
MONDIALE 1938 - FRANCIA
L'assegnazione del Mondiale di calcio alla Francia fu causa di accese polemiche tra i sostenitori dell’alternanza Europa/Sudamerica e della meritocrazia di Rimet, Delaunay e Guérin. Il Mondiale venne assegnato a Berlino nel 1936, durante le Olimpiadi, quando si riunì la Commissione FIFA. La Francia ottenne ventitré voti, tre l’Argentina e uno la Germania. Gli argentini ne uscirono furiosi, sostenendo che il criterio dell’alternanza dovesse essere rispettato, pena il ritiro di tutte le squadre sudamericane dal torneo. Al contrario, la Francia fu premiata per gli sforzi profusi da Jules Rimet e Henry Delaunay, ideatori della manifestazione. Come promesso, l’Argentina si ritirò dal torneo, trascinandosi dietro, per solidarietà, tutte le altre federazioni del continente, eccetto il Brasile, che invece partecipò alla competizione. Oltre alla Francia, paese organizzatore, e all’Italia, detentrice del titolo, le altre partecipanti dovettero sostenere incontri di qualificazione. Alcuni paesi passarono senza giocare alcuna partita a causa del ritiro degli avversari: questo fu il caso della prima squadra asiatica partecipante, le Indie Orientali Olandesi, della Romania, di Cuba e del Brasile. Sul torneo spirarono venti di guerra: la Spagna rinunciò per le difficili condizioni interne dovute al conflitto franchista, il Giappone fu squalificato dopo aver dichiarato guerra alla Cina. L’Austria si qualificò ma non partecipò a causa dell’Anschluss, che annesse il paese alpino insieme alla Saar e alla Renania. La Francia partì come una delle favorite, ma non superò l’ostacolo Italia. La grande sorpresa fu la nazionale caraibica di Cuba, che arrivò ai quarti di finale; il talento dei brasiliani iniziò a emergere; la grande delusione fu la Germania, eliminata al primo turno. La favorita rimase l’Ungheria di Sarosi, che pochi mesi prima aveva umiliato la forte Cecoslovacchia per 8 a 3. Le città che ospitarono gli incontri furono: Antibes, Bordeaux, Le Havre, Lilla, Marsiglia, Parigi, Colombes, Reims, Strasburgo e Tolosa. Fu scelta anche Lione per la partita tra Svezia e Austria, ma il match non venne mai disputato. A Marsiglia e Bordeaux furono costruiti due impianti completamente nuovi. Già nel primo turno si ebbero molte sorprese, ma al termine della competizione la vittoria finale andò ancora una volta agli azzurri di Vittorio Pozzo, che in finale ebbero ragione della fortissima Ungheria. Non mancarono le critiche dei francesi quando allo stadio di Colombes gli italiani scesero in campo vestiti di nero e salutarono il pubblico con il saluto romano. All’epoca, quando gli sponsor non decidevano il colore della maglia, lo decideva la politica. Tuttavia, gli azzurri, pur in nero, vinsero meritatamente il titolo grazie a campioni del calibro di Olivieri, Rava, Monzeglio, Meazza e il sorprendente astro nascente Silvio Piola.
AUSTRIA 1938
Per partecipare al torneo iridato organizzato dalla Francia del 1938, l’Austria dovette affrontare in gara unica la vincente tra Lituania e Lettonia. A superare il primo turno furono i lettoni, che sfidarono i danubiani il 5 ottobre 1937 al Prater di Vienna. Gli austriaci non ebbero vita facile, ma riuscirono a imporsi per 2 a 1 dopo essere passati in svantaggio: recuperarono con le reti di Jerusalem e Binder. Ottenuto il pass per Parigi, gli austriaci si prepararono ad affrontare la Svezia, ma il 12 maggio 1938 l’Austria cessò di esistere. La Germania del Terzo Reich invase il paese alpino e lo annesse al proprio territorio. Ai migliori giocatori austriaci fu chiesto di partecipare sotto la bandiera tedesca; alcuni si rifiutarono, tra cui il talentuoso Sindelar, che pochi mesi dopo essere rimasto vedovo si tolse la vita con il gas, secondo le note ufficiali, anche se alcuni attribuiscono la sua morte al rifiuto di scendere in campo con la casacca tedesca. La partita Austria-Svezia prevista per il 5 giugno 1938 allo stadio Gerland di Lione non si disputò: l’Austria non esisteva più e la vittoria fu assegnata a tavolino agli svedesi, che passarono al turno successivo senza colpo ferire. Con questa partita non si decretò solo la fine della nazione austriaca, ma anche quella della Wunderteam, che da quel momento non fu più la squadra eccezionale che aveva meravigliato il mondo.
