia e gli imprevedibili debuttanti dell’Honduras, il blasone non dava molto credito ai verdi nordirlandesi, forse considerata la squadra più debole del girone, tuttavia la compagine era un perfetto ed equilibrato mix tra giovani  virgulti e veterani d’esperienza su tutti il portiere Pat Jenning e Crish Nicholl. L’avventura degli irlandesi iniziò il 17 giugno del 1982 allo stadio la Romareda di Saragozza dove in quell’occasione, affrontarono i talentuosi jugoslavi che, momentaneamente parevano aver perso le loro doti di fantasisti. La partita si concluse 0 a 0 ma a mettersi in luce fu un giovanissimo talento britannico Norman Whiteside che all'età di 17 anni e 41 giorni; è ancor oggi il calciatore più giovane ad aver giocato la fase finale di un campionato del mondo. Nella seconda gara l’Irlanda del Nord riuscì a pareggiare anche contro l’Honduras, a cui il Laing centroamericano rispose al vantaggio del britannico Armstrong. Nella terza e ultima gara del round robin per passare al turno successivo era necessario vincere contro la Spagna già qualificata, l’impresa era considerata quasi proibitiva. Gli spagnoli si presentarono in campo con le gambe molle e demotivati, tanto da far presagire alcuni sospetti, nulla toglie che la Nord Irlanda abbia giocato una partita apprezzabile vincendo per 1 a 0 con una rete del solito Gerry Armstrong, al tempo in forza agli inglesi del Watford.  L’Irlanda del Nord riuscì sorprendentemente a vincere il proprio gruppo estromettendo la Jugoslavia e il meritevole Honduras. Nel secondo turno il percorso dell’Irlanda del Nord non fu così brillante come in quello precedente, tuttavia, la squadra di Billy Bingham aveva già fatto l’impresa superando il primo turno. Pareggiò 2 a 2 contro l’Austria per gli isolani andò in rete l’attaccante del Burnley William Hamilton con una doppietta, mentre contro una lanciatissima Francia perse per 4 a 1 e a mettere il sigillo per gli irlandesi fu ancora l’inossidabile Gerry Amstrong.

ITALIA 1982

Nessuno avrebbe scommesso una sola peseta sulla vittoria finale degli azzurri, tanto meno gli addetti stampa, che criticarono ferocemente l’operato di Enzo Bearzot, il quale si fu risoluto a portare in Spagna, Antonio Cabrini e Paolo Rossi, al posto dei più quotati Aldo Maldera e Roberto Pruzzo, senza dimenticare il giovanissimo Giuseppe Bergomi esordiente in Serie A nello stesso anno. Il percorso dell’Italia iniziò l’11 ottobre del 1980 a Città del Lussemburgo nella gara in cui sconfisse i ducali per 2 a 0. Fu un altro 2 a 0 quello ottenuto a Roma ai danni della Danimarca, ennesimo score era occorso contro la Grecia ad Atene. Il primo dispiacere si concretizzò il 3 giugno del 1981 a Copenaghen, dove gli azzurri vennero sconfitti per 3 a 1, al ritorno dal paese scandinavo le critiche della stampa non si risparmiarono. A seguire in autunno, accorse un anonimo pareggio per 1 a 1 contro la Jugoslavia che, nel frattempo aveva superato gli azzurri in classifica. Secondo pareggio consecutivo fu quello casalingo, contro la Grecia che, pareva compromettere il cammino della nazionale italiana, la quale riacciuffò all’ultimo atto, il biglietto per Madrid nella striminzita vittoria per 1 a 0 contro il Lussemburgo, uscendo tra i fischi del pubblico del San Paolo. Seguirono tre criticatissime amichevoli contro Francia, Germania Est e Svizzera, in cui l’Italia perse le prime due e pareggiò l’ultima con gli elvetici. Queste gare accompagnarono gli azzurri al Mondiale con uno strascico di critiche e disapprovazioni, inferocita era la stampa sportiva e non solo, contro il commissario tecnico Enzo Bearzot reo di non aver dato un gioco dignitoso e ponderato alla nazionale italiana. Durante il primo turno del torneo iridato le cose non cambiarono, la squadra faticava ad esprimere il gioco sterile soprattutto era il reparto avanzato. Nella prima partita del Mondiale azzurro la nazionale pareggio 0 a 0 con la Polonia, nella seconda gara contro il Perù, in cui l’arbitro tedesco Eschweiler fece un rocambolesco ruzzolone con capriola all’indietro, l’allenatore italiano confermò la formazione che aveva impattato nella gara precedente, l’Italia tuttavia, non andò oltre il pareggio, alla splendida rete di Bruno Conti direttamente da fuori area, rispose il difensore peruviano Ruben Turibio Diaz. Dopo la pessima prestazione contro i sudamericani in cui gli azzurri compromisero il cammino verso la fase successiva, il 23 giugno nella lontana Vigo l’Italia era attesa al cospetto dei debuttanti del Camerun l’imperativo era vincere, invece anche in questa occasione non andò oltre l’ 1 a 1, alla rete di Graziani un minuto dopo rispose il camerunense M’Bida. Gli azzurri giocarono un'altra orribile partita, Conti sbagliò un goal a porta vuota e Rossi non era ancora pervenuto. L’Italia si qualificò alla fase successiva solo grazie alla vittoria della Polonia sul Perù e per una rete di vantaggio sugli africani. Le critiche sulle prestazioni della squadra si fecero sempre più pesanti e maligne, molti giocatori, ed in particolare l’allenatore, furono attaccati direttamente dalla stampa, addirittura ci fu chi disse che i mali della nazionale erano causati da una tenera amicizia tra Cabrini e Rossi, non sapevano più dove attaccarsi e la squadra una volta giunta a Barcellona si chiuse in silenzio stampa. L’Italia passò il turno da seconda classificata finì così in un girone infernale con Argentina e Brasile. Nella prima gara contro l’Argentina, nonostante la pressione generale, Bearzot confermò il deludente Paolo Rossi. Allo stadio Sarrià il 29 giugno 1982 avvenne il miracolo, di fronte a un’Argentina che ricalcava la formazione del 1978, gli azzurri diedero vita a una prova magistrale, cogliendo la prima vittoria del torneo. Gentile annullò Maradona e nella ripresa, l’Italia, si trasformò, in una squadra imbattibile, vinse 2 a 1 con  le reti di Tardelli al 57° e di Cabrini dieci minuti più tardi, l’Argentina accorciò le distanze solo all’83° minuto con Daniel Passarella. Nel frattempo tre giorni più tardi il Brasile si confermò squadra insuperabile battendo l’albiceleste per 3 a 1, all’Italia non restava che vincere. Il 5 luglio la nazionale italiana affrontò il Brasile allo stadio Sarrià di Barcellona, l’arbitro della gara era l’israeliano Abraham Klein. Fu una partita molto bella piena di ribaltamenti di fronte, all’emozionante gioco dei brasiliani, gli azzurri risposero con un gioco compassato ma concreto che, mise in seria difficoltà i verde-oro, i brasiliani danzavano l’Italia controllava. Finalmente Paolo Rossi sembrava rinato, le sue magie parevano aver dato ragione al “Vecio” Bearzot. al 5° minuto “Pablito” intercettò un pallone di Junior al limite dell’area di rigore e fuggi verso Valdir Peres, trafiggendolo in uscita. Nel frattempo, si infortunò Fulvio Collovati e Bearzot lo sostituì con il diciottenne Giuseppe Bergomi. Pochi minuti più tardi al 12° Socrates mise il pallone alle spalle di Dino Zoff ripristinando la situazione iniziale. Al 25° minuto fu ancora Paolo Rossi ad andare in rete, raggiunto nel secondo tempo da una rete di Paulo Roberto Falcao con un’inafferrabile tiro che silurò il portiere azzurro. Al Brasile bastava il pareggio ma l’Italia non si diede per vinta, angolo di Giancarlo Antognoni, la difesa sudamericana respinse, Tardelli riprese la palla rovesciando verso il centro, dove un guizzo di Paolo Rossi, mise in rete  bruciando in velocità Valdir Peres era il 3 a 2 finale, l’Italia inaspettatamente conquistò la semifinale. Da ricordare la meravigliosa parata di Dino Zoff sulla linea ad un minuto dalla fine che neutralizzò un colpo di testa di Serginho e i sogni dei presuntuosi sudamericani. L’8 luglio per la partita contro la Polonia, si rimane a Barcellona ma, si cambiò campo, teatro dell’impresa azzurra divenne il Camp Nou del Barça. L’Italia affrontava nuovamente la Polonia, orfana del talentuoso Zbigniew Boniek squalificato per quella giornata che, aveva già incontrato nella prima partita del girone eliminatorio finita con uno scialbo 0 a 0. L’Italia, ormai sicura dei propri mezzi, con un Paolo Rossi inafferrabile controlla la partita senza affanno, vincendo per 2 a 0 con ancora le reti del funambolo pratese. Nell’ultimo atto dell’11 luglio 1982, al monumentale Santiago Bernabeu, Bearzot dovette fare alcune modifiche alla formazione, mandò in campo Gabriele Oriali al posto dell’infortunato Antognoni, pure Graziani dopo pochi minuti dovette lasciare il campo al suo posto entrerà spillo Altobelli. Già dai primi minuti la partita sembrava mettersi in favore degli azzurri, Briegel stese Bruno Conti in area, calcio di rigore che Cabrini, mandò a lato della porta difesa da Harald Schumacher, gli azzurri subirono il colpo ma i tedeschi non ne approfittarono, affaticati pagarono la lunga battaglia della semifinale con la Francia. Il primo tempo terminò a reti inviolate, nella ripresa l’Italia si fece più intraprendente e al 57° Tardelli su calcio di punizione lanciò Claudio Gentile, sulla sinistra  cross verso Rossi che di testa anticipò sia Cabrini, sia Schumacher infilando il pallone in rete, fu un'apoteosi, Rossi capocannoniere del torneo, a seguire le reti di Marco Tardelli che nell’esultanza fece concorrenza al mitico urlo di Munch e a chiudere Altobelli, la partita terminò 3 a 1 per gli azzurri, ai tedeschi non rimase che la consolazione della rete del maoista Paul Breitner. In quei frangenti al triplice fischio di Klein rispose il triplice urlo del telecronista Nando Martellini “Campioni del Mondo … … Campioni del Mondo … … Campioni del Mondo … …” Si era vero! l’Italia, forse la più bella e la più criticata di tutti i tempi, era Campione del Mondo. Indelebile rimarrà nella storia, l’immagine delle mani di Dino Zoff, capitano, ad alzare la Coppa al cielo immortalato dal pittore Renato Guttuso per un celebre francobollo che farà epoca.