BELGIO 1938
Il Belgio giunse ai mondiali dopo aver superato il classico girone "Benelux", composto oltre che dai fiamminghi anche da Lussemburgo e Olanda. I posti per Parigi erano due e i ducali erano chiaramente destinati a fare da vittima sacrificale. Nella prima gara di qualificazione, il 13 maggio 1938, i Diavoli Rossi sconfissero in trasferta il Lussemburgo per 3 a 2. Maggiore "impegno" richiedeva la sfida contro l’Olanda, dove il 3 aprile 1938 ad Anversa le due squadre decisero di dividersi astutamente la posta a danno del Lussemburgo. In Francia, il Belgio fu eliminato al primo turno dai padroni di casa, che si imposero per 3 a 1 allo stadio Yves du Manoir di Colombes, di fronte a trentamila spettatori. Sotto per 2 a 0 dopo un quarto d’ora di gioco, i belgi riuscirono ad accorciare le distanze al 38° minuto con il centravanti Isenborgsh; al 69° i francesi, con Nicolas, chiusero la pratica degli ottavi di finale. Ai fiamminghi non restò che intraprendere la breve via del ritorno. Con questa eliminazione, i belgi constatarono che, su tre partecipazioni iridate, in tutte le occasioni erano usciti al primo turno, riducendo la loro esperienza a una sola partita per torneo. Molto meglio fece l’esperto arbitro belga John Langenus, che diresse un totale di sette partite in tre edizioni, tra cui la prima finalissima tra Uruguay e Argentina; in quell’occasione pretese un’assicurazione sulla vita e un piroscafo pronto a salpare subito dopo il fischio finale.
BRASILE 1938
A causa della rinuncia argentina e del boicottaggio degli altri paesi sudamericani, il Brasile ottenne il pass per i mondiali senza giocare alcuna partita di qualificazione. A differenza delle due precedenti edizioni, i carioca si presentarono in Francia con una squadra molto competitiva, guidata dall’esperto Leonidas, e composta da talenti come Romeu, José Perácio e il difensore Da Guia. Nella prima gara, il 5 giugno 1938 allo stadio Meinau di Strasburgo, i brasiliani affrontarono i sorprendenti polacchi. La partita terminò 6 a 5 dopo i tempi supplementari. Mai i brasiliani avrebbero immaginato di trovare un avversario così ostico, né un grande goleador come Ernst Otto Willimowsky, autore di quattro reti nella stessa partita. Passati in vantaggio al 16° minuto con Leonidas, furono raggiunti su rigore dal polacco Scherfke; avanti per 3 a 1, entrò in scena Willimowsky, che segnò un poker d’assi. La partita fu poi raddrizzata dal solito Leonidas, che condusse i brasiliani al turno successivo. Ai quarti di finale furono necessarie due partite per superare la Cecoslovacchia: il 12 giugno 1938 pareggiarono 1 a 1, anche dopo i tempi supplementari; solo nella ripetizione del 14 giugno, al nuovissimo stadio Municipale di Bordeaux, i brasiliani ebbero ragione dei boemi per 2 a 1. In semifinale, a Marsiglia, li attendeva l’Italia, campione in carica. Convinti di passare il turno e assicurarsi un posto in finale, i brasiliani prenotarono in anticipo i posti sull’aereo per Parigi. Tuttavia, sul campo del Velodrome furono sconfitti per 2 a 1 dalle reti di Colaussi e Meazza; i brasiliani riuscirono ad accorciare le distanze solo all’87° minuto con Romeu. All’aeroporto di Marsiglia salirono sull’aereo per Rio de Janeiro tra pianti e rimorsi, cedendo i biglietti per Parigi ai più forti e concreti italiani.
CECOSLOVACCHIA 1938
A Praga, dopo quattro anni dalla delusione del precedente mondiale, molti erano ancora convinti di essere stati defraudati dagli italiani durante la finale di Roma. Per accedere alla fase finale di Francia e riprendersi il maltolto, la Cecoslovacchia dovette superare in gare di andata e ritorno la Bulgaria. Nella prima partita, disputata a Sofia il 7 novembre 1937, i boemi non andarono oltre il pareggio per 1 a 1. Nella seconda gara, giocata allo Sparta Stadion di Praga, i cecoslovacchi vinsero nettamente per 6 a 0, grazie alla tripletta di Ladislav Simunek. Giunti ai mondiali, nella prima partita degli ottavi di finale, il 5 giugno 1938, la Cecoslovacchia incontrò l’Olanda allo stadio di Le Havre. La partita terminò 3 a 0 in favore dei boemi, ma solo dopo i supplementari, poiché i tempi regolamentari erano finiti 0 a 0. Ai quarti di finale, giocati il 12 giugno a Bordeaux, affrontarono il Brasile, squadra completamente rinnovata rispetto a quattro anni prima, ma sempre guidata dal fuoriclasse Leonidas. La partita finì 1 a 1 e fu necessaria la ripetizione due giorni più tardi; la seconda gara si concluse a favore dei sudamericani, che eliminarono a sorpresa Planicka e compagni. Ai cecoslovacchi non restò che tornare a casa con preoccupazioni ben più serie di una partita di calcio: pochi mesi dopo, il 15 marzo 1939, l’esercito tedesco invase i Sudeti boemi, decretando la scomparsa dello stato cecoslovacco.
CUBA 1938
La nazionale di Cuba fu la prima squadra caraibica a partecipare a una fase finale di un mondiale. Cuba, in realtà, ottenne il biglietto per Parigi senza colpo ferire. Inserita nel girone di qualificazione “13” con Stati Uniti, Messico, El Salvador, Colombia, Costarica e Suriname, non giocò alcuna partita a causa della rinuncia di tutte le avversarie, solidali con la tesi del boicottaggio argentino. Gli Stati Uniti, invece, rinunciarono ufficialmente per problemi finanziari, ma in realtà non riuscirono a schierare una squadra competitiva. Una volta giunta in Europa, alla nazionale cubana fu imposto di disputare uno spareggio con i ripescati statunitensi, i quali, pochi giorni prima della gara, rinunciarono definitivamente. La federazione del Suriname chiese di sostituire gli Yankees nello spareggio, ma la FIFA diede parere negativo, e Cuba fu ufficialmente ammessa alla competizione. I caraibici furono abbinati agli ottavi di finale contro l’Argentina, miracolosamente riammessa per motivi politici, episodio che evidenziava la confusione organizzativa dell’epoca. I rioplatensi confermarono la loro rinuncia e Cuba dovette affrontare l’esperta Romania. Il 5 giugno 1938, allo stadio municipale di Tolosa, Cuba fece l’impresa: prima pareggiò 3 a 3, poi, nella ripetizione, si impose 2 a 1 con le reti di Socorro e Fernandez. La vittoria scatenò grandi festeggiamenti a L’Avana e nella sede della nazionale, con salsa, merengue e tanto rum. Non avevano però calcolato che, a soli tre giorni dai festeggiamenti, avrebbero dovuto affrontare i più abili svedesi. Il 12 giugno, allo stadio Fort Carré di Antibes, i cubani furono travolti: gli scandinavi vinsero 8 a 0, mandando mestamente a casa gli inesperti caraibici. Nonostante la sconfitta pesante, i cubani poterono vantare di aver scritto una curiosa pagina nella storia del calcio mondiale e di godersi una vacanza premio a New York prima del rientro.
FRANCIA 1938
Qualificata di diritto come paese organizzatore, la Francia giocò nei mesi precedenti alcune amichevoli contro Belgio, Bulgaria e Inghilterra. La più significativa rimase quella del 5 dicembre 1937 contro l’Italia, terminata 0 a 0, in occasione dell’inaugurazione del nuovo stadio “Parc des Princes” di Parigi, destinato ad ospitare le partite più importanti del mondiale. I padroni di casa esordirono il 5 giugno 1938 allo stadio olimpico di Colombes contro il Belgio. Prima di scendere in campo erano preoccupati per gli infortuni: quasi metà della squadra era ancora in infermeria. In campo, però, i belgi non furono pericolosi e mostrarono chiara inferiorità tecnica; i francesi vinsero agevolmente 3 a 1, con reti di Veinante e una doppietta di Nicolas. Ai quarti di finale, il 12 giugno, sempre a Colombes, la Francia affrontò l’Italia di Vittorio Pozzo. La partita ebbe un alto valore politico, tra repubblicani francesi e fascisti italiani. L’Italia scese in campo interamente vestita di nero e al saluto romano fu accolta dai fischi del pubblico francese. Nonostante il sostegno dei tifosi di casa, i bleus furono sconfitti 3 a 1 dagli azzurri, che uscirono dal campo tra gli applausi per la superiorità tecnico-tattica mostrata. L’esperienza francese si concluse con grande delusione: da alte aspettative di grandeur, il torneo terminò con la cocente frustrazione di non aver nemmeno raggiunto il podio.