JUGOSLAVIA 1982

Dalla Nazionale jugoslava ci si aspettava sempre di veder sbocciare l’enorme talento dei propri giocatori e finalmente vincere qualcosa di importante, ma, anche in questa occasione i tifosi slavi rimasero delusi. In questa occasione a sbarrare la strada alla squadra balcanica ci fu la sorprendente Irlanda del Nord. La Jugoslavia si presentò al Mondiale vincendo il gruppo “5” di qualificazione con un punto di vantaggio sugli azzurri di Enzo Bearzot. I Plavi vinsero sei partite, ne pareggiarono una e furono sconfitti una sola volta dall’Italia al Comunale di Torino. Le vittorie furono nel girone di andata ai danni della Danimarca per 2 a 1, della Grecia per 5 a 1, del Lussemburgo per 5 a 0. Nel ritorno vinse ancora in Grecia per 2 a 1, travolse nuovamente il Lussemburgo ancora per 5 a 0 e si impose per 2 a 1 a Copenhagen, mentre l’unico pareggio fu contro gli azzurri, con cui impattarono per 1 a 1 a Belgrado. Al Mondiale la Jugoslavia fu sorteggiata in un girone all’apparenza abbordabile con la Spagna padrona di casa, l’esordiente Honduras e l’Irlanda del Nord che fino ad allora aveva partecipato una sola volta al torneo iridato, nel 1958 in Svezia, ai danni degli azzurri di Alfredo Foni. Nella prima partita la Jugoslavia affronto i verdi della Nord Irlanda contro la quale non andò oltre lo 0 a 0, non per demerito ma per il sorprendente vigore degli irlandesi guidati dal giovanissimo Norman Whiteside. Il 20 giugno gli slavi vennero immeritatamente sconfitti per 2 a 1 dalla Spagna grazie ad un mastodontico errore dell’arbitro danese Lund Sorensen. I Plavi passarono in vantaggio al 10° minuto con un fantastico colpo di testa in corsa di Ivan Gudelj, prontamente raggiunto da un calcio di rigore quattro minuti più tardi realizzato da Juanito per un fallo commesso dal difensore croato Velimir Zajec su Miguel Angel Alonso nettamente fuori dall’area di rigore. Il goal della vittoria spagnola fu siglato dal valenzano Gil Saura. Con un solo punto, dopo due partite la situazione della Jugoslavia era già potenzialmente compromessa tuttavia, le speranze non erano del tutto perse. La vittoria per 1 a 0 contro l’Honduras riaccese le aspettative della Jugoslavia, ma la formula incomprensibile del Mondiale, con la partita tra Spagna e Irlanda che venne giocata il giorno successivo già a conoscenza del risultato della Jugoslavia permise alle due squadre di gestire la situazione e passare entrambe al secondo turno, non l’hanno chiamata per cautela la “Vergogna di Valencia”.