GERMANIA 1938
Arrivata a Parigi come una delle squadre favorite, la Germania del III° Reich fece una figura deludente. Ammessa dopo aver vinto il gruppo di qualificazione europeo “1” con Svezia, Estonia e Finlandia, i tedeschi, terzi al torneo del 1934, iniziarono il cammino verso il mondiale partendo da Helsinki, dove s’imposero 2 a 0 sulla Finlandia. Nel secondo match ebbero vita facile contro l’Estonia, vincendo 4 a 1. La partita decisiva per ottenere il pass per Parigi si svolse il 21 novembre 1937 ad Amburgo, dove la Germania vinse 5 a 0 sulla Svezia, con reti di Szepan e le doppiette di Siffling e Schön, futuro allenatore della Germania Ovest campione del mondo nel 1974. In Francia, la Germania giocò il 4 giugno 1938 la partita inaugurale del mondiale al Parc des Princes contro la Svizzera. La gara fu dura e a tratti violenta, anche per motivi politici: il pubblico francese tifava per gli elvetici. La Germania scese in campo con la maglia recante l’aquila del III° Reich e schierò anche gli austriaci cooptati dopo l’annessione. La partita finì 1 a 1 anche dopo i supplementari, rendendo necessaria la ripetizione. Al ritorno, dopo essere passata in vantaggio di due reti, la Germania considerò chiusa la pratica, ma la Svizzera ribaltò il risultato nella ripresa, vincendo 4 a 2. I tedeschi tentarono di invalidare la partita, sostenendo che Eugene Waleschek, autore della rimonta, non avrebbe potuto giocare perché nato in Russia. La contestazione cadde nel vuoto e la Germania fece ritorno a casa a testa bassa. Un anno dopo, con l’invasione di Danzica, la Germania di Hitler iniziò una partita ben più difficile.
INDIE ORIENTALI OLANDESI 1938
Le Indie Orientali Olandesi furono la prima squadra del continente asiatico a partecipare a un mondiale di calcio. Inserite nel gruppo di qualificazione “12” con il Giappone, non disputarono la sfida con i nipponici poiché questi ultimi furono esclusi dalla competizione dopo aver invaso militarmente la Cina. La partita avrebbe dovuto svolgersi su campo neutro a Saigon, in Vietnam. A causa della confusione organizzativa pre-mondiale, la FIFA decise di programmare uno spareggio il 26 maggio 1938 contro la vincente tra Stati Uniti e Cuba. Per prepararsi, la nazionale batava organizzò alcune amichevoli contro squadre locali dell’isola di Giava. La spedizione indonesiana partì alla volta di Genova il 27 aprile 1938 dal porto di Tandijok Priok a bordo della nave Balorean. Giunse a destinazione tre settimane più tardi e, una volta arrivata nel capoluogo ligure, la squadra proseguì in treno verso l’Olanda. Giunti nei Paesi Bassi, gli asiatici furono informati del ritiro degli Stati Uniti e dell’Argentina, così lo spareggio previsto non fu necessario e la squadra venne ammessa direttamente alla fase finale insieme a Cuba. In terra d’Orange, i batavi disputarono due amichevoli: una contro l’H.B.S. di Houtrust, terminata 2 a 2, e l’altra contro il VV Haarlem, vinta per 5 a 3. Questo successo fece ben sperare la delegazione asiatica, che tuttavia, il 5 giugno a Reims, dovette affrontare un ostacolo ben più duro: la fortissima Ungheria, futura “Aranycsapat”. Le Indie Orientali Olandesi scesero in campo con molti oriundi di origine cinese e olandese, ma il divario tecnico si rivelò subito enorme. Gli asiatici incassarono sei reti e nemmeno il cane portafortuna del portiere Bing Mo Hang, sceso a bordo campo, riuscì a porre rimedio allo strapotere magiaro. I giocatori tornarono poi in Olanda, dove rimasero ancora qualche mese prima di far ritorno nel lontano Oriente.
ITALIA 1938
Per la prima volta, la squadra campione in carica si qualificò di diritto come detentrice del titolo per il successivo torneo iridato. L’Italia giunse in Francia dopo aver disputato solo alcune amichevoli, le più significative contro Belgio e Jugoslavia, vinte rispettivamente 6 a 1 e 4 a 0. Arrivata oltralpe con i favori del pronostico, l’Italia esordì il 5 giugno a Marsiglia contro la debuttante Norvegia, reduce da un ottimo torneo olimpico. Gli italiani non furono accolti amichevolmente dal pubblico francese, che li travolse di fischi e insulti durante il saluto romano. Anche l’inno fu motivo di polemica, poiché venne sostituito dal canto propagandistico Giovinezza. Una volta iniziata la gara, gli azzurri incontrarono più difficoltà del previsto. La partita terminò ai tempi supplementari, dopo che i novanta minuti regolamentari si erano chiusi sull’1 a 1. Solo al 94° minuto Silvio Piola riuscì a segnare la rete della vittoria. Ai quarti di finale, il 12 giugno 1938, l’Italia affrontò a Colombes i padroni di casa della Francia. Gli azzurri, che in quell’occasione scesero in campo con un completo interamente nero, furono accolti nuovamente tra i fischi. L’Italia passò in vantaggio dopo soli nove minuti con Colaussi; un minuto dopo, Heisserer pareggiò per i bleus. Gli uomini di Vittorio Pozzo giocarono però una partita straordinaria: Silvio Piola, autore di una doppietta al 52° e al 72° minuto, guidò la squadra a un convincente 3 a 1. Questa volta, il pubblico francese applaudì gli azzurri, riconoscendo la loro superiorità tecnico-tattica. In semifinale, il 16 giugno al Vélodrome di Marsiglia, l’Italia affrontò i funambolici brasiliani guidati da Leonidas. I carioca, già sicuri di accedere alla finale, avevano acquistato in anticipo i biglietti aerei per Parigi. Ma gli azzurri dimostrarono ancora una volta di essere la squadra più forte del torneo, vincendo 2 a 1 con reti di Gino Colaussi e Giuseppe Meazza, quest’ultimo autore del rigore decisivo, calciato tenendosi con una mano i pantaloncini ai quali si era rotto l’elastico poco prima del tiro. I brasiliani dovettero così cedere i loro posti sull’aereo ai più concreti italiani. Per la seconda volta consecutiva, l’Italia raggiunse la finale. Il 19 giugno, allo stadio Olimpico di Colombes, davanti a oltre 45.000 spettatori, gli azzurri affrontarono l’Ungheria di Karoly Dietz. La partita si accese subito: al 6° minuto Colaussi portò in vantaggio gli italiani, ma un minuto dopo Titkos pareggiò per i magiari. Al 16° Piola riportò avanti l’Italia e al 35° ancora Colaussi chiuse virtualmente la gara. Nella ripresa, gli ungheresi accorciarono le distanze, ma Piola segnò nuovamente fissando il risultato sul 4 a 2. Al fischio finale, gli uomini di Pozzo celebrarono il secondo titolo mondiale consecutivo, conquistato in modo convincente e dimostrando di essere la squadra più forte del mondo.
NORVEGIA 1938
La Norvegia giunse al suo primo mondiale con un ottimo biglietto da visita: due anni prima aveva conquistato la medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici, dietro Italia e Austria. In quell’occasione, gli scandinavi avevano battuto la Polonia per 3 a 2. Inserita nel girone di qualificazione con la Repubblica Unita d’Irlanda, la Norvegia vinse il primo match in trasferta il 10 ottobre 1937 per 3 a 2, mentre la gara di ritorno, disputata al Dalymount Park di Dublino il 7 novembre, terminò 3 a 3. Protagonista di entrambe le sfide fu l’attaccante Reidar Kvammen del Viking Stavanger, autore di due doppiette. Il sorteggio, tuttavia, non fu benevolo: agli ottavi di finale, i norvegesi furono abbinati ai campioni del mondo in carica, l’Italia. La partita del 5 giugno 1938 al Vélodrome di Marsiglia non fu affatto una passeggiata per gli uomini di Pozzo. La Norvegia riuscì a portare la gara ai tempi supplementari dopo aver pareggiato 1 a 1 al 90°. I “Troll”, guidati in panchina da ben tre allenatori, Asbjørn Halvorsen, Kaare Lilleberg ed Einar Gundersen, trovarono il pareggio con Arne Brustad a pochi minuti dal termine, costringendo gli azzurri agli straordinari. Fu ancora Silvio Piola a decidere il match, rispedendo i meritevoli norvegesi sul loro drakkar ormeggiato al Vieux Port di Marsiglia, con destinazione Oslo.
OLANDA 1938
La nazionale olandese cercò di far meglio delle Indie Orientali Olandesi, ma il destino volle che anch’essa uscisse agli ottavi di finale. Senza particolari ambizioni, l’Olanda giunse in Francia dopo aver vinto agevolmente il consueto girone “Benelux”. La marcia cominciò allo stadio Feyenoord di Rotterdam il 28 novembre 1937, con una netta vittoria per 4 a 0 sul Lussemburgo, grazie alla tripletta dell’attaccante De Boer. La seconda partita di qualificazione, contro il Belgio, si giocò il 3 aprile 1938 ad Anversa e terminò 1 a 1, risultato che bastò a entrambe le squadre per assicurarsi la qualificazione ai danni dei lussemburghesi. Giunta a Le Havre un giorno prima del debutto, l’Olanda affrontò i vicecampioni del mondo della Cecoslovacchia con spirito leggero. I boemi vinsero 3 a 0, ma solo dopo i tempi supplementari. Gli Orange ebbero comunque molto da recriminare con la sfortuna: oltre a esibire un gioco brillante e organizzato, non poterono contare sul loro miglior uomo, Beb Bakhuys del VVV Venlo, rimasto in patria per infortunio, e persero al 68° minuto anche l’attaccante Frits Van der Venn dell’Heracles. Alla ripresa dei supplementari, bastarono due minuti ai cecoslovacchi per dimostrare la loro supremazia: Nejedlý e compagni segnarono tre reti in rapida successione, accompagnando con cortesia i tulipani all’uscita dal torneo.