KUWAIT 1982

Quella del 1982 fu, per ora, la sola e unica partecipazione del Kuwait ai campionati del mondo, ma questa presenza rimarrà alla storia come una delle più curiose del calcio Mondiale. Da poco ottenuta l'indipendenza dall'Impero britannico, il 19 giugno 1961, nel Kuwait, uno dei più piccoli stati dell’Asia, retto da una monarchia costituzionale, gli sceicchi in quegli anni, grazie ai proventi del petrolio avviarono a partire dagli anni Sessanta un processo di modernizzazione che coinvolse tutti i settori della sfera pubblica, fra questi il calcio. Grazie agli investimenti degli emiri, la nazionale del Kuwait iniziò un'escalation di risultati positivi che conobbe il suo punto più alto tra gli anni Settanta e i primi anni Ottanta. Dopo essersi aggiudicato quattro edizioni della Coppa delle Nazioni del Golfo (1970, 1972, 1974 e 1976), nel 1976 con allenatore il brasiliano Mario Zagallo, giunge secondo nella Coppa d'Asia, perdendo per 1 a 0 la finale contro l'Iran padrone di casa. Dopo l'addio di Zagallo, nel 1978 la federazione kuwaitiana offrì la panchina della squadra a Carlos Alberto Parreira il “dilettante” poiché non giocò mai in una squadra professionista. Qualificatosi al Mondiale un po' sorprendentemente, superò la prima fase vincendo il girone di qualificazione asiatico numero “2” giocato interamente sul suolo amico a Madinat al-Kuwait la capitale dell’emirato saudita. Il torneo di qualificazione si svolse in soli otto giorni, dal 21 al 29 aprile del 1981. Il Kuwait vinse tutte le partite; 6 a 0 alla Thailandiaia, 4 a 0 alla Malesia e un imprevedibile 2 a 0 alla forte Corea del Sud. Nel girone finale arrivo primo con 9 punti frutto di 4 vittorie, contro Nuova Zelanda, Arabia Saudita, Cina e ancora Arabia, di un pareggio a domicilio con gli “All White” e una sola sconfitta a Pechino contro la Cina. La curiosità per questa squadra esotica raggiunse la Spagna ancor prima dell’inizio del Mondiale, con qualche giorno di anticipo arrivò all’aeroporto di Valladolid un cammello dal nome “Haydoo”, di conseguenza una marea di giornalisti incuriositi accorsero a fare foto e raccontare l’arrivo del curioso animale. La storia del cammello ebbe inizio il 10 ottobre del 1981 ad Auckland in Nuova Zelanda quando i tifosi della squadra oceanica esposero uno striscione con la scritta “Tornate dai vostri cammelli”, il Kuwait vinse la gara e i giocatori tornarono felici ad occuparsi delle loro bestiole al punto che, dalla partita successiva un vero dromedario in carne e gobba avrebbe accompagnato sul terreno di gioco i giocatori della Nazionale. In Spagna però la FIFA non diede il consenso alla squadra di farsi accompagnare in campo dal grosso ruminante che, dovette essere ospitato presso lo zoo di Valladolid. Le stranezze della squadra asiatica non si fermarono al solo episodio del cammello, ma andarono oltre. Durante le partite di qualificazione il Kuwait utilizzò una maglia molto particolare, azzurra con sulle maniche delle righette bianche, rosse e azzurre cosa davvero unica nel panorama calcistico internazionale, infatti la FIFA anche in questo caso consigliò i dirigenti kuwaitiani di optare per una classica maglia azzurra. Un'altra stranezza che accompagnò il Kuwait era il portiere Mohamed Kheir Al Tarabulsi libanese naturalizzato kuwaitiano solo pochi anni prima, cresciuto sotto le bombe di Beirut, praticava il calcio da dilettante, poiché la sua vera attività era quella di lettore di Corano e testi islamici, dopo aver appeso le scarpe al chiodo divenne un apprezzato Imam. Le sorprese, tuttavia, non erano finite, il Kuwait giocò una splendida partita contro la Cecoslovacchia il 17 giugno al Zorilla di Valladolid, nella quale colse il pareggio per 1 a 1 riuscendo a rimontare con l’attaccante Faisal Al Dakhill lo svantaggio subito da un generoso calcio di rigore dell’infallibile Antonin Panenka. Quello che portò alla ribalta la Nazionale Kuwaitiana successe il 21 giugno contro la Francia.  La partita pare di quelle proibitive per la squadra asiatica infatti, Bernard Genghini dopo 30 minuti aprì marcature poco dopo fu il capitano Michel Platini a segnare la seconda rete. Il primo tempo si chiuse sul 2 a 0, con il Kuwait che, nonostante i propri sforzi, pareva destinato a ricoprire il ruolo di vittima sacrificale dei transalpini. Nella ripresa al 48° minuto fu la volta di Didier Six che superò Al Tarabulsi con un magistrale pallonetto. Il Kuwait non si diede per vinto il centrocampista Abdullah Al Buloushi a tu per tu con il portiere francese Ettori firmò la rete del 3 a 1 Al 79° minuto accade l’inimmaginabile si verificò uno degli episodi più clamorosi di sempre della storia dei Mondiali. Platini invita un delizioso passaggio al compagno Alain Giresse, che portandosi in area di rigore realizzò il 4 a 1 mandando il pallone centralmente sotto la traversa. L'arbitro russo Mirolav Stupar indicò subito il centrocampo, ma i difensori del Kuwait, rimasti completamente immobili, protestarono vigorosamente e discussero vivacemente con il direttore di gara, dissero di aver sentito un fischio e di essersi fermati, convinti che fosse un segnale dell'arbitro. Circondarono tutti il sovietico Stupar, arrabbiatissimi. Dalla tribuna, un tizio vestito in kefiah invita la squadra a uscire dal campo, il personaggio non è uno qualsiasi: si chiamava Fahad Al Ahmed Al Jaber Al Sabah, era il leader della federcalcio del Kuwait nonché il fratello dell'emiro che governa il piccolo paese arabico. Al-Sabah invitò i giocatori ad uscire immediatamente dal campo ma questi esitarono allora l’emiro scese personalmente in campo violando tutti i controlli della polizia spagnola. Una volta sul prato, circondato da gendarmi, guardie del corpo e funzionari Fifa, Al Sabah si prese la scena, com'è probabilmente era abituato a fare a casa sua. L'emiro parla con tutti, l'arbitro proferì con i guardalinee, i delegati Fifa parlavano con i francesi, i poliziotti sorvegliavano, i fotografi e giornalisti presenti sul campo, nessuno sapeva quali peci pigliare, mai si era vista una situazione del genere. Al Sabah ottenne l’annullamento della rete e se ne tornò soddisfatto in tribuna. Stupar fece riprendere il gioco con lo scodella mento della palla, i francesi se la ridevano a crepapelle, si rimaneva sul 3 a 1, tuttavia, la partita terminò 4 a 1 grazie ad un ultima rete di Alain Bosiss. Mai si vide tanta pantomima e mai più si assisterà ad un pagliacciata del genere. A Bilbao tre giorni più tardi il Kuwait incrociò i maestri del calcio dell’Inghilterra la quale dopo la sceneggiata di Valladolid, pensava di fare un sol boccone della squadra araba. Le cose invece non andarono per come avevano previsto gli europei, i kuwaitiani misero in seria difficoltà la squadra inglese che riuscì a vincere solo per 1 a 0 grazie ad una rete di Trevor Francis. L’avventura Mondiale della Nazionale kuwaitiana si concluse con due sconfitte, un pareggio e 2 reti segnate. Se anche si comportò egregiamente in campo la ricorderemo sicuramente più per la grottesca sceneggiata del emiro Al Sabah anziché altro.

NUOVA ZELANDA 1982

Finalmente la Nuova Zelanda nel 1981 imparò a giocare con la palla rotonda. Soprannominati “All White” in contrapposizione ai cugini più celebri del rugby “All Blacks”, iniziarono a partecipare alle qualificazioni mondiali solo dal 1970, fino ad allora i neozelandesi furono sempre sottomessi allo strapotere continentale dell’Australia. Più che ai Mondiali dove fece l’egregia figura di sparring partner del gruppo “6”, la Nuova Zelanda fece parlare di sé durante le qualificazioni, in uno spareggio contro l’allora quotata Cina. Per raggiungere la meta spagnola il cammino della Nuova Zelanda iniziò il 25 aprile del 1981 al Mount Smart Stadium di Auckland, un impianto sprovvisto di tribune e dove gli spettatori per seguire la partita, si dovevano sedere sul prato inclinato adiacente al campo, un'atmosfera davvero surreale da pionieri del calcio. In quell’occasione gli All-Whites impattarono 3 a 3 con la favorita Australia. A seguire una facile vittoria contro le Isole Fiji per 4 a 0 a cui si accompagnò un modesto pareggio a reti inviolate con Taiwan. L’immediato riscatto giunse il 23 maggio del 1981 a Giacarta: davanti a 100.000 spettatori la Nuova Zelanda si impose per 2 a 0 sull’Indonesia, presentandosi così nel migliore dei modi alla sfida di ritorno contro l’Australia che, fu vinta dagli “All White” per 2 a 0. Facili e scontati furono gli ultimi tre incontri contro: Indonesia, Taiwan e Fiji, quest’ultima subì un pesante 13 a 0 con addirittura 6 reti dell’attaccante Steve Sumner, il quale aveva avuto trascorsi in Inghilterra nelle squadre giovanili del Blackpool e Preston North End. Qualificata alla seconda fase la Nuova Zelanda dovette affrontare avversari ben più quotati, il girone finale era composto dal Kuwait, Arabia Saudita e Cina. Le ostilità si aprirono proprio contro quest’ultima, il 24 settembre del 1981, quando a Pechino le due squadre pareggiarono 0 a 0, subitamente pochi giorni dopo, il 3 ottobre, fu giocato il ritorno ad Auckland dove la Nuova Zelanda si impose per 1 a 0. Successivamente il cammino della squadra oceanica si fece incerto e complicato, venne sconfitta in casa dal Kuwait e pareggiò il match di ritorno, alla fine non andò oltre al pareggio contro l’Arabia Saudita ad Auckland. Il percorso della nazionale neozelandese pareva compromesso, per ottenere la qualificazione era necessario vincere a Ryad con un ampio margine di reti, e così avvenne. La Nuova Zelanda si impose con un roboante 5 a 0 sufficiente per raggiungere in classifica la Cina, sconfitta nel frattempo dal sorprendente Kuwait. Cina e Nuova Zelanda arrivarono entrambe seconde in classifica con 7 punti e con la stessa differenza reti a +5, si rese necessario uno spareggio. Nel frattempo, tutti i media tra cui ricordo, il Guerin Sportivo, fecero dei servizi speciali sulla squadra cinese come sicura qualificata al Mundial, ma non avevano ancora fatto i conti con l’oste. Lo spareggio si giocò a Singapore, il 10 gennaio 1982 con 60.000 spettatori quasi tutti provenienti dalla Cina. Tale fu il mio interesse per quella partita che il giorno dopo corsi in edicola a far incetta di quotidiani sportivi per conoscere il risultato, rimasi deluso, la partita giocata in estremo oriente non era ancora conclusa a giornali in stampa, dovetti aspettare il giorno successivo. Ricordo ancora a memoria le formazioni che scesero in campo agli ordini del direttore di gara Thailandiaese, di origini olandesi, Vijit Getkaew. Nuova Zelanda: in porta, Richard Wilson a difendere, Glenn Dods, Ricki Herbert, Bobby Almond, e Adrian Elrick a centrocampo, Duncan Cole, Keith Mackay, Billy McClure e Brian Turner, in avanti, Steve Sumner con Grant Turner. Cina: estremo difensore, Li Fusheng, difensori, Zang Cailing, Wang Feng, Cai Jinbiao e Lin Lefeng. Centrocampisti, Chen Xirong, Chi Shangbin, Huang Xiangdong attaccanti, Chen Jingang, Gu Guangming e Yang Yumin. La Nuova Zelanda realizzò il miracolo con le reti dei subentrati Wynton Rufer, subito tesserato dallo Zurigo e Steven Wooddin in forza al South Melbourne, a nulla servi la rete di Huang Xiangdong al 75° minuto. Il trionfo degli “All Whites” consacrò il calcio neozelandese sul palcoscenico del calcio mondiale. In Spagna, la Nuova Zelanda fece il proprio debutto il 15 luglio alla Rosaleda di Malaga contro la favorita Scozia, nonostante la sconfitta per 5 a 2 i “Kiwi” non fecero una brutta gara anzi diedero del filo da torcere ai britannici, le reti neozelandesi furono siglate da Steve Sumner e Steven Wooddin. Il 19 fu la volta dell’Unione Sovietica, una brutta gatta da pelare per gli “All White”, con un Oleg Blochin in gran forma i russi si imposero per 3 a 0, nonostante, il risultato il portiere sovietico Rinat Dasaev fu impegnato più volte dagli attaccanti avversari. L’ultimo match riservò ai neozelandesi nientemeno che il Brasile delle meraviglie, i verdeoro non si tirarono indietro offrendo una stupenda lezione di calcio. La Nuova Zelanda venne sconfitta per 4 a 0 con una doppietta di Zico e le reti di Falcao e Serginho, che resero la giornata del portiere Van Hattum ahimè indimenticabile, tuttavia, cosa si poteva chiedere ad una squadra esordiente, in un paese dove il calcio non è lo sport cardinale, inserita in un girone del genere?