POLONIA 1938
Erano ancora lontani i fasti degli anni '70, quando il mondo avrebbe potuto godersi il gioco frizzante della grande Polonia di Lato e Deyna; tuttavia, quella che nel 1938 arrivò in riva all’Ill non fu da meno. Tra le proprie fila, la squadra polacca schierò il fuoriclasse Ernst Otto Pradella Wilimowsky, attaccante del Ruch Chorzow e, all’occorrenza, ottimo giocatore di hockey. L’attaccante riuscì a segnare ben quattro reti in una sola partita al Brasile di Leonidas e Romeu. Dopo l’invasione tedesca del 1939, Wilimowsky andò a rafforzare le fila dell’attacco teutonico, segnando 13 reti in 8 partite. I connazionali non lo perdonarono mai di aver tradito i colori dei bielo-czerwoni. Già il 10 ottobre del 1937 a Varsavia si era intravvisto che la squadra polacca era di buon spessore nel 4 a 0 rifilato ai talentuosi jugoslavi che, nella gara di ritorno, non riuscirono ad andare oltre l’1 a 0, consegnando il pass per il mondiale ai sorprendenti polacchi. Solo la sorte fermò i mitteleuropei, da subito in debito con la fortuna che gli abbinò il Brasile agli ottavi di finale. Il 5 giugno del 1938, nell’acquitrino di Strasburgo, si assistette a una delle più straordinarie partite dei mondiali. Brasile e Polonia, al termine dei novanta minuti, erano sul punteggio di 4 a 4. I carioca passarono in vantaggio con Leonidas, subito raggiunti da Scherfke al 23° su calcio di rigore; poi, al 25°, Romeu riportò avanti i bianco-azzurri e al 44° presero il largo con una rete di Peracio. Nel secondo tempo si svegliò Wilimowsky che, al 53° e al 59° minuto, riacciuffò il pareggio. Al 71° Peracio segnò ancora per il Brasile il 4 a 3, ma a un minuto dalla fine Wilimowsky replicò per il 4 a 4 finale. Furono necessari i tempi supplementari. A passare in vantaggio furono ancora i brasiliani con una doppietta di Leonidas, ormai sembrava tutto deciso, ma ci fu ancora tempo per scrivere la storia: Wilimowsky segnò la quarta rete personale, record per quell’epoca, almeno fino al 1994, quando il russo Oleg Salenko realizzò 5 reti in una sola gara al malcapitato Camerun.
ROMANIA 1938
Per la Romania il torneo francese fu la terza partecipazione consecutiva, anche se nelle precedenti edizioni non riuscì mai a superare il primo turno. Si qualificò al campionato mondiale senza giocare alcuna partita, poiché inserita nel gruppo “4” era da sorteggio contrapposta all'Egitto, che pochi mesi prima si ritirò, lasciando strada libera agli europei. In Francia la squadra balcanica fu protagonista di una memorabile figuraccia calcistica. Abbinata contro la debuttante Cuba, servirono ben due partite per essere mestamente eliminata dal mondiale. Il 5 giugno del 1938 a Tolosa, Cuba e Romania furono protagoniste di un incredibile pareggio per 3 a 3 dopo i tempi supplementari. I romeni dovettero imprecare contro il portiere caraibico Benito Carvajales, che parò l’impossibile, e ciò che non fece lui lo fecero i pali e le traverse. Si rese necessaria la ripetizione della gara, avvenuta qualche giorno dopo, il 9 giugno 1938, sempre a Tolosa. Tra i cubani non era presente Carvajales, sostituito dal secondo Juan Ayra; i daci tirano un respiro di sollievo e si rilassarono. Al 39° Dobay segnò per la Romania… i balcanici pensarono che fosse fatta, ma non fu così! Quello che non fece Benito lo fece Ayra, stregando letteralmente la porta con autentici miracoli sportivi: alcuni sostennero che il portiere fosse in realtà un artista circense. La partita si innervosì a tal punto da trarre in inganno l’arbitro svedese Eklind, che convalidò due reti dei cubani in evidente fuorigioco. La partita terminò con l’incredibile sconfitta romena per 2 a 1, costretta a lasciare per la terza volta un mondiale al primo atto.