PERÙ’ 1982

Era rimasta ben poca roba di quella sorprendente squadra che nel 1978, nel bene e nel male, fece parlare di se. Punta di diamante Geronimo Barbadillo che, subito dopo il Mundial si trasferì in Italia dove svolse una rispettabile carriera tra Avellino e Udinese. Altro giocatore di prestigio, di questa squadra, fu Julio Cesar Uribe anche lui ingaggiato subitamente dal Cagliari, dove tuttavia non si seppe esprimere come in Sudamerica, su tutti spiccava il sempiterno Teofilo Cubillas, già centrocampista del Fort Lauderdale, al suo terzo Mondiale. Qualificato come vincitore del gruppo “2” sudamericano il Perù vinse le partite di andata contro Colombia e Uruguay e pareggiò con le stesse squadre gli incontri di ritorno. In Europa prese parte al Mondiale inserito nel gruppo “1” quello con l’Italia, dove raccolse solo due punti, in seguito a due pareggi e segnò la miseria di due reti con Ruben Diaz e Guillermo La Rosa. Nella prima gara del Mondiale impatto per 0 a 0 contro il Camerun, nella seconda contro gli azzurri di Bearzot pareggiò per 1 a 1, alla rete di Bruno Conti rispose a pochi minuti dal termine un tiro da fuori area di Diaz che spiazzò il portiere italiano Zoff posizionato malamente sulla linea di porta. La gara in cui il Perù diede l’addio al Mondiale fu quella contro la Polonia di Boniek e Lato la quale inflisse una pesante sconfitta ai sudamericani per 5 reti a 1 eliminandoli anzitempo dal torneo. Fu la fine di un'epoca per il calcio andino dovranno passare molti anni prima di vedere le splendide maglie biancorosse ad un'altra kermesse iridata.

POLONIA 1982

“L’Estate sta finendo e una generazione se ne va”, parafrasando una canzone dei Righeira in voga nei primi anni Ottanta si fa riferimento al calciatore Grzegorz Lato, infatti in lingua polacca “Lato” significa estate. Il campione polacco presente dai mondiali del 1974 ha scritto le migliori pagine del calcio polacco. Anche in Spagna la nazionale dei Biało-czerwony si comporterà molto bene arrivando terza, ma questo fu il fatidico canto del cigno successivamente e per lungo tempo la Polonia soffrì una crisi generazionale di talenti. La Polonia staccò il pass per “España 82” vincendo il gruppo “7” di qualificazione europea a sole tre squadre. Sicuramente fu il girone UEFA più semplice, l’unica compagine che avrebbe potuto dare dei grattacapi alla Polonia era la Germania Orientale che tuttavia, fu sconfitta in entrambi gli incontri di andata e ritorno, 1 a 0 a Chorzow e 3 a 2 a Lipsia. L’altra squadra, Malta, fu solo una formalità, i polacchi si imposero 2 a 0 a La Valletta e 6 a 0 a Wroclaw. Al Mondiale la Polonia venne sorteggiata nel gruppo “1” con Italia, Camerun e Perù. Fu un girone equilibratissimo dove in sei partite si registrarono 5 pareggi, la Polonia si classifico prima a seguito del pareggio iniziale per 0 a 0 contro gli azzurri, un successivo 0 a 0 con gli esordienti africani del Camerun ed infine una larga vittoria per 5 a 1 contro il Perù con le reti avvenute tutte nel secondo tempo di: Smolarek, Lato, Boniek, Buncol e Ciolek a chiudere per i sudamericani Guillermo La Rosa. Archiviato il turno eliminatorio la Polonia dovette affrontare nel girone finale il Belgio, contro il quale vinse con un largo 3 a 0 grazie una tripletta dello straordinario Zbigniew Boniek che, in quell’occasione fece innamorare il patron della Juventus Giovanni Agnelli il quale lo volle alla sua corte per il successivo campionato di serie A, a far coppia con un altro fenomeno dal nome Michel Platini. La successiva partita contro l’Unione Sovietica fu più ostica è terminò con un nulla di fatto 0 a 0, in classifica URSS e Polonia avevano gli stessi punti ma a proiettare i polacchi in semifinale fu la differenza reti di più due, nei confronti dei cugini russi. L’otto luglio al Camp Nou di Barcellona ad affrontare la Polonia vi era un Italia stellare che aveva preso coraggio e valore dalla vittoria con il Brasile. Italia e Polonia si incontravano per la seconda volta in questo Mondiale, nel girone eliminatorio finì 0 a 0, mentre in semifinale i polacchi dovettero cedere il passo agli azzurri ancora una volta trascinati da uno splendido Paolo Rossi autore di entrambe le reti del match. Italia in finale e Polonia nella finalina per il terzo posto a contenderli il podio la Francia di “Roi Michel” in quella gara si poté assistere in contemporanea alle giocate dei due futuri campioni della Juventus Boniek e Platini. La Polonia vinse 3 a 2 e raggiunse il suo miglior piazzamento ad un campionato del mondo. Per il tabellino a segnare per i polacchi furono: Szarmach, Majewski e Kupcewicz per i francesi Girard e Couriol.

SCOZIA 1982

Sono anni che i tifosi scozzesi attendono una buona prestazione della loro nazionale ad un Mondiale, ma purtroppo, come in molte altre occasioni, anche in Spagna fallirono l’obiettivo minimo, cioè quello di superare il primo turno. Qualificata come vincitrice del gruppo “6” europeo, la Scozia vinse la prima partita di qualificazione per 1 a 0 a Stoccolma contro la Svezia, a seguire un pareggio con il Portogallo, una vittoria in Israele per 1 a 0 e due pareggi contro l’Irlanda del Nord, l’altra squadra del girone che staccherà il biglietto per Madrid. In primavere ci fu un'altra vittoria contro Israele e la Svezia, mentre nell’ultima gara a qualificazione acquisita venne sconfitta dal Portogallo per 2 a 1. Guidata dall’esperto tecnico Jock Stein che, di lì a poco morirà in panchina al seguito della nazionale dei Tartan, al Mondiale, la Scozia iniziò bene vincendo con un convincete 5 a 2 contro la Nuova Zelanda, le reti furono opera di Kenny Dalglish, Steve Archibald, John Robertson e da una doppietta di John Wark fresco vincitore della coppa UEFA con il sorprendente Ipswich Town. Probabilmente convinti di avere vita facile, gli scozzesi presero sottogamba gli impegni successivi, vennero pesantemente sconfitti per 4 a 1 dal Brasile stellare di Zico, a rendere meno amara la sconfitta una rete del tangerine di Dundee, David Narey. Per passare il turno era necessario vincere contro la risoluta Unione Sovietica, nonostante il vantaggio di Joe Jordan, nei primi minuti di gara, la Scozia fu raggiunta e superata dall’URSS a pochi minuti dalla fine, grazie alle reti di Chivadze e Sengelija, a chiudere l’inutile recinto Graeme Souness a quattro minuti dal fischio finale, quando i sogni di grandeur scozzese erano già al pub per farsi una Guinness.

SPAGNA 1982

Organizzare un Mondiale non significa per forza avere la vittoria in tasca, anzi … … era successo in Argentina e ancor prima in Germania, la squadra di casa, in un modo o nell’altro, alzò la coppa cielo, in Spagna non sarebbe successo, troppo fragile e priva di talenti la squadra del paese ospitante si presentò al torneo come una figurante o poco più. Esente dalle partite di qualificazione oltre alle amichevoli la nazionale spagnola partecipò nel 1980 agli europei in Italia dove fu eliminata al primo turno, dopo un pareggio con l’Italia e le sconfitte contro Belgio e Inghilterra. Tra  il 1980 e l’inizio dei Mondiali la Spagna disputò ben 19 partite amichevoli di preparazione. Al Torneo iridato la Spagna fu inserita nel gruppo “5” con Honduras, Irlanda del Nord e Jugoslavia, un girone agevole non lontano da sospetti favoritismi. Nella prima gara del 16 giugno 1982 non andò oltre il pareggio contro l’esordiente Honduras. Pareggio 1 a 1, al gol di Zelaya rispose nella seconda metà della gara con un rigore alquanto discutibile di Lopez Ufarte, rigore assolutamente inesistente decretato dall’arbitro argentino Ithurralde per un fallo commesso indiscutibilmente fuori dall’area di rigore … … siamo alle solite. Nella seconda gara contro la Jugoslavia fu un altro rigore a sbloccare gli spagnoli. Juanito, dopo meno di un quarto d’ora, mise dagli undici metri il pallone alla spalle del portiere jugoslavo Pantelic, riconducendo il risultato in parità poiché gli slavi poco prima si portarono in vantaggio con il difensore Ivan Gudelj. Alla fine le Furie Rosse vinsero per 2 a 1 il goal della vittoria fu realizzato da Enrique Saura. Nell’ultima gara contro l’Irlanda del Nord si ripete quello che per Germania Ovest e Austria è stata definita la “Vergogna di Gijon”. La Spagna scese in campo il giorno dopo della disputa tra Honduras e Jugoslavia terminata 1 a 0 in favore dei balcanici. Conoscendo già il risultato gli spagnoli poterono giocare in tutta tranquillità, l’importante era non perdere con più di una rete di scarto, e così avvenne. La Spagna come preventivato venne sconfitta con una rete di scarto tanto da consentire il passaggio del turno anche all’avversario nordirlandese una piccola “vergogna di Valencia” che per convenienza regale non passò alla storia come la più nota vergogna asturiana. Nel secondo turno di fronte ad avversari più esperti la Spagna non fece molta strada, venne sconfitta per 2 a 1 dalla Germania Ovest e pareggiò 0 a 0 con l'Inghilterra, due risultati che non furono sufficienti per raggiungere la semifinale. La Spagna terminò il proprio cammino al secondo turno senza troppe recriminazioni, forse consapevole che la formazione scesa in campo al Mondiale non era proprio di primo livello.

UNGHERIA 1982

Se non fosse stato per il clamoroso score inflitto ad El Salvador, il Mondiale degli ungheresi sarebbe stato un torneo anonimo che i sostenitori magiari avrebbero dimenticato in tutta fretta. Infatti, a parte quella storica partita di Elche del 15 luglio 1982, in cui il più impegnato fu l’inserviente addetto a cambiare i cartelli con i numeri delle reti, non sarebbe rimasta traccia. L’Ungheria si impose con un roboante 10 a 1 contro El Salvador, un risultato che rimane tutt’oggi un record imbattuto per il maggior numero di reti segnate in una partita al Mondiale. Andarono a segno: Szentes, Toth, Poloskei con una rete ciascuno, le doppiette di Nyliasi e Fazekas a chiudere una tripletta di Laszlo Kiss. Giunta al Mondiale dopo aver ben figurato nel girone di qualificazione essendosi posizionata davanti ai maestri d’Albione, l’Ungheria pareggiò la prima partita 2 a 2 con la Svizzera, per vincere successivamente le partite contro la Romania e la Norvegia, per poi incappare in una rocambolesca sconfitta per 3 a 1 contro l’Inghilterra tra le mura di Budapest, tuttavia quando le speranze parevano al lumicino le inaspettate sconfitte dei maestri in Svizzera e in Norvegia rimisero in corsa i magiari i quali vincendo le partite di ritorno con Svizzera e Norvegia, pareggiando con la Romania, si qualificarono con un turno di anticipo, nonostante l’irrilevante sconfitta di Wembley per 1 a 0. Dopo la prima partita con El Salvador di cui ho già accennato, la squadra ungherese prosegui il suo cammino affrontando ad Alicante l’Argentina di Maradona, subendo un passivo di 4 reti ad 1. Nell’ultima gara contro il Belgio, per l’Ungheria era necessario vincere, ma i magiari non andarono oltre il pareggio, risultato che condannò gli ungheresi ad una tragica  eliminazione nonostante, la larghissima vittoria iniziale contro gli sventurati salvadoregni.  

UNIONE SOVIETICA 1982

Eppure quella del 1982 era una signora squadra, infarcita di talenti indiscutibili, figli di una generazione d’oro che mai più si sarebbe ripetuta. Il C.T. Konstantin Beskov poteva scegliere a piene mani tra le fila delle Dinamo; Tbilisi, Kiev e Mosca, su tutti spiccava la classe dell’ucraino Oleg Blochin, senza dimenticare i vari: Alexander Chivadze, Ramaz Sengeljia, David Kipiani, Renat Dasaev e Juri Gavrilov, tuttavia, il talentuoso Kipiani dovette rinunciare al Mondiale per un infortunio. L’Unione Sovietica si qualificò vincendo il gruppo “3” vincendo sei partite e pareggiandone due. Vinse entrambi gli incontri di andata e ritorno con Islanda e Turchia, le partite sul terreno amico con Galles e Cecoslovacchia, i due pareggi uno a Wrexham e l’altro a Bratislava a qualificazione già acquisita. La Russia partecipò ai Mondiali del 1982, organizzati in Spagna, inserita nel girone “B” insieme a Brasile, Scozia e Nuova Zelanda. La Russia iniziò il torneo affrontando il Brasile il 14 giugno 1982 allo stadio Pizjuan di Siviglia, perdendo per 2 a 1 passata in vantaggio con Andrji Bal, fu raggiunta e superata nel secondo tempo dalle reti di Socrates ed Eder.  Successivamente, il 19 giugno a Malaga superò la Nuova Zelanda per 3 a 0 con le reti di Blochin, Baltacha e Gavrilov, Nell’ultima gara bastava un punto per accedere come seconda al turno successivo, infatti, pareggiò 2 a 2 contro la Scozia. Alla rete di Joe Jordan rispose Chivadze, poi Shengelia portò in avanti i sovietici che furono raggiunti da Graeme Souness ad una manciata di minuti dalla fine. Nel triangolare successivo la CCCP affrontò al Camp Nou di Barcellona il Belgio contro il quale vinse per 1 a 0 grazie ad una rete dell’armeno Xoren Hovhannisyan in forza all’Ararat Yerevan. La partita decisiva contro la Polonia prese la piega di un derby politico, gli animi  tra i polacchi di Solidarnosc e i russi ancora legati alla nomenklatura del Cremlino erano molto tesi. L’incontro sul campo terminò 0 a 0, entrambe le squadre conclusero in  testa al triangolare con gli stessi punti, a risolvere la controversia fu necessario conteggiare la differenza reti che era a favore della Polonia la quale con due gol di vantaggio conquistava la semifinale contro l’Italia.
Qualificazioni Campionato Mondiale Spagna 1982

Qualificato come paese ospitante: Spagna
Qualificato come detentore del titolo: Argentina

Europa Gruppo 1 [Germania Ovest, Austria]
04.06.80 "Helsinki" Finlandia – Bulgaria 0-2
03.09.80 "Tirana" Albania – Finlandia 2-0
24.09.80 "Helsinki" Finlandia – Austria 0-2
19.10.80 "Sofia" Bulgaria – Albania 2-1
15.11.80 "Vienna" Austria – Albania 5-0
03.12.80 "Sofia" Bulgaria – Germania Ovest 1-3
06.12.80 "Tirana" Albania – Austria 0-1
01.04.81 "Tirana" Albania – Germania Ovest 0-2
29.04.81 "Amburgo" Germania Ovest – Austria 2-0
13.05.81 "Sofia" Bulgaria – Finlandia 4-0
24.05.81 "Lahti" Finlandia – Germania Ovest 0-4
28.05.81 "Vienna" Austria – Bulgaria 2-0
17.06.81 "Linz" Austria – Finlandia 5-1
02.09.81 "Kotka" Finlandia – Albania 2-1
23.09.81 "Bochum" Germania Ovest – Finlandia 7-1
14.10.81 "Vienna" Austria – Germania Ovest 1-3
14.10.81 "Tirana" Albania – Bulgaria 0-2
11.11.81 "Sofia" Bulgaria – Austria 0-0
18.11.81 "Dortmund" Germania Ovest – Albania 8-0
22.11.81 "Düsseldorf" Germania Ovest – Bulgaria 4-0