SVEZIA 1938
Se si può parlare di fortuna, la Svezia fu proprio la squadra più fortunata del torneo, raggiungendo le semifinali in modo alquanto semplice. Ottenne il pass per Parigi giocando un girone di qualificazione molto agevole, con quattro squadre e due posti disponibili per il mondiale. A fare da sparring partner tra scandinavi e tedeschi ci furono l'Estonia e la Finlandia. La Svezia, il 16 giugno 1937 a Stoccolma, sconfisse la Finlandia con un netto 4 a 0. Quattro giorni più tardi, sempre al Rasunda Stadium di Stoccolma, i padroni di casa ebbero ragione di un’inconsistente Estonia, battuta per 7 a 2. Ininfluente fu la partita del 21 novembre contro la Germania, dove gli svedesi vennero sonoramente sconfitti per 5 a 0. Arrivata a Lione per affrontare l'Austria agli ottavi di finale, la Svezia si trovò senza avversario: pochi mesi prima l'Austria fu cancellata dalla cartina geografica europea e annessa al III° Reich tedesco. Ammessa direttamente ai quarti, gli scandinavi affrontarono la sorprendente nazionale cubana, che dopo due incontri aveva eliminato a sorpresa la Romania. La Svezia trovò un avversario spossato e appagato dal risultato precedentemente raggiunto. Scese in campo il 12 giugno ad Antibes, e i gialloblù svedesi travolsero i caraibici con un pesante 8 a 0. In quella gara si registrarono due triplette, una dell’esordiente Harry Andersson e l’altra dell’attaccante Gustav Wetterstrom. Il 16 giugno, in semifinale al Parco dei Principi di Parigi, la fortuna non fu più compagna degli svedesi, che affrontarono i maestri danubiani dell’Ungheria. Gli svedesi furono travolti per 5 a 1, nonostante fossero passati in vantaggio con Nyberg dopo un solo minuto di gioco. Alla Svezia toccò accontentarsi della finalina per il terzo posto, disputata il 19 giugno a Bordeaux contro il Brasile di Leonidas, persa per 4 a 2. Giunti quarti, gli svedesi si dovettero considerare soddisfatti, ottenendo il piazzamento più per coincidenze che per talento.
SVIZZERA 1938
Non si saprà mai il motivo per cui Svizzera e Portogallo si contesero in gara unica il posto ai mondiali francesi. Le due squadre scesero in campo il 1° maggio 1938 allo stadio San Siro di Milano, al cospetto di Benito Mussolini e Adolf Hitler. Gli elvetici vinsero 2 a 1, lasciando molto amaro in bocca ai lusitani, che fallirono il rigore del possibile pareggio. Giunta in Francia, alla Svizzera toccò l'onore di giocare la gara inaugurale, il 4 giugno al Parco dei Principi contro la Germania, che già aveva iniziato il suo percorso bellico di annessione degli stati confinanti. Tra i tedeschi figuravano anche alcuni giocatori "cooptati" dalla Wunderteam; il pubblico francese non era tutto dalla parte dei rossocrociati. L’arbitro delle grandi occasioni fu il belga Langenus, testimone dell'insperato pareggio che costrinse le due squadre alla ripetizione dell’incontro. La prima gara terminò 1 a 1 con le reti del tedesco Gauchel e dello svizzero André Abegglen III°. Nella ripetizione del 9 giugno, sempre al Parc des Princes, accadde di tutto: la Germania, dopo appena ventidue minuti, era in vantaggio di due reti, e la Svizzera perse il suo miglior attaccante Georges Aeby per infortunio. A quel tempo le sostituzioni non erano previste. Gli elvetici non si scoraggiarono, anzi, spinti dal pubblico, presero le redini del gioco e a pochi istanti dal termine del primo tempo accorciarono le distanze con Eugene Walaschek, protagonista delle recriminazioni tedesche perché nato a Mosca, ma già naturalizzato svizzero. Nel secondo tempo i rossocrociati compirono l’impresa, segnando altre tre reti con Bickel e una doppietta del solito Abegglen III°. La partita si concluse con un insperato successo svizzero per 4 a 2, che rispedì a casa quella che doveva essere la grande Germania. Ai quarti, il 12 giugno a Lilla, una stanca Svizzera, provata dalle due precedenti e intense partite, cedette ai maestri ungheresi per 2 a 0, ma uscì dal mondiale consapevole di aver compiuto una vera impresa.
UNGHERIA 1938
Il cammino degli ungheresi sino alla finalissima di Parigi fu molto agevole. Fin dalla qualificazione, ottenuta con partita secca contro la Grecia, travolsero gli ellenici per 11 a 1. Vista la disfatta, la Grecia rinunciò a disputare il match di ritorno previsto ad Atene; per la cronaca, la Grecia in precedenza aveva eliminato la Palestina. Anche in Francia, agli ottavi di finale, l’Ungheria affrontò un incontro agevole contro le Indie Orientali Olandesi: il 5 giugno 1938 a Reims i magiari vinsero 6 a 0. Ugualmente nei quarti la fortuna sorrise ai granata di Schaffer, che affrontarono una Svizzera stremata dagli infortuni e dalle partite precedenti; vinsero facilmente 2 a 0. In semifinale a Parigi affrontarono la poco consistente Svezia, vincendo 5 a 1. Passati in svantaggio dopo un solo minuto, gli ungheresi giocarono a porta unica; l’eroe fu Gyula Zsengeller dello Ujpest, che realizzò una fantastica tripletta. In finale l’Ungheria affrontò l’Italia, trovando una squadra ben organizzata e la più forte del torneo. I magiari furono sconfitti per 4 a 2, ma uscirono dal campo consapevoli che fin lì la sorte aveva offerto loro avversari inconsistenti e al primo vero ostacolo caddero con onore. Dopo la guerra, l’Ungheria darà vita alla squadra fortissima nota come Aranycsapat.
Qualificazioni Campionato Francia 1938
Gruppo 1 [Germania, Svezia]
16.06.37 "Stoccolma" Svezia–Finlandia 4–0
20.06.37 "Stoccolma" Svezia–Estonia 7–2
29.06.37 "Helsinki" Finlandia–Germania 0–2
19.08.37 "Turku" Finlandia–Estonia 0–1
29.08.37 "Königsberg" Germania–Estonia 4–1
21.11.37 "Amburgo" Germania–Svezia 5–0
Gruppo 2a [Norvegia]
10.10.37 "Oslo" Norvegia–Irlanda 3–2
07.11.37 "Dublino" Irlanda–Norvegia 3–3
Gruppo 2b [Polonia]
10.10.37 "Varsavia" Polonia–Jugoslavia 4–0
03.04.38 "Belgrado" Jugoslavia–Polonia 1–0
Gruppo 3 [Romania]
Romania qualificata per ritiro dell’Egitto
Gruppo 4 [Svizzera]
01.05.38 "Milano" Svizzera–Portogallo 2–1
Gruppo 5 [Ungheria]
22.01.38 "Tel-Aviv" Palestina–Grecia 1–3
20.02.38 "Atene" Grecia–Palestina 1–0
25.03.38 "Budapest" Ungheria–Grecia 11–1
Gruppo 6 [Cecoslovacchia]
07.11.37 "Sofia" Bulgaria–Cecoslovacchia 1–1
24.04.38 "Praga" Cecoslovacchia–Bulgaria 6–0
Gruppo 7 [Austria]
29.07.37 "Riga" Lettonia–Lituania 4–2
03.09.37 "Kaunas" Lituania–Lettonia 1–5
05.10.37 "Vienna" Austria–Lettonia 2–1
Gruppo 8 [Olanda, Belgio]
28.11.37 "Rotterdam" Paesi Bassi–Lussemburgo 4–0
13.03.38 "Lussemburgo" Lussemburgo–Belgio 2–3
03.04.38 "Anversa" Belgio–Paesi Bassi 1–1
Gruppo 9 [Indie orientali olandesi]
Indie orientali olandesi (Indonesia) superano il turno per ritiro del Giappone
Indie orientali olandesi si qualificano per rinuncia degli U.S.A.
Gruppo 10 [Brasile]
Qualificato per ritiro dell’Argentina
Gruppo 11 [U.S.A.]
U.S.A. passa al turno intercontinentale per ritiro del Messico
Gli Stati Uniti si ritireranno successivamente prima di incontrare le Indie orientali olandesi (Indonesia)
Gruppo 12 [Cuba]
Qualificato per il ritiro di Colombia, El Salvador, Costa Rica, Suriname
Mondiali 1938 – Francia (4 giugno–19 giugno)
Ottavi di finale
04.06.38 "Parigi" Germania–Svizzera 1–1 [dts]
09.06.38 "Parigi" Germania–Svizzera 2–4
05.06.38 "Le Havre" Cecoslovacchia–Olanda 3–0 [dts]
05.06.38 "Reims" Ungheria–Indie olandesi 6–0
05.06.38 "Lione" Austria–Svezia – (Austria fu annessa alla Germania “Anschluss”)
05.06.38 "Tolosa" Cuba–Romania 3–3 [dts]
09.06.38 "Tolosa" Cuba–Romania 2–1
05.06.38 "Marsiglia" Italia–Norvegia 2–1 [dts]
05.06.38 "Parigi" Francia–Belgio 3–1
05.06.38 "Strasburgo" Brasile–Polonia 6–5 [dts]
Quarti di finale
12.06.38 "Lille" Svizzera–Ungheria 0–2
12.06.38 "Antibes" Svezia–Cuba 8–0
12.06.38 "Parigi" Francia–Italia 1–3
12.06.38 "Bordeaux" Brasile–Cecoslovacchia 1–1 [dts]
14.06.38 "Bordeaux" Brasile–Cecoslovacchia 2–1
Semifinali
16.06.38 "Parigi" Ungheria–Svezia 5–1
16.06.38 "Marsiglia" Italia–Brasile 2–1
Gara per il terzo posto
19.06.38 "Bordeaux" Brasile–Svezia 4–2
Finale
19.06.38 "Parigi" Italia–Ungheria 4–2