Europa Gruppo 2 [Belgio, Francia]
26.03.80 "Nicosia" Cipro – Eire 2-3
10.09.80 "Dublino" Eire – Olanda 2-1
11.10.80 "Limassol" Cipro – Francia 0-7
15.10.80 "Dublino" Eire – Belgio 1-1
28.10.80 "Parigi" Francia – Eire 2-0
19.11.80 "Bruxelles" Belgio – Olanda 1-0
19.11.80 "Dublino" Eire – Cipro 6-0
21.12.80 "Nicosia" Cipro – Belgio 0-2
18.02.81 "Bruxelles" Belgio – Cipro 3-2
22.02.81 "Groningen" Olanda – Cipro 3-0
25.03.81 "Rotterdam" Olanda – Francia 1-0
25.03.81 "Bruxelles" Belgio – Eire 1-0
29.04.81 "Parigi" Francia – Belgio 3-2
29.04.81 "Nicosia" Cipro – Olanda 0-1
09.09.81 "Rotterdam" Olanda – Eire 2-2
09.09.81 "Bruxelles" Belgio – Francia 2-0
14.10.81 "Rotterdam" Olanda – Belgio 3-0
14.10.81 "Dublino" Eire – Francia 3-2
18.11.81 "Parigi" Francia – Olanda 2-0
05.12.81 "Parigi" Francia – Cipro 4-0

Europa Gruppo 3 [URSS, Cecoslovacchia]
02.06.80 "Reykjavik" Islanda – Galles 0-4
03.09.80 "Reykjavik" Islanda – URSS 1-2
24.09.80 "Izmir" Turchia – Islanda 1-3
15.10.80 "Cardiff" Galles – Turchia 4-0
15.10.80 "Mosca" URSS – Islanda 5-0
19.11.80 "Cardiff" Galles – Cecoslovacchia 1-0
03.12.80 "Praga" Cecoslovacchia – Turchia 2-0
25.03.81 "Ankara" Turchia – Galles 0-1
15.04.81 "Istanbul" Turchia – Cecoslovacchia 0-3
27.05.81 "Bratislava" Cecoslovacchia – Islanda 6-1
30.05.81 "Wrexham" Galles – URSS 0-0
09.09.81 "Reykjavik" Islanda – Turchia 2-0
09.09.81 "Praga" Cecoslovacchia – Galles 2-0
23.09.81 "Reykjavik" Islanda – Cecoslovacchia 1-1
23.09.81 "Mosca" URSS – Turchia 4-0
07.10.81 "Izmir" Turchia – URSS 0-3
14.10.81 "Swansea" Galles – Islanda 2-2
28.10.81 "Tbilisi" URSS – Cecoslovacchia 2-0
18.11.81 "Tbilisi" URSS – Galles 3-0
29.11.81 "Bratislava" Cecoslovacchia – URSS 1-1

Europa Gruppo 4 [Ungheria, Inghilterra]
10.09.80 "Londra" Inghilterra – Norvegia 4-0
24.09.80 "Oslo" Norvegia – Romania 1-1
15.10.80 "Bucarest" Romania – Inghilterra 2-1
29.10.80 "Berna" Svizzera – Norvegia 1-2
19.11.80 "Londra" Inghilterra – Svizzera 2-1
28.04.81 "Lucerna" Svizzera – Ungheria 2-2
29.04.81 "Londra" Inghilterra – Romania 0-0
13.05.81 "Budapest" Ungheria – Romania 1-0
20.05.81 "Oslo" Norvegia – Ungheria 1-2
30.05.81 "Basilea" Svizzera – Inghilterra 2-1
03.06.81 "Bucarest" Romania – Norvegia 1-0
06.06.81 "Budapest" Ungheria – Inghilterra 1-3
17.06.81 "Oslo" Norvegia – Svizzera 1-1
09.09.81 "Oslo" Norvegia – Inghilterra 2-1
23.09.81 "Bucarest" Romania – Ungheria 0-0
10.10.81 "Bucarest" Romania – Svizzera 1-2
14.10.81 "Budapest" Ungheria – Svizzera 3-0
31.10.81 "Budapest" Ungheria – Norvegia 4-1
11.11.81 "Berna" Svizzera – Romania 0-0
18.11.81 "Londra" Inghilterra – Ungheria 1-0

Europa Gruppo 5 [Jugoslavia, Italia]
10.09.80 "Lussemburgo" Lussemburgo – Jugoslavia 0-5
27.09.80 "Lubiana" Jugoslavia – Danimarca 2-1
11.10.80 "Lussemburgo" Lussemburgo – Italia 0-2
15.10.80 "Copenaghen" Danimarca – Grecia 0-1
01.11.80 "Roma" Italia – Danimarca 2-0
15.11.80 "Torino" Italia – Jugoslavia 2-0
19.11.80 "Copenaghen" Danimarca – Lussemburgo 4-0
06.12.80 "Atene" Grecia – Italia 0-2
28.01.81 "Salonicco" Grecia – Lussemburgo 2-0
11.03.81 "Lussemburgo" Lussemburgo – Grecia 0-2
29.04.81 "Spalato" Jugoslavia – Grecia 5-1
01.05.81 "Lussemburgo" Lussemburgo – Danimarca 1-2
03.06.81 "Copenaghen" Danimarca – Italia 3-1
09.09.81 "Copenaghen" Danimarca – Jugoslavia 1-2
14.10.81 "Salonicco" Grecia – Danimarca 2-3
17.10.81 "Belgrado" Jugoslavia – Italia 1-1
14.11.81 "Torino" Italia – Grecia 1-1
21.11.81 "Novi Sad" Jugoslavia – Lussemburgo 5-0
29.11.81 "Atene" Grecia – Jugoslavia 1-2
05.12.81 "Napoli" Italia – Lussemburgo 1-0

Europa Gruppo 6 [Scozia, Irlanda del Nord]
26.03.80 "Ramat Gan" Israele – Irlanda del Nord 0-0
18.06.80 "Stoccolma" Svezia – Israele 1-1
10.09.80 "Stoccolma" Svezia – Scozia 0-1
15.10.80 "Belfast" Irlanda del Nord – Svezia 3-0
15.10.80 "Glasgow" Scozia – Portogallo 0-0
12.11.80 "Ramat Gan" Israele – Svezia 0-0
19.11.80 "Lisbona" Portogallo – Irlanda del Nord 1-0
17.12.80 "Lisbona" Portogallo – Israele 3-0
25.02.81 "Ramat Gan" Israele – Scozia 0-1
25.03.81 "Glasgow" Scozia – Irlanda del Nord 1-1
28.04.81 "Glasgow" Scozia – Israele 3-1
29.04.81 "Belfast" Irlanda del Nord – Portogallo 1-0
03.06.81 "Stoccolma" Svezia – Irlanda del Nord 1-0
24.06.81 "Stoccolma" Svezia – Portogallo 3-0
09.09.81 "Glasgow" Scozia – Svezia 2-0
14.10.81 "Lisbona" Portogallo – Svezia 1-2
14.10.81 "Belfast" Irlanda del Nord – Scozia 0-0
28.10.81 "Ramat Gan" Israele – Portogallo 4-1
18.11.81 "Belfast" Irlanda del Nord – Israele 1-0
18.11.81 "Lisbona" Portogallo – Scozia 2-1

Europa Gruppo 7 [Polonia]
07.12.80 "La Valletta" Malta – Polonia 0-2
04.04.81 "La Valletta" Malta – Germania Est 1-2
02.05.81 "Chorzów" Polonia – Germania Est 1-0
10.10.81 "Lipsia" Germania Est – Polonia 2-3
11.11.81 "Jena" Germania Est – Malta 5-1
15.11.81 "Breslavia" Polonia – Malta 6-0

Sud America – Gruppo 8 [Brasile]
08.02.81 "Caracas" Venezuela - Brasile 0-1
15.02.81 "La Paz" Bolivia - Venezuela 3-0
22.02.81 "La Paz" Bolivia - Brasile 1-2
15.03.81 "Caracas" Venezuela - Bolivia 1-0
22.03.81 "Rio de Janeiro" Brasile - Bolivia 3-1
29.03.81 "Goiânia" Brasile - Venezuela 5-0

Sud America – Gruppo 9 [Perù]
26.07.81 "Bogotá" Colombia - Perù 1-1
09.08.81 "Montevideo" Uruguay - Colombia 3-2
16.08.81 "Lima" Perù - Colombia 2-0
23.08.81 "Montevideo" Uruguay - Perù 1-2
06.09.81 "Lima" Perù - Uruguay 0-0
13.09.81 "Bogotá" Colombia - Uruguay 1-1

Sud America – Gruppo 10 [Cile]
17.05.81 "Guayaquil" Ecuador - Paraguay 1-0
24.05.81 "Guayaquil" Ecuador - Cile 0-0
31.05.81 "Asunción" Paraguay - Ecuador 3-1
07.06.81 "Asunción" Paraguay - Cile 0-1
14.06.81 "Santiago" Cile - Ecuador 2-0
21.06.81 "Santiago" Cile - Paraguay 3-0

Nord e Centro America – Gruppo 11 [Honduras, El Salvador]

Prima fase
Zona Nord Americana
18.10.80 "Toronto" Canada - Mexico 1-1
25.10.80 "Fort Lauderdale" USA - Canada 0-0
01.11.80 "Vancouver" Canada - USA 2-1
09.11.80 "Cd. de Mexico" Mexico - USA 5-1
16.11.80 "Cd. de Mexico" Mexico - Canada 1-1
23.11.80 "Fort Lauderdale" USA - Mexico 2-1

Zona Centro Americana
02.07.80 "Panama" Panama - Guatemala 0-2
30.07.80 "Panama" Panama - Honduras 0-2
10.08.80 "Panama" Panama - Costa Rica 1-1
24.08.80 "Panama" Panama - El Salvador 1-3
01.10.80 "San José" Costa Rica - Honduras 2-3
05.10.80 "San Salvador" El Salvador - Panama 4-1
12.10.80 "Cd. Guatemala" Guatemala - Costa Rica 0-0
26.10.80 "Tegucigalpa" Honduras - Guatemala 0-0
26.10.80 "San Salvador" El Salvador - Costa Rica 2-0 (a tavolino)
05.11.80 "San José" Costa Rica - Panama 2-0
09.11.80 "Cd. Guatemala" Guatemala - El Salvador 0-0
16.11.80 "Cd. Guatemala" Guatemala - Panama 5-0
16.11.80 "Tegucigalpa" Honduras - Costa Rica 1-1
23.11.80 "San Salvador" El Salvador - Honduras 2-1
26.11.80 "San José" Costa Rica - Guatemala 0-3
30.11.80 "Tegucigalpa" Honduras - El Salvador 2-0
07.12.80 "Cd. Guatemala" Guatemala - Honduras 0-1
10.12.80 "San José" Costa Rica - El Salvador 0-0
14.12.80 "Tegucigalpa" Honduras - Panama 5-0
21.12.80 "San Salvador" El Salvador - Guatemala 1-0

Zona Caraibica
30.03.80 "Georgetown" Guyana - Grenada 5-2
13.04.80 "Saint George's" Grenada - Guyana 2-3
Sottogruppo A
17.08.80 "Havana" Cuba - Surinam 3-0
07.09.80 "Paramaribo" Surinam - Cuba 0-0
28.09.80 "Georgetown" Guyana - Surinam 0-1
12.10.80 "Paramaribo" Surinam - Guyana 4-0
09.11.80 "Havana" Cuba - Guyana 1-0
30.11.80 "Linden" Guyana - Cuba 0-3
Sottogruppo B
01.08.80 "Port-au-Prince" Haiti - Trinidad/Tobago 2-0
17.08.80 "San Fernando" Trinidad/Tobago - Haiti 1-0
12.09.80 "Port-au-Prince" Haiti - Dutch Antilles 1-0
09.11.80 "Pt. Spagna" Trinidad/Tobago - Dutch Antilles 0-0
29.11.80 "Willemstad" Dutch Antilles - Trinidad/Tobago 0-0
12.12.80 "Willemstad" Dutch Antilles - Haiti 1-1

Seconda Fase
01.11.81 "Tegucigalpa" Mexico - Cuba 4-0
02.11.81 "Tegucigalpa" Canada - El Salvador 1-0
03.11.81 "Tegucigalpa" Honduras - Haiti 4-0
06.11.81 "Tegucigalpa" Haiti - Canada 1-1
06.11.81 "Tegucigalpa" Mexico - El Salvador 0-1
08.11.81 "Tegucigalpa" Honduras - Cuba 2-0
11.11.81 "Tegucigalpa" El Salvador - Cuba 0-0
11.11.81 "Tegucigalpa" Mexico - Haiti 1-1
12.11.81 "Tegucigalpa" Honduras - Canada 2-1
15.11.81 "Tegucigalpa" Haiti - Cuba 0-2
15.11.81 "Tegucigalpa" Mexico - Canada 1-1
16.11.81 "Tegucigalpa" Honduras - El Salvador 0-0
19.11.81 "Tegucigalpa" Haiti - El Salvador 0-1
21.11.81 "Tegucigalpa" Cuba - Canada 2-2
22.11.81 "Tegucigalpa" Honduras - Mexico 0-0

Africa – Gruppo 12 [Algeria, Camerun]
1ª Fase
08.05.80 "Tripoli" Libia - Gambia 2-1
06.07.80 "Banjul" Gambia - Libia 0-0
18.05.80 "Addis Abeba" Etiopia - Zambia 0-0
01.06.80 "Ndola" Zambia - Etiopia 4-0
31.05.80 "Freetown" Sierra Leone - Algeria 2-2
13.06.80 "Oran" Algeria - Sierra Leone 3-1
22.06.80 "Dakar" Senegal - Marocco 0-1
06.07.80 "Casablanca" Marocco - Senegal 0-0
22.06.80 "Conakry" Guinea - Lesotho 3-1
06.07.80 "Maseru" Lesotho - Guinea 1-1
29.06.80 "Yaoundé" Camerun - Malawi 3-0
20.07.80 "Blantyre" Malawi - Camerun 1-1
29.06.80 "Tunisi" Tunisia - Nigeria 2-0
12.07.80 "Lagos" Nigeria - Tunisia 2-0 (dcr, Nigeria vince 4-3 ai rigori)
05.07.80 "Nairobi" Kenya - Tanzania 3-1
19.07.80 "Dar Es Salaam" Tanzania - Kenya 5-0
13.07.80 "Kinshasa" Zaire - Mozambico 5-2
27.07.80 "Maputo" Mozambico - Zaire 1-2
16.07.80 "Niamey" Niger - Somalia 0-0
27.07.80 "Mogadisho" Somalia - Niger 1-1
Ghana ritirato → Egitto passa il turno.
Uganda ritirata → Madagascar passa il turno.
Sudan, Liberia, Togo, Zimbabwe non partecipanti.

2ª Fase
12.10.80 "Douala" Camerun - Zimbabwe 2-0
16.11.80 "Harare" Zimbabwe - Camerun 1-0
16.11.80 "Fes" Marocco - Zambia 2-0
30.11.80 "Lusaka" Zambia - Marocco 2-0 (dcr, Marocco 5-4 ai rigori)
16.11.80 "Tananarive" Madagascar - Zaire 1-1
21.12.80 "Kinshasa" Zaire - Madagascar 3-2
06.12.80 "Lagos" Nigeria - Tanzania 1-1
20.12.80 "Dar Es Salaam" Tanzania - Nigeria 0-2
07.12.80 "Monrovia" Liberia - Guinea 0-0
21.12.80 "Conakry" Guinea - Liberia 1-0
12.12.80 "Constantine" Algeria - Sudan 2-0
28.12.80 "Khartoum" Sudan - Algeria 1-1
14.12.80 "Niamey" Niger - Togo 0-1
28.12.80 "Lomé" Togo - Niger 1-2
Libia ritirata → Egitto passa il turno.

3ª Fase
01.05.81 "Constantine" Algeria - Niger 4-0
31.05.81 "Niamey" Niger - Algeria 1-0
12.04.81 "Conakry" Guinea - Nigeria 1-1
25.04.81 "Lagos" Nigeria - Guinea 1-0
26.04.81 "Casablanca" Marocco - Egitto 1-0
08.05.81 "Cairo" Egitto - Marocco 0-0
12.04.81 "Kinshasa" Zaire - Camerun 1-0
26.04.81 "Yaoundé" Camerun - Zaire 6-1

4ª Fase
10.10.81 "Lagos" Nigeria - Algeria 0-2
30.10.81 "Constantine" Algeria - Nigeria 2-1
15.11.81 "Kenitra" Marocco - Camerun 0-2
29.11.81 "Yaoundé" Camerun - Marocco 2-1

Asia e Oceania – Gruppo 13 [Kuwait, Nuova Zelanda]
Prima Fase
Sottogruppo A
25.04.81 "Auckland" Nuova Zelanda - Australia 3-3
03.05.81 "Suva" Fiji - Nuova Zelanda 0-4
07.05.81 "Taipei" Taiwan - Nuova Zelanda 0-0
11.05.81 "Giacarta" Indonesia - Nuova Zelanda 0-2
16.05.81 "Sydney" Australia - Nuova Zelanda 0-2
20.05.81 "Melbourne" Australia - Indonesia 2-0
23.05.81 "Auckland" Nuova Zelanda - Indonesia 5-0
30.05.81 "Auckland" Nuova Zelanda - Taiwan 2-0
31.05.81 "Suva" Fiji - Indonesia 0-0
06.06.81 "Suva" Fiji - Taiwan 2-1
10.06.81 "Adelaide" Australia - Taiwan 3-2
15.06.81 "Giacarta" Indonesia - Taiwan 1-0
28.06.81 "Taipei" Taiwan - Indonesia 2-0
26.07.81 "Suva" Fiji - Australia 1-4
04.08.81 "Taipei" Taiwan - Fiji 0-0
10.08.81 "Giacarta" Indonesia - Fiji 3-3
14.08.81 "Melbourne" Australia - Fiji 10-0
16.08.81 "Auckland" Nuova Zelanda - Fiji 13-0
30.08.81 "Giacarta" Indonesia - Australia 1-0
06.09.81 "Taipei" Taiwan - Australia 0-0

Sottogruppo B
18.03.81 "Riyadh" Qatar - Iraq 0-1
19.03.81 "Riyadh" Siria - Bahrain 0-1
21.03.81 "Riyadh" Iraq - Arabia Saudita 0-1
22.03.81 "Riyadh" Qatar - Bahrain 3-0
24.03.81 "Riyadh" Siria - Arabia Saudita 0-2
25.03.81 "Riyadh" Iraq - Bahrain 2-0
27.03.81 "Riyadh" Qatar - Siria 2-1
28.03.81 "Riyadh" Bahrain - Arabia Saudita 0-1
30.03.81 "Riyadh" Iraq - Siria 2-1
31.03.81 "Riyadh" Qatar - Arabia Saudita 0-1

Sottogruppo C
21.04.81 "Kuwait" Malaysia - Corea del Sud 1-2
22.04.81 "Kuwait" Kuwait - Thailandia 6-0
24.04.81 "Kuwait" Corea del Sud - Thailandia 5-1
25.04.81 "Kuwait" Kuwait - Malaysia 4-0
27.04.81 "Kuwait" Malaysia - Thailandia 2-2
29.04.81 "Kuwait" Kuwait - Corea del Sud 2-0

Sottogruppo D
21.12.80 "Hongkong" Hongkong - Cina 0-1
22.12.80 "Hongkong" Corea del Nord - Macao 3-0
22.12.80 "Hongkong" Singapore - Giappone 0-1

Gruppo 1
24.12.80 "Hongkong" Cina - Macao 3-0
26.12.80 "Hongkong" Cina - Giappone 1-0
28.12.80 "Hongkong" Giappone - Macao 3-0
Gruppo 2
24.12.80 "Hongkong" Hongkong - Singapore 1-1
26.12.80 "Hongkong" Corea del Nord - Singapore 1-0
28.12.80 "Hongkong" Hongkong - Corea del Nord 2-2
Semifinali
31.12.80 "Hongkong" Cina - Hongkong 0-0 (dcr, Cina 5-4 ai rigori)
30.12.80 "Hongkong" Corea del Nord - Giappone 1-0
Finale
04.01.81 "Hongkong" Cina - Corea del Nord 4-2

Fase Finale
24.09.81 "Pechino" Cina - Nuova Zelanda 0-0
03.10.81 "Auckland" Nuova Zelanda - Cina 1-0
10.10.81 "Auckland" Nuova Zelanda - Kuwait 1-2
18.10.81 "Pechino" Cina - Kuwait 3-0
04.11.81 "Riyadh" Arabia Saudita - Kuwait 0-1
12.11.81 "Kuala Lumpur" Arabia Saudita - Cina 2-4
19.11.81 "Kuala Lumpur" Cina - Arabia Saudita 2-0
28.11.81 "Auckland" Nuova Zelanda - Arabia Saudita 2-2
30.11.81 "Kuwait" Kuwait - Cina 1-0
07.12.81 "Kuwait" Kuwait - Arabia Saudita 2-0
14.12.81 "Kuwait" Kuwait - Nuova Zelanda 2-2
19.12.81 "Riyadh" Arabia Saudita - Nuova Zelanda 0-5
Spareggio
10.01.82 "Singapore" Nuova Zelanda - Cina 2-1

Campionato Mondiale 1982 (Spagna, 13 giugno – 11 luglio)

Prima Fase
Gruppo A
14.06.82 "Vigo" Italia - Polonia 0-0
15.06.82 "La Coruña" Perù - Camerun 0-0
18.06.82 "Vigo" Italia - Perù 1-1
19.06.82 "La Coruña" Polonia - Camerun 0-0
22.06.82 "La Coruña" Polonia - Perù 5-1
23.06.82 "Vigo" Italia - Camerun 1-1

Gruppo B
16.06.82 "Gijón" Germania Ovest - Algeria 1-2
17.06.82 "Oviedo" Cile - Austria 0-1
20.06.82 "Gijón" Germania Ovest - Cile 4-1
21.06.82 "Oviedo" Algeria - Austria 0-2
24.06.82 "Oviedo" Algeria - Cile 3-2
25.06.82 "Gijón" Germania Ovest - Austria 1-0

Gruppo C
13.06.82 "Barcellona" Argentina - Belgio 0-1
15.06.82 "Elche" Ungheria - El Salvador 10-1
18.06.82 "Alicante" Argentina - Ungheria 4-1
19.06.82 "Elche" Belgio - El Salvador 1-0
22.06.82 "Elche" Belgio - Ungheria 1-1
23.06.82 "Alicante" Argentina - El Salvador 2-0

Gruppo D
16.06.82 "Bilbao" Inghilterra - Francia 3-1
17.06.82 "Valladolid" Cecoslovacchia - Kuwait 1-1
20.06.82 "Bilbao" Inghilterra - Cecoslovacchia 2-0
21.06.82 "Valladolid" Francia - Kuwait 4-1
24.06.82 "Valladolid" Francia - Cecoslovacchia 1-1
25.06.82 "Bilbao" Inghilterra - Kuwait 1-0

Gruppo E
16.06.82 "Valencia" Spagna - Honduras 1-1
17.06.82 "Saragozza" Jugoslavia - Irlanda del Nord 0-0
20.06.82 "Valencia" Spagna - Jugoslavia 2-1
21.06.82 "Saragozza" Honduras - Irlanda del Nord 1-1
24.06.82 "Saragozza" Honduras - Jugoslavia 0-1
25.06.82 "Valencia" Spagna - Irlanda del Nord 0-1

Gruppo F
14.06.82 "Siviglia" Brasile - Unione Sovietica 2-1
15.06.82 "Málaga" Scozia - Nuova Zelanda 5-2
18.06.82 "Siviglia" Brasile - Scozia 4-1
19.06.82 "Málaga" Unione Sovietica - Nuova Zelanda 3-0
22.06.82 "Málaga" Unione Sovietica - Scozia 2-2
23.06.82 "Siviglia" Brasile - Nuova Zelanda 4-0

Seconda Fase
Gruppo 1
28.06.82 "Barcellona" Polonia - Belgio 3-0
01.07.82 "Barcellona" Belgio - Unione Sovietica 0-1
04.07.82 "Barcellona" Polonia - Unione Sovietica 0-0

Gruppo 2
29.06.82 "Madrid" Germania Ovest - Inghilterra 0-0
02.07.82 "Madrid" Germania Ovest - Spagna 2-1
05.07.82 "Madrid" Inghilterra - Spagna 0-0

Gruppo 3
29.06.82 "Barcellona" Italia - Argentina 2-1
02.07.82 "Barcellona" Brasile - Argentina 3-1
05.07.82 "Barcellona" Italia - Brasile 3-2

Gruppo 4
28.06.82 "Madrid" Austria - Francia 0-1
01.07.82 "Madrid" Irlanda del Nord - Austria 2-2
04.07.82 "Madrid" Irlanda del Nord - Francia 1-4

Semifinali
08.07.82 "Barcellona" Polonia - Italia 0-2
08.07.82 "Siviglia" Germania Ovest - Francia 5-4 [dcr]

Finale per il terzo posto
10.07.82 "Alicante" Francia - Polonia 2-3

Finalissima
11.07.82 "Madrid" Italia - Germania Ovest 3-1

Torna ai contenuti
Icona dell'applicazione
Bibliomax Installa questa applicazione sulla tua schermata principale per un'esperienza migliore
Tocca Pulsante di installazione su iOS poi "Aggiungi alla tua schermata"